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Giro, beffa per Petacchi: vince Ventoso in volata

Sesta tappa allo spagnolo. In maglia rosa resta Weening. Erutta l'Etna: a rischio la frazione di domenica

Giro, beffa per Petacchi: vince Ventoso in volata
Il Giro d'Italia cerca di ritrovare un pizzico di pace, dopo la morte di Weylandt e le brutte cadute di mercoledì: la sesta tappa, 216 chilometri da Orvieto a Fiuggi, è stata vinta dallo spagnolo Francisco Ventoso della Movistar. La vittoria è arrivata in volata, e Ventoso ha preceduto Alessandro Petacchi (Lampre) e Roberto Ferrari (Androni Giocattoli). La maglia rosa resta all'olandese Pieter Weening, della Rabobank, che continua ad essere il leader della classifica generale. Alle sue spalle Marco Pinotti e Konstantin Svitsov, entrambi staccati di 2 secondi.

LUNGA FUGA - La tappa è stata movimentata da lunghe fughe, concluse poi con il ricongiungimento nelle battute finali. Danilo Di Luca ha tentato il colpaccio con uno scatto a 500 metri dal traguardo, ma le squadre degli sprinter non si sonon fatte sorprendere e sono riuscite a recuperarlo. Sembrava invece fatta per Petacchi, che avrebbe così colto il secondo successo in questo giro, ma Ale-Jet non ce l'ha fatta: senza forze al traguardo, è stato battuto senza particolari problemi da Ventoso. Sale l'attesa per la tappa di venerdì, la settima frazione Maddaloni-Montevergine di Mercogliano: 110 chilometri e il primo vero in arrivo in salito della corsa rosa. Qualcosa potrebbe cambiare nelle zone alte della classifica.

ETNA ERUTTA, TIMORE PER TAPPA - "La tappa di domenica non è a rischio. Il tratto interessato sull'Etna è solo quello degli ultimi quattro chilometri. Ma sul posto sono già al lavoro squadre locali, che stanno ripulendo la strada. Siamo tranquilli". Lo assicura il direttore del Giro, Angelo Zomegnan, anche se resta qualche timore per l'eruzione del vulcano (guarda il servizio su LiberoTv). I voli di trasferimento delle squadre, infatti, a causa della polvere vulcanica potrebbero essere annullati. Se la situazione dovesse peggiorare, le squadre potrebbero essere costretta al trasferimento via terra. Nella notte tra mercoledì e giovedì, infatti, il vulcano ha improvvisamente ripreso l'attività, con un cratere che si è aperto su un lato: la cenere è piovuta su Catania e sulle cittadine circostanti. La nona tappa prevede due salite sul vulcano, con un arrivo a 1.892 metri sul livello del mare.

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