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Con un Alonso così, il sorpasso è possibile per quattro motivi

Reazione della Ferrari contro la 'Formula noia'. Rimonta difficilissima, ma non è da escludere. Nurburgring una tappa chiave

Con un Alonso così, il sorpasso è possibile per quattro motivi
Scossa e riscossa fanno rima con Rossa. Ci voleva, a metà campionato, l’attesa e necessaria reazione della Ferrari contro la Formula noia, contro l’inizio del tunnel, contro l’assegnazione anticipata del titolo a Sebastian Vettel. Non esiste la riprova, ma molti sono certi che pur senza l’errore ai box Red Bull, a Silverstone Alonso si sarebbe comunque giocato il successo: Vettel ha perso la leadership del Gp per un pit stop “lento” causa dado malandrino, ma è pur vero che senza la consistenza dello spagnolo, per il campione del mondo sarebbe stato solo un contrattempo.

Ma dal pasticcio in pit lane esce una certezza. Male che vada, quest’anno Vettel fa secondo, tuttavia bisogna vedere come: sempre perdendo la testa, in ogni senso. Una volta per errore suo, in Canada, sorpassato da Button; domenica scorsa con la complicità sua (troppo poco aggressivo) e della squadra. Dunque anche il tedesco sente la pressione, in questo ancora si differenzia dal cannibale Schumi, ma come il Michael-ferrarista può approfittare degli ordini di scuderia: «Mi hanno detto quattro volte via radio di non attaccarlo», ha rivelato un furioso Mark Webber. Che sia un Barrichello-bis? Nando, intanto, è gasato, «da oggi ogni Gp sarà una finale», ma la Ferrari dovrà ragionare e non strafare, perché intanto ha dimostrato che non sempre la Red bull mette le “aaali”. La vittoria di Fernando nasce pure da altri tre fattori:

- regolamento ballerino: lo stop agli scarichi soffiati ha favorito il team di Maranello e penalizzato la Red Bull (come gli altri che avevano sviluppato la monoposto 2011 intorno a questo sistema); ma la vera differenza Alonso l’ha fatta nei tratti con gas aperto, come la curva Copse, dove la regola ha inciso in percentuali irrisorie. La prima fila “tutta energetica” nella pole dimostra che le Red Bull non erano poi così lente. Il Gp ha confermato l’estrema bontà del progetto-Newey: in qualsiasi condizione di asfalto, la RB porta immediatamente a temperatura le gomme, difficoltà cronica della Ferrari e sperimentata pure in Inghilterra da Alonso e Massa con i sorpassi subiti da Hamilton;

- le novità sulla 150° Italia: la Ferrari ha portato a Silverstone il più cospicuo set di sviluppo da inizio anno; nuovi scarichi, ala posteriore senza pilone centrale, sospensioni modificate. Tradotto: miglior carico nelle zone lente, meno resistenza in quelle veloci. Finalmente, la nuova galleria del vento dà i suoi frutti, dopo l’incredibile errore iniziale con i modellini in scala sbagliata;

- il fattore umano. La classe e il carattere di Alonso hanno completato l’aggancio (Massa, pur con le attenuanti di un guaio tecnico, ha beccato 29 secondi), ma non va trascurato  lo sforzo enorme di tutta la squadra, il mantra di Stefano Domenicali «non mollare mai», per tener alta (se non migliore) la competitività dopo il ciclo di piste cosiddette amiche. Il tutto mentre dopo la disfatta di Barcellona, il progettista della monoposto Aldo Costa veniva fatto “accomodare” in azienda.

Fra due settimane tocca al Nurburgring, quasi uno spareggio in campo neutro, visto che l’anno passato per la regola dell’alternanza si è corso ad Hockenheim. In Germania tornerà la norma sugli scarichi in vigore nel Gp di Valencia, dopo la decisione all’unanimità (ha firmato pure la Ferrari «per senso di responsabilità», ha chiosato Domenicali). Restano dieci Gp, i 92 punti che dividono Nando da Seb sono tanti, ma come lo scorso anno (nonostante il distacco fosse minore) Alonso dice di credere ancora nel mondiale. Per un pelo non c’è riuscito, perché non dargli fiducia anche stavolta? A meno di nuove decisioni-barzelletta della Fia: pensate che non ne abbiano più in mente?

di Loto

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