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Viva Federica, una superdonna da cui c'è solo da imparare

Atleta da leggenda e preda irresistibile: le donne facciano come lei, capace di far impazzire Magnini e Marin / LUCARELLI

Viva Federica, una superdonna  da cui c'è solo da imparare
A me le medaglie di Federica Pellegrini interessano poco. Non è tanto quello che riesce a fare in 1’55’’58 a suon di vigorose bracciate che mi affascina in questa prodigiosa ragazza. Voglio dire, sono appagata anche dai miei più modesti bagni nelle acque di Ponza col tubo galleggiante e ho sempre saltato la piscina col noto alibi «Poi ci impiego un’ora ad asciugarmi i capelli», per cui i suoi successi sportivi li lascio celebrare ai giornalisti che trascorrono notti insonni per partorire giochi di parole entusiasmanti con la parola “Fede”.  
È quello che Federica Pellegrini fa da asciutta, che mi lascia basita. E infatti, fossi in lei sporgerei querela contro chiunque le affibbi l’appellativo  “sirena”. Sirena sarà quell’altra, l’ex nuotatrice biondina Charlene Wittstock, che in acqua era una super donna e uscita dalla vasca, mesta e incapace di camminare sulle sue gambe, s’è fatta impalmare dall’unico principe sexy quanto una ciabatta da piscina. Federica no. Lei la coda ce l’ha solo quando nuota. E fuori dall’acqua detiene altri record. Abbiamo molto da imparare noi donne, da Federica Pellegrini,  perché in appena ventitre anni questa ragazza è riuscita a fare cose che noi comune mortali non riusciamo a fare in una vita. Guardate la storia con Luca Marin e il modo in cui è cominciata. Lui all’epoca era fidanzato con la nuotatrice francese Laure Manaudou e la Pellegrini era la sua migliore amica. Nella speciale classifica dei ruoli più infelici della storia quello della migliore amica viene subito dopo quello della valletta di Pippo Baudo e della fidanzata di Bobo Vieri. Una donna qualunque nel ruolo della migliore amica ci resta ingabbiata a vita e si ritrova a fare l’invitata al matrimonio di lui augurandosi che alla sposa rimanga un confetto di traverso nell’esofago.
C’erano poi altri due elementi che giocavano parecchio a sfavore di Federica in quel periodo: la Manaudou vinceva praticamente qualsiasi gara a cui partecipasse, dal dorso, allo stile libero, al tresette col morto per finire col sudoku diaboliko e in più, particolare non trascurabile, ai tempi era anche parecchio più gnocca di Federica. Non so voi ma io a quel punto mi sarei ritirata da tutte le competizioni, sportive e sentimentali, e mi sarei data all’allevamento dei merli indiani. E invece finì che alla povera Manaudou, la Federica asciutta fregò il fidanzato e la Federica bagnata il record dei 400 metri. Il tutto, corredato da piazzate memorabili: la Manaudou che lanciò l’anello di fidanzamento a Marin a bordo vasca e la Pellegrini poco distante che guardava con l’aria tronfia del gatto che si lecca le zampe.  Non solo. L’altra andò in crisi e mise su una faccia da roditore triste, mentre Federica cominciò inarrestabile il suo processo di clamoroso infighimento,  per cui nell’arco di un paio d’anni è finita sulle copertine delle riviste patinate nuda e spruzzata d’oro come una pigna natalizia.
Donna prima di tutto
E qui sta un altro aspetto prodigioso di Federica. Nessuno s’offenda, ma la sportiva media, anche la più carina, è generalmente femminile quanto Ringhio Gattuso in guepiere e ha la falcata di un bersagliere bergamasco. La Pellegrini invece fa la donna fino in fondo. Si mette l’infradito da piscina giusto nella tratta spogliatoio-bordo vasca ma si capisce che la ciabatta di plastica le fa schifo. Potesse, Federica, nuoterebbe in Jimmy Choo. Va da Chiambretti e dice che le piacerebbe fare l’amore con i tacchi a spillo. Si fa il piercing sul seno, che è una roba che ringalluzzirebbe l’ormone pure a Enzo Mirigliani. Insomma, si inizia ad intuire il perchè  Marin, in vasca, cominci ad accusare segni di stanchezza. Poi c’è il discorso allenatori. Dopo la morte del suo preparatore storico Alberto Castagnetti, arriva Stefano Morini. Una ragazzetta di vent’anni qualunque sta zitta ed esegue pure se quello gli dice di nascondersi un acquascooter tra le tette. Invece a Federica il nuovo allenatore non piace proprio perché non ha abbastanza carattere,  tant’è che, prima di dargli il benservito, pronuncia una frase da femmina che sa cosa bisogna pretendere dal maschio: «Voglio un uomo che mi protegga». E qui la Pellegrini raggiunge la vetta diabolica per eccellenza. Per la serie: «Se una donna normale ha il fantasma dell’ex, io le ex le polverizzo coi raggi gamma», chiama ad allenarla l’ex allenatore della Manaudou, il francese Philippe Lucas. Ora, io non so se l’avete visto questo Lucas.
Per chi non l’avesse presente, è una sorta di animale mitologico: metà Hulk Hogan e metà concorrente di Tamarreide. Un’altra, pur di non farsi cazziare da uno così, avrebbe preferito allenarsi a dicembre nei mari islandesi, e invece Federica si tiene stretto l’allenatore troll e arriva a Shanghai col finale trionfale che conosciamo. Ma in Cina succede qualcosa di ben più appassionante dei due ori. Federica s’è stufata di Luca Marin. E insomma, detta tra noi, lui ha un po’ una faccia da Monciccì e nell’ultimo anno ha pure avuto un piccolo ruolo in una miniserie dall’agghiacciante titolo “Come un delfino” con Raoul Bova, per cui se l’è pure un po’ cercata. Io, noi donne inutili, quando finisce una storia d’amore durata tre anni non siamo in grado di trascinarci in ciabatte fino al frigorifero, figuriamoci se potremmo mai fare i 200 stile libero in un minuto e non so quanto.
Amori & medaglie
Federica manco per niente, a lei scivolano addosso tanto l’acqua quanto le magagne amorose e si porta a casa due medaglie. Nel frattempo trova pure il tempo di scaricare Luca Marin con un comunicato sul blog, una roba da centosei minuti ininterrotti di applausi, considerato che io, noi donne inutili, non riusciamo ad avere tanta lucida freddezza neanche nel lasciare un marito reo di avere sei figli illegittimi con la badante ungherese. Poi la notizia bomba: Federica si spupazzerebbe il collega Filippo Magnini.  Lo stesso Magnini, che quando tre anni fa la Manaudou litigò con Marin a bordo vasca, si beccò l’anello lanciato da lei in piena faccia. Segno che certi anelli portano più sfiga del bouquet della sposa. E qui scatta la ola. Primo perché Filippo in slip da piscina è la dimostrazione definitiva che Dio esiste e l’addominale obliquo pure.
Secondo perché la fuga di notizie provoca un fatto inedito, e cioè che per una volta sono due uomini ad azzuffarsi come galline. Infatti, secondo voci di corridoio (dell’albergo), il solito Marin avrebbe cominciato a bussare alla porta della camera di Federica che in quel momento era in stanza con Magnini (si suppone a discutere di galleggiamento e principio di Archimede). Magnini apre la porta e lo affronta negando la storia e tirando in ballo una povera fidanzata che l’aspetterebbe in Italia (col machete da foresta, aggiungerei). A quel punto i due cominciano a discutere con uno che frigna come la bambina a cui s’è staccata la testa di Barbie e l’altro fa lo gnorri e rinnega la liason, il credo religioso, il cognome paterno e suo albero genealogico fino alla sesta generazione. E allora entra in scena lei, Federica, la mitica Elena di Shanghai e si rivolge a Marin con un laconico: «Perché fai così, lo sapevi da tempo come andavano le cose!». Della serie: un briciolo di dignità t’è rimasta o vuoi dover uscire di casa con gli occhialini da piscina per non farti riconoscere dai connazionali vita natural durante? Morale della favola. Io non so cosa sciolgano nelle piscine in cui si sfidano a colpi di bracciate i nostri nuotatori, se il cloro o feromoni in dose massiccia,  ma una cosa è certa: la Pellegrini è la donna che tutte noi vorremmo, dovremmo essere. E checché ne dica la pubblicità, è ormai chiaro che quando non si allena, Federica non mangia biscotti. Ha molto di meglio da fare.

di Selvaggia Lucarelli

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Commenti all'articolo

  • NinoBrigs

    26 Settembre 2011 - 09:09

    Ce ne vorrebbero di più di donne donne così..!

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  • ulisse di bartolomei

    02 Agosto 2011 - 12:12

    lasciategli un po' di libertà di godersi la vita senza stamparsi addosso a qualcuno. Le critiche a questa ragazza mi sembrano stucchevoli e viziose. Soltanto chi ha figlie femmine può capire quanto è importante per una donna trovare il compagno giusto.

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  • vismara

    01 Agosto 2011 - 09:09

    cara dott. lucarelli legga la stampa di stamani e si rendera' conto di come la veneta e li suo nuovo grande amore siano due grandi ipocriti.si sono visti al bar rouge nell'eslusivo quartiere di shangai a baciarsi in pubblico.fino a ieri dicevano che non era vero niente .ma allora questa sarebbe una grande donna .ma mi faccia il piacere come diceva qualcuno molto piu' serio di loro.

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  • vismara

    31 Luglio 2011 - 18:06

    lei con questo articolo assolutamente femminista, considera gli uomini come oggetti usa e getta.ma l'amore i sentimenti il romanticismo.dove li mette .

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