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Scioperanti La minaccia dei calciatori di A Tutti i precedenti dagli anni '60

Sul pallone italiano incombe il rischio dello sciopero. Ma la conflittualità tra giocatori e lega risale a pù dui 50 anni fa

Scioperanti La minaccia dei calciatori di A Tutti i precedenti dagli anni '60
Ci risiamo. L’accordo c'è, è stato trovato ormai da diverso tempo, ma il contratto non è stato ancora firmato e i calciatori sono pronti a fermarsi. Ormai da un anno sul pallone italiano incombe la minaccia dello sciopero o dell’astensione dei giocatori se preferite. "Riteniamo che senza la firma dell’Accordo Collettivo non sia possibile iniziare un nuovo campionato e, per questo motivo, siamo certi che la Lega serie A terrà fede agli impegni assunti sottoscrivendo il Contratto già siglato dall’Assocalciatori in data 30 maggio 2011". Si legge nel comunicato diramato domenica dall’Assocalciatori, a firma del neo presidente Damiano Tommasi (ha preso il posto di Sergio Campana, ndr) e dei calciatori di serie A.

Fin dagli anni '60 - L’inizio del campionato, previsto il 27 agosto con gli anticipi della prima giornata, potrebbe, dunque, slittare. Nella lunga storia dell’Aic non è la prima volta che si arriva ad ipotizzare la possibilità di fermare il pallone. Uno sciopero totale del calcio italiano ci fu nella primavera 1996. La conflittualità tra giocatori e club risale però ad ancor prima. Già a partire dalla fine degli anni Sessanta, infatti, il sindacato dei giocatori ha agitato la minaccia dello sciopero, ora per salvaguardare gli emolumenti, ora per il mercato, ora per gli stipendi arretrati, minaccia mai applicata se non ritardando di 10-15 minuti l’inizio delle partite visto che nella gran parte dei casi sono arrivati i provvidenziali accordi che hanno scongiurato le serrate. Le gare di A arrivano a slittare anche di mezz'ora il 29 agosto 1993, per protesta contro il mancato pagamento degli emolumenti arretrati dei calciatori dell’ex Livorno Calcio relativi alla stagione 1989/90 e contro la mancata pronuncia della Figc sulla validità dei contratti di Incocciati, Baroni e Gerolin con il nuovo Bologna Calcio.

Primavera del 1996 - Poco più di un anno dopo, il 18 dicembre '94, le partite iniziano con 45 minuti di ritardo, protesta che nasce, tra le varie cose, dal mancato versamento della seconda rata del Fondo di Garanzia e l’assenza di risposte concrete sulla possibilità del voto a calciatori e tecnici. Ma il primo, e unico fin qui, sciopero totale del calcio italiano viene messo in pratica il 16 e 17 marzo 1996, una protesta motivata in otto punti (tra cui il mancato coinvolgimento dell’Aic sull'apertura ai giocatori stranieri dopo la sentenza Bosman) e che porta a una svolta visto che vengono azzerati i parametri per i trasferimenti all’interno del mercato italiano dei calciatori in scadenza di contratto e viene fissato un limite al tesseramento di extracomunitari (tre per la A, uno per la B), senza dimenticare il versamento, da parte del Fondo di Garanzia, di oltre 10 miliardi di lire a copertura degli emolumenti dei circa 200 calciatori appartenuti alle società estromesse nella stagione '93-'94.

L'ultimo capitolo -Ora la nuova protesta: i calciatori di serie A sono pronti a non scendere in campo per la prima di campionato prevista per tra il 27 e il 28 agosto. Si torna indietro di otto mesi. Lo scorso dicembre, infatti, i calciatori erano decisi a fermarsi nel turno previsto tra l’11 e 12 dicembre, ma due giorni prima, giovedì 9, lo storico presidente dell’Aic Sergio Campana annunciò la revoca dopo aver "preso atto del buon andamento dei lavori per la stesura del nuovo testo dell’accordo collettivo, con la mediazione del presidente della Figc, Abete, e sentiti i rappresentanti delle squadre". Sono passati otto mesi da allora..."Cosa ci aspettiamo? Che la Lega faccia quello che deve fare e che prenda in seria considerazione il fatto di firmare questo accordo già raggiunto e firmato da Campana", dice l’attuale numero 1 del sindacato dei calciatori, Damiano Tommasi. Convinto che ci sia ancora il tempo per risolvere una volta e per tutte la questione, in modo da scendere regolarmente in campo il 27 agosto per la prima giornata di campionato.

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Commenti all'articolo

  • buonavolonta

    20 Agosto 2014 - 20:08

    ma chi se ne frega l'Italia ha problemi piu importanti da risolvere che quattro pirla che corrono dietro ad una sfera

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  • ateo39

    08 Agosto 2011 - 14:02

    a parer mio non esiste alcuna differenza fra i due...non ci sono termini per definirli, il guaio è che se veramente entrassero in sciopero ad oltranza la maggior parte degli italiani scatenerebbe la guerra civile contro governo e chi non ama il calcio...mentre quando vengono dissanguati si limitano ad inveire e guaire.

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  • raucher

    08 Agosto 2011 - 09:09

    guadagnano troppo poco? Poverelli. Vadano in fonderia, dove starebbero certo meglio e guadagnerebbero molto di più.

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