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Sneijder olandese andante Gioca col Milan, poi va via

I tabloid: l'Inter ha accettato l'offerta di 35 milioni dello United, ma occhio alla corte del City. L'addio sabato dopo la Supercoppa

Sneijder olandese andante Gioca col Milan, poi va via
«Lui non è un problema e giocherà anche sabato». “Lui” è Wesley Sneijder, «a Pechino per vincere». A parlare è invece Gian Piero Gasperini, allenatore di un’Inter «qui per “vendicare” la sconfitta con la Lazio del 2009» ma che finora sul mercato si è mossa poco (le incognite Alvarez e Jonathan, Viviano finito ko prima di essere usato come pedina di scambio, Castaignos ufficiale da tempo), la cui rosa è ancora lontana dalle necessità del nuovo modulo e rischia pure di perdere il giocatore sul quale l’ex mister genoano è andato all in, cambiandogli ruolo e scommettendoci avvio di stagione  e credibilità.
I soliti ben informati (abbiamo visto come) giornali inglesi garantiscono l’intesa fra Inter e United per il passaggio dell’olandese a Manchester: il fax con l’offerta di 35 milioni di euro sarebbe arrivato in Corso Vittorio Emanuele, Moratti avrebbe letto e accettato. Resta come scoglio la questione ingaggio, anche alla luce dei due diversi sistemi fiscali, più gravoso in Gran Bretagna (aliquota al 50% contro il 43%). Sneijder non vuole ridurselo, anzi punta a strappare 190mila sterline a settimana (quasi 220mila euro, circa 11,5 milioni  lordi all’anno: adesso prende 6 milioni netti fino al 2015), superiore perfino a quello dell’idolo di casa Wayne Rooney. Il Manchester proporrebbe un “fisso” più basso ma bonus più ricchi e maggior introiti dai diritti di immagine.
Soren Lerby, agente del giocatore, è Inghilterra, da dove si dicono sicuri di chiudere entro la settimana, ma intanto nel conto va messa pure l’infelice collocazione temporale della Supercoppa italiana. Che Sneijder difficilmente giocherà, se lo United lo avrà già messo sotto contratto, a meno di clausole precise che salvaguardino l’affare e i compratori. Ma l’Inter accetterebbe di trovarsi, nella malaugurata ipotesi di un infortunio, con le mani vuote e un giocatore in infermeria? E Gasperini non avrebbe nulla in contrario a privarsi all’improvviso del suo uomo di punta? Probabile dunque che l’affare, se si farà, sarà rimandato alla prossima settimana, dando così tempo ai nerazzurri di lavorare anche a un sostituto all’altezza (De Rossi, ancora in alto mare col rinnovo). Certo non potrà essere il solo Casemiro (19enne), il cui arrivo è intanto vincolato all’uscita di un extracomunitario (Rivas verso il Dniepr).
Intorno a Wes ruota dunque la strategia del mercato nerazzurro, ancora troppo risicato per essere definitivo, mentre molto più chiara è la situazione Milan. Ieri mattina i rossoneri sono sbarcati accolti come delle rockstar («Nesta sei il più bello del mondo», recitava uno striscione), con un paio d’ore d’anticipo rispetto ai cugini (anche loro festeggiatissimi da orde di improbabili tifosi), e nel pomeriggio hanno sostenuto il primo allenamento all’Olympic Sports Center quello “storico” della capitale dove ancora si giocano le partite del campionato cinese.
Ad Allegri manca un pedina, quel centrocampista in grado di dare freschezza e qualità alla linea mediana, mentre sempre più pericolante è la posizione di Cassano, tantoche neppure un exploit sabato sposterebbe di molto le cose. E mentre un arrivo in prestito di Balotelli non sembra ipotesi campata per aria, sicuramente a partire non sarà Pato, almeno non alla luce della presunta proposta del Chelsea di 23 milioni di euro più uno a scelta tra Anelka e Kalou. Resta invece aperta la via inglese per Aquilani, il cui procuratore Zavaglia ha dichiarato di essere consapevole «dell’ingaggio molto alto per il campionato italiano». Un modo per dire che per il Milan un sacrificio si può fare.

di Tommaso Lorenzini

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