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In Serie A è uno sciopero da ricchi 40milioni di motivi per fermarla

Tanto varebbe il prelievo della tassa di successione ai calciatori. La Fiorentina vuole decurtare un giorno di stipendio

In Serie A è uno sciopero da ricchi 40milioni di motivi per fermarla
Per aiutare il popolo dei senza-calcio a sopportare questa inattesa domenica di vuoto pallonaro, partiamo dalle buone notizie.  I giocatori pagheranno per questo sciopero. Per il momento si parla solo di quelli della Fiorentina, ma chissà che l’idea dei Della Valle non trovi dei seguaci tra gli altri 19 presidenti di Serie A. I calciatori viola hanno avuto il fine settimana libero e - aspetti legali permettendo -  potrebbero vedersi privare di una giornata di stipendio. Una roba da niente (5.500 euro per il paperone viola Gilardino), ma almeno è un segnale che aiuta a sbollire la rabbia. «Nessun problema», ha replicato in proposito il vicepresidente dell’Associalciatori, Umberto Calcagno. Quasi a dire, tanto sono spiccioli.

Ira ultrà - I tifosi della viola comunque hanno seguito l’esempio del loro presidente e hanno esposto uno striscione eloquente all’esterno del Franchi: «Smettiamo di tifare per coglioni coi milioni. Vergogna». La rabbia è esplosa anche a Bergamo, dove i supporter dell’Atalanta hanno fischiato e insultato i nerazzurri durante l’amichevole con la Tritium. «Quando è morto Gabriele (Sandri, ndr) hai preferito giocare, per assurde pretese hai preferito scioperare», il messaggio della curva orobica.
In questo assurdo week-end, infatti, molte squadre hanno comunque voluto disputare una partita per affinare forma fisica e aspetti tattici. L’Inter contro il Chievo a Monza, Napoli-Palermo al San Paolo (trasmesse anche in diretta tv). I risultati? Ci rifiutiamo di darli, scioperiamo anche noi. Perché erano altri gli incontri che tutti si aspettavano di vedere: Atalanta-Cesena, Bologna-Roma, Cagliari-Milan, Inter-Lecce, Lazio-Chievo, Napoli-Genoa, Novara-Palermo, Parma-Catania, Siena-Fiorentina, Udinese-Fiorentina. Rinviati a data da destinarsi.
 «È colpa di tutti quanti, e non mi interessa in quale percentuale», l’attacco di un sanguigno come Gigi Riva, «in Italia ci sono questioni più importanti per cui scioperare. Ci mancherebbe che i giocatori non pagassero il contributo di solidarietà». E, invece, uno dei punti di rottura con le società è stato proprio la supertassa e quella modifica all’articolo 4 del contratto che avrebbe obbligato i calciatori a pagare di tasca propria il balzello. Come  i lavoratori normali a cui i calciatori pretendono di essere accomunati nei diritti: ad esempio, sulla questione dell’articolo 7 e dei fuori rosa, quelli che nel mondo di tutti i giorni vengono chiamati “mobbizzati”.
E guardando la tabella qui accanto si scopre che la “solidarietà” non sarebbe stato neanche un grande sacrificio per i nababbi pallonari. Mezzo milione di euro per Ibra sui nove di ingaggio, 300mila per Buffon, 240mila per Totti e poco meno per De Rossi e Julio Cesar. Quaranta milioni in tutto per l’intera Serie A, che vanta un monte stipendi che sfiora il miliardo di euro. Merito di un comma della manovra (che è ancora da approvare, ma l’Aic ha scioperato preventivamente quasi fosse la Cgil), si può sceglie di pagare non il 10% per il reddito eccedente i 150mila euro, bensì un 5% in più (non deducibile) sull’aliquota Irpef massima. Cioè il 48% e non il 43% per tutti i guadagni oltre i 75mila euro. Un meccanismo conveniente già dai 165mila euro lordi, e grazie al quale il commercialista di Ibra potrebbe far risparmiare molto allo svedese: 446mila euro invece di 888mila. Forse ai calciatori non lo ha spiegato nessuno, ma dagli idoli degli stadi ci si aspettava comunque più responsabilità.

Ultima mediazione - Per domani la Lega A e l’Aic hanno organizzato un nuovo incontro, ma la soluzione è ancora lontana per la frattura tra i club. Galliani ha proposto di giocare lo stesso senza la firma del contratto collettivo, facendo arrabbiare Zamparini. Forse il primo turno si recupererà il 21 dicembre. Intanto i tifosi sono rimasti a casa con la tv spenta. Sarebbe il caso di fare lo stesso anche prima di Natale.

di Francesco Perugini

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Commenti all'articolo

  • mpex81

    29 Agosto 2011 - 12:12

    Si parla tanto dello sciopero dei calciatori ma credo che finché non ci sarà una presa di coscienza dei tifosi, calciatori e presidente faranno quello che vorranno. Se gli appassionati di calcio avessero un minimo di sale in zucca diventerebbero consapevoli di avere loro il coltello dalla parte del manico. Una disdetta in massa degli abbonamenti alla varie tv che forniscono pacchetti del calcio e la diserzione dagli stadi metterebbero con il culo per terra tutto il sistema di questi signori che fanno il bello e cattivo tempo. Il problema è che questo non succederà mai perché purtroppo molta gente che guarda il calcio vive di questo, non ha altri stimoli o interessi per cui è come il tossicodipendente che fa quello che vuole lo spacciatore, anzi lo ringrazia quando gli fa pagare la dose ....

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  • sandman17

    29 Agosto 2011 - 00:12

    solo un giorno, gli toglierei un mese di stipendio.sti balordi

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  • rifletto

    28 Agosto 2011 - 10:10

    Vogliamo dire che i calciatori, io personalmente non amo,firmano dei contratti al netto? In una società di diritto(è il 1° motivo del non investimento nel nostro paese) ciò che si è firmato va rispettato e se non lo rispetti paghi o vai in galera!!!!!

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