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Hamsik, Pastore, Sanchez: quando i presidenti esagerano

De Laurentiis, Zamparini e Pozzo sparano cifre assurde per i loro talenti ma tra poco si ridimensioneranno: non hanno alternative

Hamsik, Pastore, Sanchez: quando i presidenti esagerano
"Hamsik vale 100 milioni". "Pastore non lo cedo per meno di 50 milioni". "Per Sanchez 40 milioni non bastano". Non c'è che dire: i presidenti italiani (nell'ordine, Aurelio De Laurentiis del Napoli, Maurizio Zamparini del Palermo, Giampaolo Pozzo dell'Udinese) di fantasia ne hanno da vendere. Il guaio è che adesso non ci crede più nessuno. E' un gioco scoperto: sparo la cifra, così i perditempo si astengono e i più creduloni (quelli cioè che pensano che il calcio non sia come il poker e che contino i soldi, tanti e subito) abboccano all'amo. Un gioco scoperto, appunto, soprattutto in tempi di magra. Per questo, i colleghi di De Laurentiis & Co. si fanno forza, attendono e sembrano avvertire: "Cala, cala".

Destini incrociati - Marek Hamsik, per esempio. Il 23enne slovacco del Napoli è nel taccuino di Adriano Galliani da settimane, se non mesi. Il guaio è che il Milan, complice anche la batosta-De Benedetti, non potrà svuotare le tasche. E già agita i nomi di Schweinsteiger, Montolivo, addirittura del cavallo di ritorno (al piccolo trotto) Kakà. I 100 per Hamsik sono una boutade hollywoodiana di De Laurentiis, 40 già più verosimili. Si scenderà velocemente a 30, ma solo ad agosto. Anche perché legato al destino di Hamsik (che piace tantissimo ad Allegri) c'è quello di Javier Pastore. Il trequartista del Palermo è già stato piazzato sul banco-vendita dal patron Maurizio Zamparini, ma gli acquirenti per ora sono defilati. Il flaco è il piano B del Milan, il tappabuchi del Napoli (se parte Hamsik o Lavezzi), l'alternativa dell'Inter (se va via Sneijder, ma a Gasperini piacciono tanto Vucinic e Casemiro del San Paolo, uno che non costa oltre 15 milioni). E pure il Chelsea si sta tirando indietro, preferendo il più rodato Modric del Tottenham. A quelle valutazioni, poi, è fuori mercato. Ecco perché lo strillone Zamparini, che già si pregusta il portafogli più pesante, alla fine si accontenterà di 30 milioncini, da qualsiasi pretendente.

L'errore da ricordare - Più fluida la situazione di Alexis Sanchez. Nessuna trattativa complicata, nessun triangolo. Qui trattano Udinese e Barcellona, con i catalani arrivati a 43 milioni di cui 17 variabili e condizionati dal rendimento del cileno. E' questa la clausola che non va giù al patron friulano Pozzo. Lui i 40 milioni li vuole tutti e garantiti. Di sicuro, sotto questo tetto non si scenderà, a differenza di Hamsik e Pastore, perché Sanchez ha la vetrina della Coppa America, che sta giocando da protagonista con il suo Cile. Si chiuderà a breve, Pozzo non vuole ripetere l'errore fatto nel 2009 con Gaetano D'Agostino. Il centrocampista azzurro, reduce da una stagione super, fu messo sul mercato. Si parlava di un interessamento concreto del Real Madrid, di una offerta della Juventus. Per l'Udinese, il prezzo minimo era 25 milioni (stratosferico, ma si giocava sull'effetto Florentino Perez che aveva appena fatto follie per Kakà e Cristiano Ronaldo, alzando l'asticella). Come finì? Con il povero Gaetano rimbalzato (Real e Juve volatilizzate), rimasto a Udine, ceduto l'anno dopo in comproprietà alla Fiorentina per 4,5 milioni di euro e tornato di nuovo in Friuli in attesa di altra sistemazione. E quei 25 milioni? Giusto una delle tante sparate da solleone.

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Commenti all'articolo

  • Pippo47

    14 Luglio 2011 - 18:06

    De Laurentis non è che vuole fare la fine di Cacchi Gori . A Zamparini dico che alla sua età gli spinelli fanno male.

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