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Calcio-scandalo, parla Signori: "No a combine su Inter-Lecce"

Ex azzurro interrogato, il legale: "Su Singapore cade dalle nuvole". Napoli nel mirino, acquisiti tre filmati. Spuntano Vieri e (forse) Totti. Buffon: "E' piazzale Loreto"

Calcio-scandalo, parla Signori: "No a combine su Inter-Lecce"
Mercoledì è il gran giorno di Beppe Signori, giunto poco dopo le 14 in tribuale a Cremona per essere ascoltato nell'interrogatorio di garanzia dal gip di Cremona, Guido Salvini. L'ex attaccante è ritenuto il capofila del gruppo di scommettitori "bolognesi" nel giro delle partite truccate. Prima dell'audizione, il legale di Beppegol, Silvio Caroli, aveva annunciato: "Il mio assistito risponderà a tutte le domande del magistrato". L'ex centravanti azzurro, nel corso dell'interrogatorio, ha parlato di quando il 15 marzo scorso, nello studio dei commercialisti bolognesi Francesco Giannone e Manlio Bruni, gli fu proposta la possibilità di una giocata su Inter-Lecce. "Lui disse un secco no", ha spiegato il legale dell'ex bomber al termine dell'interrogatorio di garanzia.

Parla Signori - "All'incontro del 15 marzo - ha continuato il legale - parteciparono anche Massimo Erodiani e l'ex calciatore Antonio Bellavista, che proposero a Signori un affare di natura illecita, ma lui si oppose". A Signori furono anche chieste somme di denaro "da dare ai giocatori per taroccare la partita Inter-Lecce", ma lui decide di non pagare. Beppegol, secondo l'investigatore privato Ugo Vittori, assoldato dalla difesa, conosceva i due comercialisti - Bruni e Giannone - ma non avrebbe mai partecipato ad alcuna riunione del gruppo dei 'bolognesi', che "non aveva nemmeno grandi capacità economiche. Non solo non ci sono prove - ha aggiunto Bruni -, ma noi queste cose non l'abbiamo mai fatte". Secondo Bruni, però, Signroi era il trait d'union con gli scommettitori asiatici. Per Bruni, invece, "su Singapore Signori casca dalle nuvole. Il materiale sequestrato ha casa dell'ex calciatore - sottolinea - non ha rilevanza". Gli investigatori, nella sua abitazione, hanno trovato una sorta di contratto che lega i giocatori del Bologna a quelli asiatici: un foglio, stilato a mano e diviso in due, che riportava le regole per le scommesse con  Singapore.

Gli altri capitoli - Ma l'inchiesta si arricchise anche di altri nuovi elementi: la procura di Napoli ha delegato la squadra mobile ad acquisire i filmati relativi a tre partite del campionato di Serie A, sia per quello appena concluso sia per quello precedente. Infine, tra i faldoni, spuntano il nome di Bobo Vieri e (ancora) quello di Francesco Totti. Il gip cremonese ha improvvidamente parlato di una "sensazione" di combine su alcune partite di Serie A, anche tra le società.

Boss a bordo campo - Un'inchiesta che si sta allargando a macchia d'olio. La Procura di Napoli ha aperto un nuovo fascicolo sull'incontro Napoli-Parma del 10 aprile 2010  (vinto dagli ospiti 3-2 dopo che il primo tempo si era chiuso con i padroni di casa in vantaggio per 1-0: nell'intervallo fu registrato un aumento delle scommesse sulla vittoria dei ducali). A insospettire gli inquirenti la fotografia in cui Antonio Lo Russo, esponente dell'omonimo clan camorristico del quartiere Miano, compare a bordo campo durante la gara. Lo Russo, indagato per associazione mafiosa finalizzata allo spaccio di droga, risulta latitante da 14 mesi. Il precedente fascicolo, aperto dal pm Luigi Alberto Cannavale sulla base delle dichiarazioni del boss pentito Salvatore Lo Russo, zio di Antonio, era stato invece inviato nel luglio dello scorso anno alla Procura della Federcalcio, perché non erano emersi elementi sufficienti a sostenere accuse penali. Ma l'attenzione degli inquirenti sul Napoli si è alzata anche per alcune dichiarazioni di persone orbitanti nel mondo delle scommesse: ancora non è chiaro se tali elementi derivino da intercettazioni telefoniche oppure da fonti dirette. Il pool di magistrati procede per l'ipotesi di reato di frode sportiva.

La replica di De Laurentiis
- Secca la risposta del patron del Napoli, Aurelio De Laurentis, interpellato sul presunto coinvolgimento della sua squadra nello scandalo. "Non sono al corrente di un coinvolgimento diretto del Napoli", ha tagliato corto. Poi una battuta sul boss fotografato a brodo campo: "Per la presenza di determinati elementi le società non sono mai considerabili responsabili, perché allo stadio non possono andare solo quelli colpiti da Daspo, questa è la legge e questa è la regola. Quella persona - ha aggiunto - era alle dipendenze di un manutentore del campo di gioco, e nella foto è rappresentata vicino alle forze dell'ordine. Non è che il Calcio Napoli può stare a verificare la fedina penale di ognuno che entra".

Spunta Bobo - A citare Bobo Vieri, invece, è Ivan Tisci, uno degli indagati del gruppo degli 'zingari', in una telefonata a Antonio Bellavista (l'ex capitano del Bari attualmente in carcere) del 21 marzo 2011, il giorno dopo Inter-Lecce. Tisci, scrivono gli investigatori in un brogliaccio di un'intercettazione, "si lamenta del comportamento di Bressan (ex giocatore agli arresti, ndr) e dice che dopo averlo tenuto "in stand by fino a stamattina", "l'hanno fatta saltare perché 'il boss' non ha soldi da puntare". A questo punto, proseguono gli investigatori, "Tisci gli chiede se ha visto cosa gli ha scritto ieri sera e che a Milano ha incontrato Bobo Vieri, il quale gli ha detto che non ha vinto molto e ha giocato da casa con il Pc". Tisci, concludono i poliziotti, "dice di averlo imbeccato e Vieri sapeva dell'over 3,5 dell'Inter". Pronta la smentita di Vieri, che tramite il suo legale Danilo Buongiorno, dichiara "la propria totale estraneità alla vicenda del calcioscommesse". Vieri fa sapere di aver dato mandato al suo legale di "querelare chiunque offenda la sua reputazione e comunque utilizzi impropriamente il suo nome" in riferimento ad attività illecite dell'inchiesta.

Capitolo Totti - Per quel che riguarda il 'capitolo Francesco Totti', nei fascicoli viene citato anche un "Capitano della Giallorossa", che avrebbe assicurato che Fiorentina-Roma sarebbe finita con "tanti gol". E' quanto emerge da una conversazione tra Massimo Erodiani e Marco Pirani, le due figure centrali dell'indagine. La telefonata avviene il 21 marzo alle 19.36, il giorno dopo Fiorentina-Roma finita 2-2. "Erodiani - si legge nelle carte - dice a Pirani che giovedi va a Bologna a portare i soldi delle giocate". "Erodiani commenta con Pirani la partita dell'Inter e dice che l'attaccante del Lecce Daniele Corvia avrebbe pronosticato anche tanti gol in Fiorentina-Roma avendolo saputo dal Capitano della Giallorossa". Non è dato sapere se il capitano sia quello della Roma (quindi presumibilmente Totti) o quello del Lecce, entrambe squadre giallorosse. Nel frattempo, il nome del Pupone finisce nella centrifuga come era accaduto con De Rossi.

Il legale del Pupone - "Francesco totti è assolutamente e totalmente estraneo alla vicenda del calcioscommesse, e la Roma tutelerà l'onorabilità del suo capitano agendo nelle sedi giudiziarie". Questa la dichirarazione rilasciata dall'avvocato del capitano della Roma, Antonio Conte, dopo la pubblicazione di articoli che "hanno associato il nome di Totti alle indagini di Cremona". L'avvocato Conte ha poi proseguito: "Aggiungo che l'As Roma, avendone avuta conferma dall'avvocato Cappelli per Unicredit, nelle prossime ore ribadirà fortemente la medesima posizione sia a supporto del suo capitano sia a tutela della società stessa".

Buffon: "Italia di piazzale Loreto" - Parole durissime sugli episodi di giustizia sommaria che si stanno consumando in queste convulse giornate arrivano dal portiere della Juventus, Gianluigi Buffon. "Siamo sempre l'Italia di piazzale Loreto, non cambia niente. Basta un nome in prima pagina e tutto viene infangato, quando il fatto per ora non è chiaro. Bisogna stare molto attenti a dare giudizi troppo veloci: anni fa ci sono passato anch'io, infangato in prima pagina per una cosa nella quale non c'entravo niente - ha commentato -: per ora stiamo facendo solo questo, cioè una grande pubblicità a uno scandalo dove per ora non c'è nulla di concreto".

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Commenti all'articolo

  • alvit

    09 Giugno 2011 - 10:10

    Dove ci sono truffe, napoli non manca mai. Cosa vi aspettate da una citta' retta dalla camorra e dove la camorra detta legge su tutti e su tutto. Li la camorra ha le mani su tutto, sul pane, sulla mozzarella, sugli ortaggi, sui bar, su tutti i negozi, senza contare sui grandi affari, l'immondizia, gli assassini a pagamento, le scommesse, la droga e la prostituzione. Addirittura nei parcheggi, nei servizi fotografici, nelle esequie, e nei cimiteri. Ora vi fate meraviglia se qualcuno pensa che siano introdotti nel calcio? Ci siete o ci fate?Non vi ricordate piu' le foto del ciccione maradona con tutti i padrini?Chissà quante partite sono state truccate a Napoli e non solo. Cominciare con ridurre dell'80% gli ingaggi dei giocatori, controllare tutte le partite a monte e non dopo mesi e mesi.Anche un ragazzino si accorge delle partite taroccate. SVEGLIATEVI, troppi soldi girano e voi addetti, siete tutti conniventi, nessuno di voi e pulito.

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  • ubik

    08 Giugno 2011 - 20:08

    ha parlato kojak... :)

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  • beylerbey

    08 Giugno 2011 - 18:06

    Ma siamo veramente sicuri che ci siano stati tutti questi casi di "doping" calcistico? E che non si tratti invece della solita "bufala" architettata ad arte x distogliere l'opinione pubblica da altri e ben + importanti problemi? Si, il caso del portiere della Cremonese c'è, è veritiero ma...e gli altri? Magari si tratta solo di 4 disperati che, tanto x farsi 1 poco di "pubblicità" hanno montato ad arte tutto sto popo di casino...io non sottovaluterei questa possibilità, anche xchè, guarda caso, capita proprio ora...mah, può essere che penso male e che mi sbaglio, ma a pensar male quasi mai si sbaglia. Cordialmente.

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  • pablolife

    08 Giugno 2011 - 18:06

    fai fare al tuo padrone lui sicuramente avrebbe la formula magggica anche per questo.....ovviamente , basta turarsi il naso e crederci.

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