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Si pestano sul ring a otto anni Genitori ridono: "E' uno sport"

I ragazzini in campo senza protezioni. Sugli spalti mamma e papà bevono birra e incitano il pestaggio. E' chock in Inghilterra

Si pestano sul ring a otto anni Genitori ridono: "E' uno sport"
Calci, pugni, testate. Insomma botte vere quelle che si consumano sul ring di Greenslands New Labour Club di Preston, in Inghilterra. E non manca la tifoseria: sugli spalti adulti che urlano e incitano al pestaggio mentre bevono birra e si godono lo spettacolo. Incontro di box? Nient'affatto. Perchè ci sono due particolari che rendono davvero grottesco lo scenario: i due lottatori hanno otto anni e si pestano con violenza senza protezione alcuna. Non solo, chi li incita in prima fila sono gli stessi genitori. Il video-chock sta facendo il giro della rete e già impazza la polemica.

Il video - Le immagini mostrano i due ragazzini senza alcuna imbracatura protettiva nè caschetto, mentre circa 250 persone intorno li guardano e li incitano. Ad un certo punto uno dei due scoppia in lacrime e passano dieci minuti prima che i medici verifichino che sia in grado di continuare a lottare. A margine del combattimento, i medici hanno reputato vergognoso il fatto di non far usare protezioni ai bambini, che potrebbero riportare lesioni cerebrali e danni permanenti. I servizi sociali del Regno Unito si sono immediatamente attivati a tutela dei minori che frequentano questo "sport" ma la polizia del Lancashire ha detto di aver "esaminato attentamente la questione e che non ci sono gli estremi per l’incriminazione".


"E' solo un gioco" - I genitori però prendono le difese dello "sport". Nick Hartley, il padre di uno dei ragazzini assicura che lo sport non è pericoloso e che è lo sesso figlio a volerlo particare: "Gli piace, non lo abbiamo mai forzato, vuole farlo e glielo lasciamo praticare. Non si farà male, non potrebbe. Almeno a quando non diventerà più grande e comincerà il contatto fisico, i calci e i pugni, allora può essere... Ma alla sua età è wrestling, una semplice presa". A sostegno della tesi dei genitori interviene anche Steven Nightingale, 28enne organizzatore degli eventi e lottatore professionista che sottolinea: "Si tratta di uno sport sicuro e sempre più popolare i combattimenti iniziano all’età di cinque anni. È uno sport che si basa sulle arti marziali. I bambini non vengono colpiti finché piccoli. Non lasciamo che si colpiscano, con pugni e calci, fino all'età di 14 o 15 anni. I bambini che sono qui a combattere hanno già lottato in passato. I genitori sono presenti. Preferite che questa gente lasci i figli in strada tra coltelli e pistole?".



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Commenti all'articolo

  • granchio714

    22 Settembre 2011 - 17:05

    che di tanto in tanto l'Europa ci bacchetta e ci rimette sulla retta via , forse saremo dei puttanieri incalliti e non rispettiamo molte regole , ma più mi giro attorno , e più penso che ci siano tanti popoli che dovrebbero guardarsi in casa propria prima di provare a darci lezioni di civiltà.....che schifo , da gli americani che vanno contro l'italia per una loro connazionale che a differenza di come succede da loro , non è nel braccio della morte ma solo in una prigione , a gli austriaci che partoriscono maniaci ogni poco tempo ai francesi che proteggono i pedofili illustri , per non parlare dei Brasiliani che tengono sotto le loro gonnelle un assassino , però i loro giornali ( con l'aiuto di qualche nostro connazionale anti Italiano) , trovano il tempo di guardare a casa nostra e infangarci ..........

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