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Citroen mette on line

il restyling della C4

Citroen mette on line
Se siete curiosi di vedere le novità in casa Citroen, allora il nuovo sito lanciato dalla casa francese risponderà alle vostre richieste. C-reveal.com mostra in anteprima le novità più recenti ed è già visibile la prima presentazione del restyling della Citroen C4. Restyling leggero e che comprende paraurti, gruppi ottici, cerchi in lega e qualche tinta esterna. Modifiche anche negli interni: ci sono nuovi rivestimenti ed abbinamenti d coloro, il contagiri è stato spostato all’intero del display centrale del cruscotto. Al debutto il nuovo sistema multimediale NaviDrive con presa USB per fonti esterne, hard disk da 10Gb e schermo 16/9 da 7 pollici. Tanto per sottolineare che ormai le macchine non sono fatte solo per essere guidate.
Il conto alla rovescia continua invece per un altro modello, del quale però non si sa molto. E’ probabile che sia la C3 Multispazio, pronta ad essere lanciata sul mercato per dare battaglia alle avversarie del settore.

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  • giampaolod

    08 Luglio 2008 - 14:02

    I due grandi innovatori dell'automobile moderna : Vincenzo Lancia ed André Citroen. Al Primo, purtroppo pressoché dimenticato dagli Automobilisti oltreché dai meno appassionati, dobbiamo innovazioni che diamo praticamente per scontate, ad esempio la "sciocchezza" di un motorino d'avviamento al posto delle manovelle; al Secondo tutta l'innovazione che ha saputo ispirare al mondo relativamente giovane della meccanica su ruote, anche nelle fasce di mercato "entry level". Purtroppo per il genio Lancia, le Sue prime ancorché innovative automobili ebbero sempre una modesta penetrazione - essendo creazioni mirate ai più alti segmenti di un mercato allora già di per sé molto ristretto - mentre per André Citroen le cose "divennero" in maniera diversa, portandolo ad instradare l'omonima Azienda sui binari dell'innovazione di cùi sempre è stata sinonimo in ogni segmento di mercato. L'Azienda credette sìa alle potenzialità della trazione anteriore "di massa", che a quelle di automobili mirate a motorizzare ogni fascia sociale: la prima 2 cv degli anni 30 (1934, se non m'inganno) nacque come "auto su cùi trasportare una cesta di uova in campagna senza romperne alcuna", e mantenne tutte le promesse. Di certo era assài spartana, e sui libri si trovan foto del primo esemplare che addirittura disponeva di un solo faro anteriore e sedili in tela, ma l'idea era fondata allòra e lo rimase per molti anni; fino ad oggi, in cùi esistono ancora diversi e più recenti esemplari tenuti cari come oggetti di culto. Inoltre, proprio le 2 CV e le derivate Dyane 6, divennero sinonimo in Europa dello stesso stile di vita che nel mondo U.S.A era appannaggio quasi esclusivo del Volkswagen T1. Sempre negli anni 30 vi fu' la nascita dell'altrettanto famosa "Traction", che rimase in produzione con la sua leggendaria trazione anteriore fino all'arrivo sul mercato di una fra le auto più belle di tutti i tempi: la "DS", meglio nota fra gli Appassionati sparsi nel mondo come "la Dea". Un attimo solo per ricordare un importante dettaglio: entrambe avevano in comune un tratto di dna italiano trasmesso dall'estro estetico di Flaminio Bertoni. La Dea apparve subito come un'automobile da sogno degna di un "dream car" da Salone, ed in seguito divenne il modello che più d'ogni altro incarnò il simbolo dell'automobile francese sulle strade di mezzo mondo. Personalmente ricordo con particolare piacere le spendide "Pallas 23", possedute da un paio di famiglie di Amici, e lo faccio con il rimpianto di non esser mai riuscito in tutta la vita a guidarne un solo esemplare: ricordo molto bene, però, quella strana "andata" priva di qualunque brillantezza ma degna di un motore elettrico, che completava l'assoluta mancanza di sussulti tipica delle indimenticabili sospensioni idrauliche di quell'epoca. Era un'autentica sorta di "tappeto volante" dalla comodità assoluta, seconda dal punto di vista dell'originalità solamente a quella che di Citroen - a parer mio - fu il capolavoro oltreché il modello più sfortunato: parlo della pressoché sconosciuta "SM", lo "Squalo a motore Maserati". Quest'auto ha probabilmente segnato il punto più alto della bellezza Citroen, e forse - se non avesse vissuto "di persona" la sciagura energetica dei primi anni 70', e se al posto di un motore "Maserati di nome ma non di cavalli ed affidabilità" ne avesse avuto uno più adeguato - il successo le avrebbe arriso maggiormente. Vennero poi gli anni dell'altrettanto elegante CX, seguiti poi (purtroppo) da modelli della fascia alta che tarparono le ali alla leggenda disegnata dall'aria: la ipertecnologica XM visse tormentata da cronici problemi figli di un'elettronica che governava tutto e male, mentre la prima C5 risultò stilisticamente troppo convenzionale rispetto alle nobili antenate, benché sia stata una fra le auto in assoluto più comode nella categoria di appartenenza. Adesso finalmente è pagina nuova, perché nelle Ammiraglie C6 e nella recentissima riedizione della C5 nuovamente si respira quell'aria di mito che viene dal passato; con linee che sembrano modellate dall'aria come cirri in quota, anziché da simulazioni virtuali e sedute in galleria del vento. L'unico rammarico consiste nel troppo grande lasso di tempo intercorso fra l'ultimo fasto delle CX ed i modelli attuali, perché del particolare tipo d'Utenza di quei modelli storici si è nel frattempo persa traccia. Acquistare una qualunque Citroen ha comunque sempre denotato una differente concezione dell'auto ed un particolare modo di viverla, diverso per ogni modello e relativo collocamento di fascia. La piccola C2 tutta nera è oggi tipicamente l'auto per la Donna trendy e carina, che la abbina al proprio look oltreché ad uno stile di vita non ostentativo benché deciso e concreto (vi sono invece vetture microscopiche acquistate con lo stesso spirito usato nella scelta di un paio di sandali addobbati di strass, e che con altrettanto spirito vengono dismesse poiché distanti dalla realtà quotidiana). Ho due splendide Amiche a testimonianza dei due casi appena espressi, e se dovessi scegliere con quale delle Due fidanzarmi (per non dire "quale fra le Due desiderare come figlia") non avrei dubbio alcuno. Le nuove C5 e C6 sono davvero stupende, e mi lascia perplesso l'aver potuto vedere in tutto un solo modello dell'Ammiraglia; mentre della più piccola ma ugualmente fascinosa neppure uno. Ma i tempi son davvero cambiati in generale, e col continuo dilagare dell'elettronica i cosiddetti "guizzi d'estro" son sempre più difficili da ottenere: peccato, perché ogni auto somiglia sempre più ad un oggetto anziché alla vecchia alchimìa fra matite e meccanica di pregio. Speriamo che tutto ciò cambi, rendendoci il piacere di almeno contemplare qualcosa che abbia a che fare con la bellezza pura, altresì creando opposizione all'anonimato triste e totale di certe auto che vediamo. GiampaoloD.................. P.S. (per Dario): A quanto pare abbiamo un nuovo ingresso, fra i Lettori di questo salotto "motoristico". Benvenuto a Lui, sperando che si sparga la voce............

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