Cerca

Inter, eccoti Gasperini: "Intelligente e spregiudicato"

Zazzaroni: Moratti ha scelto l'ex tecnico del Genoa. Allievo di Galeone e amante del calcio offensivo, ripartirà dal 3-4-3

Inter, eccoti Gasperini: "Intelligente e spregiudicato"
Non dite a Moratti che consegna la sua pazza Inter amala a un sindacalista illuminato. Stagione ’86-87, il Pescara retrocesso in C con Catuzzi si ritrova in B grazie al fallimento del Palermo e si affida a Galeone. La società, nelle mani del quadrumvirato Marinelli Taraborelli De Cecco De Leonardis, ha problemi economici e qualche grana. Durante l’estate i giocatori, capitanati da Gian Piero Gasperini, allora 28enne, e dal vice Gigi Ciarlantini, vogliono risolvere la questione dei premi che l’anno prima garantivano 350mila lire a punto, a testa. Dopo una serie di incontri a vuoto, nello spogliatoio qualcuno comincia a ipotizzare il ricorso allo sciopero. Gasp & Ciarla fanno due conti e s’inventano questa soluzione: alla squadra dovrà andare una fetta dell’eventuale incremento degli incassi; ovvero: una volta raggiunta al botteghino (biglietteria) la stessa cifra della stagione precedente, la società destinerà ai giocatori il 40 per cento del “di più”.

È un colpo di genio: quel Pescara si rivelerà uno dei più seguiti e brillanti di sempre e otterrà la promozione in A. Per farla breve, a Natale i giocatori cominciano a incassare i primi soldi e sei mesi dopo risultano i meglio pagati della categoria. «Il sabato non ci preoccupavamo tanto dell’avversario» ricorda Ciarlantini «ma del meteo, visto che col sole avremmo fatto il pienone».
Preciso e misurato ma anche deciso e ostinato, “il tipico sabaudo”; sul campo un professorino, fuori un uomo corretto, perbene: gli ex compagni di squadra lo descrivono così, i giocatori che ha allenato anche. Sposato con Cristina, due figli tirati su con princìpi sani e un’accettabile dose di severità, Gasperini è stato per quasi dieci anni, nella Juve della Triade, l’allenatore immagine (e sostanza) delle giovanili, al punto da non sembrare destinato all’approdo al calcio-biz. È stato il presidente del Crotone Vrenna a consegnargli la prima panchina di livello, i buoni risultati hanno fatto il resto. Il Genoa di Preziosi, le stagioni da “Gasperson”, il feeling con la Gradinata Nord, una discreta dose di incomprensioni col presidente, l’esonero e un fine maggio inizio giugno pieno di proposte indecenti (Palermo, Napoli), infine l’occasione interista, giunta al termine di consultazioni internazionali che hanno impegnato anche l’Onu e la Bce.

Allievo (involontario?) di Galeone, così come Allegri, Bergodi, “Gaucho” Gaudenzi e Gigi De Rosa, Gasperini è un allenatore che guarda alla porta avversaria prima che alla propria e se gli si deve muovere un appunto, investe senz’altro la fase difensiva. Non stiamo evidentemente parlando di un tecnico sconosciuto ai più: tutti hanno visto giocare, apprezzandolo, un Genoa che ogni anno era costretto a cambiare faccia, ma non l’anima - Preziosi ha sempre avuto un’idea dinamica del mercato: “prospettica”, per dirla alla de Laurentiis. L’estate scorsa, durante i Mondiali, Gasperini ha trascorso un paio di settimane a Johannesburg insieme alla squadra di Raisport condividendone gli spazi non solo televisivi: il ricordo è quello di un “compagno di lavoro” sensibile, simpatico ma distratto dal telefono («il presidente sta comprando quello, però gli piace anche quell’altro»).

Gasperini ama il lavoro sul campo, i suoi allenamenti sono “divertenti” - quasi sempre col pallone, alla Mou - e proprio il divertimento è l’obiettivo che insegue. Nello spogliatoio non è un chiacchierone, ma se chiedete di lui ai giocatori che ha avuto vi sentirete rispondere che «è un fenomeno», «un fuoriclasse», «farà bene, se lo seguiranno». Anche all’Inter tenterà la strada del 3-4-3 con la variabile del trequartista dietro le due punte: molto dipenderà da Sneijder. A oggi, e aspettando i colpi di mercato, il disegno più gasperiniano è questo: Julio César; Lucio Ranocchia Samuel; Maicon Stankovic Cambiasso Zanetti; Sneijder; Milito (Paz) Eto’o.

di Ivan Zazzaroni

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • puzzailsignorvincenzo

    27 Giugno 2011 - 12:12

    Gasperini è un bravo allenatore, scelto per caso ma bravo. Il problema è che bisognerebbe costruirgli una squadra, dargli gente che corre e non gli ultratrentenni bolliti dell'Inter. Ma Moratti, così come l'estate scorsa, non ha voglia di spendere, così a Natale il nostro campionato sarà già finito. Ah, la squadra scritta non ha nè capo nè coda, col gioco di Gasperini un esterno che corre quale è Nagatomo non starà mai fuori, mentre Zanetti sarebbe del tutto inadeguato al ruolo, mentre Thiago Motta - Cambiasso al momento sarebbe la coppia centrale.

    Report

    Rispondi

  • pandeleo

    26 Giugno 2011 - 21:09

    Mi chiamo De Leonardis è sono stato il presidente del Pescara di quel famoso anno dei miracoli. Tutto vero quando riferito, ci trovammo all'improvviso da retrocessi sul campo a rimanere in serie B con una serie infinita di problemi, non per ultimo quello finanziario. Però, mi dispiace contraddire, l'dea della partecipazione agli incassi è stata mia. Dopo una disastrosa stagione con Catuzzi con conseguente allontanamento del pubblico, il mio ragionamento era di coinvolgerli nella gestione per riportare il pubblico allo stadio. Devo dire che ci siamo riusciti alla grande con il risultato finale la promozione in serie A. Approfitto per elogiarli dell'impegno messo e particolarmente a cap."GASPERO" che come capitano ha svolto un ruolo primario. Gli auguro un in bocca al lupo come allenatore dell'Inter ed un saluto a lui e la sua famiglia. Panfilo De Leonardis

    Report

    Rispondi

blog