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Scornati Contratto Serie A, verso lo sciopero La Lega non firma: calciatori sotto schiaffo

Presidente Beretta spiega: "No accordo con i giocatori sul contributo di solidarietà". Solo due squadre dicono di sì

Scornati Contratto Serie A, verso lo sciopero La Lega non firma: calciatori sotto schiaffo
La Serie A verso lo sciopero, e questa volta lo stop è ipotesi concreta. La Lega A ha detto no alla firma dell'accordo per il contratto collettivo proposto dai calciatori: "Abbiamo respinto - ha spiegato il presidente Maurizio Beretta - a larga maggioranza, 18 contro 2, l'intesa con l'Aic". "Il testo firmato dall'Assocalciatori non può essere sottoscritto se non c'è l'integrazione dei due punti sui quali già ci eravamo espressi", ha spiegato Beretta al termine dell'accesa assemblea di Lega all'hotel Parco dei Principi a Roma.

I punti di rottura - I nodi restano l'articolo 4 che riguarda il contributo di solidarietà che secondo i club deve essere totalmente a carico dei giocatori e l'articolo 7 che secondo la Lega deve prevedere l'assoluta autonomia dello staff tecnico di organizzare gli allenamenti dei giocatori. Tradotto: i giocatori pretendono la garanzia di allenamenti regolari e in gruppo per i giocatori fuori rosa, le società vogliono gestire le situazioni a modo loro. La riunione, a dispetto dell'ottimismo del consiglio federale, si è dimostrata ben presto molto tesa. Dimostrazione che, questa volta, i più determinati a sgonfiare il pallone sono le società, non i calciatori.

La controproposta - Per inciso, le uniche due squadre che nel corso dell'assemblea si sono dette favorevoli all'accordo con i giocatori per evitare la rottura erano Caglieri e Siena. Contestualmente al rifiuto dell'accordo, le altre società hanno spiegato che il contributo straordinario, o altri analoghi provvedimenti, saranno "comunque esclusivamente a carico del calciatore". Dibattito acceso anche sull'articolo 7, per il quale i club vorrebbero inserire la seguente correzione: "Quanto previsto al precedente comma non impedisce allo staff tecnico della società di organizzare allenamenti differenziati per tutto il tempo ritenuto necessario a soddisfare le esigenze tecniche stimate dallo staff".

De Laurentiis: "Stop pistola alla tempia" - "Noi non chiediamo di fare la guerra a nessuno. Questo è solo un problema culturale che deve essere superato per il bene del calcio. Il contratto attuale è vecchio, inesistente, di trent'anni fa. E' inutile rinnovarlo, bisogna ammodernarlo". Queste le parole del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, al termine dell'assemblea. "Si rischia lo sciopero? E allora non iniziasse il campionato - ha concluso -, non possiamo stare sempre con la pistola puntata alla tempia".

Leonardi: "Non ci prendano in giro" - "Ci stanno prendendo in giro: invece di comprarsi la barca da due milioni di euro, ne prendano una da un milione e novecentocinquantamila, o fanno come me che ho il gommone". Ha usato toni pesanti, Pietro Lombardi, direttore generale del Parma. "Erano due punti stupidi e li hanno rifiutati - ha continuato Lombardi -. Per noi si gioca, sono loro che devono dire che vogliono fare. Non giocano? Chi se ne importa. Si sono messi la Figc dietro, ma non devono prenderci in giro. Per noi non se ne fa niente".

Marotta: "Assemblea sovrana" - "L''assemblea è sovrana. Noi abbiamo agito con senso di responsabilità, anche se è una situazione di estremo imbarazzo abbiamo avuto fermezza nelle decisioni. Il consenso è stato unanime». Questo il commento di Giuseppe Marotta, amministratore delegato della Juventus.

Stendardo: "Questione di dignità" - "Viviamo in democrazia e ognuno è libero di esprimere le proprie idee, ma senza minacce verso una categoria che va rispettata perché i calciatori sono protagonisti dello spettacolo più bello del mondo. Sono certo che i politici non sanno quali sono i veri motivi del rinvio del campionato- Anche se ci dovesse essere questa tassa di solidarietà - continua Stendardo -, noi giocatori abbiamo detto che siamo pronti ad affrontare con ragionevolezza il problema, nessuno ha mai detto che non vuole pagare. Parliamo di un decreto su cui si discute soltanto da ieri, del contratto collettivo, invece, ne discutiamo da un anno". Stendardo ribadisce che la volontà dei calciatori "è quella di non partire se non si firma l’accordo collettivo, ribadisco che non è un problema di soldi, ma di dignità professionale. Mi auguro che la gente capisca che noi calciatori non vogliamo stravolgere nulla, ma solo tutelare i nostri diritti".

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Commenti all'articolo

  • pincruise

    25 Agosto 2011 - 00:12

    A questi viziatelli il calcio io glelo darei non al pallone, ma alle palle (sempre che ne abbiano)

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  • limick

    24 Agosto 2011 - 22:10

    Affondate le squadre delle signorine che quando si fa sul serio arrossiscono di fronte ai colleghi esteri.. una soluzione? Scioperare. Magari passano il turno... deve ancora anche passare il contributo di solidarieta' che gia' scioperano, a loro il musso della Camusso non gli fa neanche un baffo. Milionari per prendere la MANITA!

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  • paolodegrandis

    24 Agosto 2011 - 22:10

    Non mi risulta che in passato siano stati attuati scioperi dei calciatori in quanto dopo essere stati minacciati sono stati revocati. Spero che questa volta lo sciopero venga fatto realmente e che sia l'inizio di una lunga serie: in Italia c'è un'indigestione di partite di calcio che vengono fatte quasi tutti i giorni. I media inoltre danno ad esse troppa importanza a scapito di notizie ben più importanti. Un po' d'astinenza non farebbe male.

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  • croccantina

    24 Agosto 2011 - 20:08

    ... poveri ragazzi.... ...e non si vergognano...vogliono tutto...niente a loro basta...mahhhh!!!

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