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Luis Enrique e DiBenedetto Piano per far fuori Totti

La Roma vuol chiudere col Pupone, ingombrante per personalità e portafoglio. Ha un contratto da 42 milioni di euro

Luis Enrique e DiBenedetto Piano per far fuori Totti
Totti a Roma ha il solito potere che aveva Marco Aurelio millenovecento anni fa. Su questo non si discute. E far cadere un Impero o un Imperatore è molto difficile, c’è bisogno di un’azione prorompente come quella dei barbari nel terzo secolo. Certo è che la nuova dirigenza giallorossa, coadiuvata dalle scelte di Luis Enrique, ce la sta mettendo tutta. La panchina nell’andata dei preliminari di Europa League e la sostituzione a 15’ dal termine giovedì sera, quando la Roma stava vincendo (1-0) sullo Slovan Bratislava, sono segnali forti. Ma sono abbastanza per tagliarlo fuori? No. Perché liberarsi del Pupone (a settembre 35enne) non è facile. E i motivi sono principalmente due: il primo è che Totti ha un contratto di otto anni con la società giallorossa che prevede, fino al 2014, un ingaggio annuo da 9 milioni lordi e nel successivo quinquennio, come dirigente nell’area tecnico sportiva, ne percepirebbe circa 15 (sempre lordi): per un totale di 42 milioni di euro. Il secondo, non meno significativo, che l’esclusione e la sostituzione contro lo Slovan ha già scagliato contro il tecnico asturiano la maggioranza della tifoseria (una minoranza ha criticato il capitano per non essersi trattenuto, dopo il cambio, in panchina a incitare la squadra poi eliminata).
Insomma, Totti dalla Roma è inamovibile. Se DiBendetto&Co. vogliono provare fino in fondo a farlo fuori facciano pure ma, così facendo, rischiano di mettersi contro una città intera dove, forse il progetto «rivoluzionario» diventerebbe un po’ meno realizzabile. Molto più semplice sarebbe incominciare a pensare come inserire Totti nel piano tecnico e di marketing della società.
Infatti, non c’è solo il problema (tecnico) Luis Enrique. DiBenedetto è rimasto molto contrariato nello scoprire che il capitano giallorosso è testimonial di una società di telefonia mobile, concorrente dello sponsor principale della Roma. Sicuramente situazioni del genere, approvate in precedenza dalla benevolenza della famiglia Sensi, non si verificheranno più, il magnate americano è stato chiaro. Ma tutto questo sarà abbastanza per far cadere un Imperatore?

di Tiziano Ivani

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Commenti all'articolo

  • rngen

    29 Agosto 2011 - 11:11

    io farei pagare i soldi del contratto di totti,alla famiglia sensi,senza ombra di dubbio è stata l'ultima oscenità della sensi,rinnovare il contratto a totti sapendo che avrebbe lasciato,ha voluto deliberatamente fare un regalo a totti,e mettere in difficoltà la nuova proprietà di fronte ai tifosi,totti dovrebbe essere cacciato via dalla roma immediatamente,senza se senza ma,lui è la rovina,vuole sempre dettare legge nello spogliatoio,e fare il padrone,purtroppo non è neanche sostenuto da una cultura che gli permette ciò.

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  • Marco40

    29 Agosto 2011 - 08:08

    sapeva perfettamente quanto guadagnava Totti.Il problema e',che,si vuol scaricare gli errori dell'allenatore,sul Puppone.Totti,e',come De Piero,o si ha il coraggio di venderlo al momento giusto,o,si tiene,con annessi e connessi.

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  • mario casto

    28 Agosto 2011 - 00:12

    Il metodo è senz'altro subdolo, ma l'obiettivo è giustificabile. Totti è una palla al piede per la Roma e la nuova proprietà ne è ampiamente cosciente. Resta comunque il fatto che la cosa può essere meglio affrontata.

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  • 44carlomaria

    27 Agosto 2011 - 19:07

    Incassa la famiglia Totti!!!

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