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Anche il calcio spagnolo frigna Sciopero: la Liga non comincia

In Italia lo hanno solo minacciato, ma in Spagna lo fanno davvero: il pallone non parte. La protesta dei super-privilegiati

Anche il calcio spagnolo frigna Sciopero: la Liga non comincia
I giocatori scioperano e la Liga  non parte. Il sindacato spagnolo (Afe) della categoria ha annunciato giovedì che i calciatori del massimo campionato e della Segunda, la serie  B locale, sciopereranno in occasione delle prime due giornate della nuova stagione per questioni legate alla difficile trattativa con la Lega calcio per il rinnovo del contratto collettivo. La prima giornata di Liga si sarebbe dovuta giocare il 20 agosto. "Senza accordo sul contratto il campionato non comincerà", ha spiegato Luis Rubiales, presidente della Afe.

"I calciatori sono uniti" - L’ipotesi di uno sciopero in Liga circolava già da alcuni giorni a causa delle continue tensioni fra i rappresentanti dei club e quelli dell’assocalciatori spagnola su questioni legate alla trattativa per il rinnovo del contratto collettivo. Nei giorni scorsi Rubiales, numero uno dell’Afe, aveva parlato della questione anche con  i giocatori della Spagna mercoledì sera impegnati (e battuti) nell’amichevole contro l'Italia a Bari. "I calciatori sono uniti e abbiamo deciso di dire basta", ha detto Rubiales annunciando lo stop ai campionati. Una decisione che il numero della Afe definisce "responsabile, ferma ed unanime". "La Liga non inizierà finchè non sarà firmato il nuovo contratto collettivo", ha aggiunto. Alla conferenza stampa   odierna c'erano oggi un centinaio di giocatori, anche alcuni nazionali appena tornati in Spagna dopo l’amichevole persa contro gli azzurri  come Iker Casillas, Xabi Alonso, Fernando Llorente e Cazorla.

Sospensione dei contratti - Fra i punti più contestati nella trattativa con i club alcuni riguardano proprio i giocatori internazionali, che si oppongono alla richiesta dei club di sospendere il contratto nel momento in cui sono impegnati con le rispettive nazionali o di scalare dai giorni di vacanza quelli trascorsi con le varie rappresentative. La Lega vorrebbe inoltre inserire nel nuovo accordo un vincolo che obbligherebbe i calciatori a cedere tutti i diritti d’immagine ai club. Ma la decisione di scioperare è anche legata ai ritardi e alle insolvenze delle società nel pagamento degli stipendi.  Una situazione che, stando al sindacato, riguarda oltre 200 calciatori.

"Saldate i debiti" - "La situazione non è più sostenibile. Non si rispettano i valori dello sport e ai calciatori non si può chiedere di più. Non si tratta di chiedere più soldi, chiediamo solo che vengano rispettati i contratti e che vengano saldati i debiti, siano essi passati, presenti o futuri. Chiediamo parità di trattamento per tutti i giocatori in qualsiasi squadra", ha spiegato Rubiales. "Il campionato è andato avanti per decisione dei giocatori e dietro   l'impegno che non sarebbe successo anche quest’anno. E invece è successo", ha proseguito. "Diciamo no a rimedi palliativi. Abbiamo proposto, come già avviene nel paese, rimedi preventivi per far sì che ciò non accada. I club che non pagano, non possono competere. Abbiamo chiesto - ha aggiunto il numero uno della Afe - che venga riconosciuta la possibilità di risolvere il contratto a quei calciatori cui sono dovute tre mensilità, ma anche questa proposta è stata accantonata".

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