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Si spezza il sogno Udinese: addio Champions, Arsenal c'è

In vantaggio con Di Natale (che poi sbaglia un rigore) si fa rimontare per 2 a 1 dai Gunners. Pagelle: Handanovic non basta

Si spezza il sogno Udinese: addio Champions, Arsenal c'è
Amarezza. Perché fare i conti con l’esclusione dalla Champions di un’Udinese così dinamica, coraggiosa, tecnica e spettacolare, rasenta la bestemmia. Ma almeno abbiamo visto che in Italia c’è ancora qualcuno che ci sa fare, senza per forza costringere il calcio a essere sinonimo di esotico.

Totò Di Natale, uno scugnizzo divenuto divinità al nord, sentiva aria di serata mondiale; il Friuli stracolmo ha ripagato ma per lui non è stata una notte magica. Perché nell’Europa che conta ci va l’Arsenal dell’attapirato Wenger, ci va la quarta inglese e non la quarta italiana. Il nostro livello continentale forse non ci consente di esprimere quattro potenze (con questo risultato il Milan slitta in seconda fascia), però attenti. La nostra scuola quando è fatta come si deve, offre grandi cose; quando dietro la cattedra c’è un maestro come Guidolin lezioni ce ne danno in pochi, quando la società fa capo ai Pozzo significa bilanci in attivo e competenza.

Così, la qualificazione Champions (la seconda della storia friulana) sfuma per un sorteggio tremendo e più che altro per inesperienza, mancanza di abitudine a palcoscenici che a volte scottano. Sarebbe stato il premio alla professionalità del 34enne Totò, alla tenacia di Pinzi, alla freschezza di Badu, Armero, Asamoah, Neuton, alla capacità di Guidolin, alla pazienza del club: un discorso iniziato un anno fa e non interrotto dalle quattro sconfitte di fila a inizio campionato.
L’Arsenal di questi tempi non ha la statura di quello recente: provate voi a far partire Fabregas, Nasri, Clichy. Ma di talento fra i gunners c’è n’è tanto lo stesso (Van Persie, Walcott, Gervinho) e quando Isla e Armero hanno creato superiorità numerica, quando Badu ha fatto impazzire Sagna, quando Di Natale è stato Di Natale, beh, ci siamo illusi.

Prima un palo al 23’ (altro legno dopo la traversa all’andata) poi al 39’ il gol che riequilibra i giochi: Pinzi (in dubbio fino all’ultimo) si inventa un assist-pallonetto e Totò di testa mira il sette alla sinistra di Szczesny. E ce la mette: 1-0, parità. Tutto vanificato dai dieci minuti di iniziali della ripresa: cala il ritmo, pressing ospite, primo errore e Van Persie insacca. Uno a uno ma Benquerença assegna il rigore della speranza per mani di Vermaelen: calcia Di Natale, Zsczesny ci mette la manona. Ah, Totò, dalla Spagna alla Champions, ogni campione ha la sua maledizione. E quando Walcott insacca il 2-1 a venti minuti dalla fine, cala il sipario. Ci rivediamo in Europa League, ma non è lo stesso.

di Tommaso Lorenzini


LE PAGELLE


Udinese 4-4-1-1

Handanovic 8: parata su Walcott dopo pochi minuti. Paratona su Gervinho da due passi. Paratissima su Song e Van Persie che ha dell’incredibile. Non può farci nulla sui gol.

Ekstrand 5.5: copre, ma soffre. E va in affanno.

Benatia 5: il suo errore difensivo costa la qualificazione: arretra e non attacca Gervinho, che lo salta e crossa per il gol di Van Persie. Poi arranca su Walcott.

Danilo 5.5: chiude come può.

Neuton 6: l’inizio è tentennante e sbaglia qualche appoggio di troppo, preoccupato per la spinta di Walcott. Poi trova misure e sicurezza.

Isla 6.5: su e giù a destra, un motorino sempre a manetta. Suo il cross per Di Natale, la cui deviazione colpisce il palo.

Badu 7: mediano che difende in anticipo e riparte a mille all’ora.

Asamoah 6.5: meno appariscente del solito, ma in mezzo riesce sempre a creare superiorità numerica.

Armero 6.5: velocissimo, allunga la squadra in ripartenza e fa sempre male all’Arsenal.

Pinzi 7: trequartista di movimento e tocchi fini. Intelligente ed efficace, si inventa l’assist per il gol di Di Natale (dal 17’ st Fabbrini 5.5: entra quando la gara ormai è compromessa. E non lascia il segno).

Di natale 6: un gol annullato (girata spettacolare in fuorigioco). Un palo in velocità. Un tiro in scivolata quasi gol. Poi la genialata, colpo di testa a pallonetto e gol. C’è e lascia il segno, solo gli incompetenti possono pensare che non sia più lui senza Sanchez. Purtroppo, lascia il segno anche in negativo e fallisce il rigore del 2-1.

Arsenal 4-3-3
Szczesny 7; Jenkinson 6, Djourou 6.5, Vermaelen 6.5, Sagna 6.5; Song 7.5, Ramsey 6.5, Frimpong 5.5 (1’st Rosicky 6.5); Walcott 7, Van Persie 7, Gervinho 7. All. Wenger

pagelle di Alessandro Dell'Orto

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Commenti all'articolo

  • meloni.bruno

    25 Agosto 2011 - 10:10

    Doveva essere lui, invece è stato quello che è mancato per coronare il grande gioco fatto dai suoi colleghi! Un centravanti deve essere molto rapido e lucido, almeno tre palle goal costruite dai compagni non è riuscito a concretizare, sorvolo sul rigore e il goal fatto di c..o!

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