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Povero Ranieri, per l'Inter costretto a far pace con Mou

I nerazzurri presentano il nuovo tecnico, che spiega: "Io e Josè nemici solo per i media". Quanto pesa il fantasma dello Special One

Povero Ranieri, per l'Inter costretto a far pace con Mou
Inizia l'era di Claudio Ranieri all'Inter. L'eterno traghettatore conquista un'altra delle panchine più prestigiose del pallone italiano (dopo le parentesi a Roma e Juventus). Scontato che la sua prima conferenza stampa da 'dipendente' del patron Massimo Moratti parta proprio dalla dicussione sulla sua peculiarità: "Io sono un aggiustatore? Ognuno di noi ha un karma. Il mio, evidentemente, è questo. Lo accetto e lavoro. Bisogna vincere, il resto non conta". Frasi di rito. Ma tra il karma e la sete di vittoria spunta anche un fantsma. E' quello dell'ineludibile José Mourinho. Il grande nemico di Ranieri: lo Special One, tra le varie, definì il tecnico capitolino un "vecchio" e lo prese in giro per l'inglese non particolarmente ortodosso.


"Nemici solo per i media" - Vecchie ruggini, insomma, di cui non si può non parlare subito, anche perché per la curva Nord di San Siro Mourinho è una specie di divinità, un totem, un mito, un idolo. In molti addetti ai lavori nutrono dei dubbi su come la tifoseria nerazzurra possa accogliere il nemico giurato di Josè. E così, forse anche per questo, Ranieri indossa la fascia da ambasciatore e si cimenta nell'esercizio della pace con lo Special One. Prima la captatio benevolentiae: "Nella storia dell'Inter saranno indelebili Herrera e Mourinho". Quindi una frase ad alto tasso di - non ce ne voglia - menzogna: "Io e Josè eravamo nemici per i media. Ma è un allenatore che ho sempre stimato".

La stoccata di Mou - Claudio Ranieri per prendersi l'Inter e i suoi tifosi, insomma, fa la pace con il tecnico del Real Madrid. Josè, sornione, dalla Spagna non fa mancare una sua battuta. "Ranieri? Sono interista. Non sono pseudointerista. Chiunque sia l'allenatore dell'Inter, io voglio che la squadra vinca. Come interista gli auguro di essere felice come lo sono stato io". Ecco, appunto. Come interista, non tanto come allenatore. E inoltre, onestamente, sembra difficile - per chiunque - replicare quanto fatto da Mourinho all'Inter: non si può non scorgere del compiacimento nel tecnico di Setubal quando augura al suo erede eguale fortuna.

"Pazzini e Milito compatibili" - Nella conferenza stampa di Ranieri si parla anche di calcio giocato. "Io sono super concentrato per la partita di sabato. Poi c'è Mosca in Champions, e poi c'è il Napoli". Quindi si parla di tattiche: "Pazzini e Milito? Non sono incompatibili. Hanno solo bisogno di essere serviti in un certo modo, cercheremo di renderli ni grado di fare bene. Non sono schiavo di un sistema di gioco, io metto in campo la squadra sempre per vincere. Ora - ha conclsuo - voglio un'Inter compatta, coesa, che non molla mai. Voglio quella squadra che ha vinto tutto". E che era allenata da Josè Mourinho.

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