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River Plate in B dopo 110 anni. L'asino Andres l'aveva detto

Argentina: choc nello spareggio, i biancorossi retrocedono ed è guerriglia urbana. Il 'burrito-veggente' come il Polpo Paul

River Plate in B dopo 110 anni. L'asino Andres l'aveva detto
Ad Andres andrà bene. Mentre il polpo Paul è stato amato dagli spagnoli e odiato dal resto del mondo, l'asino argentino avrà contro "soltanto" qualche milione di tifosi. Quelli del River Plate, codannati dal burrito-veggente alla retrocessione dopo 110 anni di gloriosa storia. Nel ritorno dello spareggio salvezza del campionato di calcio argentino, i biancorossi dovevano superare con 2 gol di scarto il Belgrano (vincitore 2-0 all'andata). I foschi presagi però sono iniziati già alla vigila del match, con l'asino Andres che com'è consuetudine da qualche settimana si è sbilanciato nel pronostico. Durante i Mondiali 2010, fu il polpo Paul ad azzeccare tutti i risultati a favore della Spagna. Ieri è stato, appunto, l'asino. Doveva scegliere tra tre balle di fieno da mangiare: una con la maglia del River, l'altra con quella del Belgrano e quella centrale, spoglia, per la x. E lui, placido, ha iniziato a spiluccare proprio quella. In campo, il verdetto è stato una conseguenza: 1-1al Monumental, davanti a 60mila tifosi e 2.300 poliziotti. Pareggio, Andres idolo dei tifosi di Belgrano (anche lui è di Cordoba ed aveva già azzeccato il risultato dell'andata) e ultrà del River scatenati. Fischi e lancio di oggetti dalle tribune, insulti e atti di vandalismo contro la sede del club, guerriglia urbana fuori dallo stadio e decine di feriti tra agenti e tifosi. 

Gioiello in vendita - La retrocessione del River certifica una crisi tecnica e societaria senza precedenti. Il club ha 30 milioni di euro di debiti e fatica a sfornare talenti degni della sua storia. L'unico, già pronto per il palcoscenico europeo, è forse il trequartista 19enne Erik Lamela, che piace a Napoli, Roma e Milan e che ora costerà molto meno. Il presidente ed ex gloria biancorossa, Daniel Passarella, ha respinto le critiche ed ha confermato che non mollerà la guida del club: "Non penso di rinunciare, da qua mi tirano fuori con i piedi in avanti".

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