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Rossoneri lenti come nel 2009: ridiamo la squadra ad Ancelotti?

Provocazione. Allegri merita fiducia, ma il Milan sembra quello di tre anni fa. Perché non riportare in panca il maestro del gioco a bassi ritmi?

Rossoneri lenti come nel 2009: ridiamo la squadra ad Ancelotti?
Questo Milan, sconfitto e dominato dalla Juventus, ha diversi alibi. Primo, quello degli infortuni: senza Pato, Robinho e il cuore pulsante, capitan Ambrosini, la vita è più difficile. Il match di domenica sera, inoltre, è stato giocato da un Ibrahimovic appena rientrato (in Champions però aveva fatto molto meglio) e da un Boateng che non vedeva il campo da un mese (e che nel riscaldamento prepartita aveva rischiato di accomodarsi in panchina per un problema alla schiena). Il Milan inoltre, a differenza dalla Juve, ha la coppa da giocare: un impegno in più, un impegno pesante per una squadra che contro i bianconeri ha schierato una formazione con un'età media da record, 31 anni. Mister Allegri, infine, è abituato alle partenze da lumaca: prima dell'ultima sconfitta aveva gli stessi punti racimolati l'anno precedente, quello del trionfo tricolore (e non nuoce ricordare che al suo esordio a Cagliari perse le prime cinque partite, sopravvivendo quasi per miracolo alla furia del suo presidente Cellino, noto mangia-allenatori).

Il punto, semmai, è che questo Milan è una squadra lenta. Un'ottima squadra, ma abituata a giocare a ritmi bassi, e in grandissima difficoltà quando l'avversario corre di più. Carlo Ancelotti, quando lasciò la panchina rossonera, abbandonò una squadra altrettanto lenta, e senza più motivazioni dopo aver vinto tutto. Ma dalla dipartita di Carletto al Chelsea di tempo ne è passato. Il telaio della squadra resiste (anche se questo telaio - Gattuso, Ambrosini, Zambrotta, Inzaghi, Bonera;  escludiamo Seedorf e Nesta - spesso si accomoda in panchina), ma i rossoneri dal 2009 hanno cambiato pelle. La squadra ha rinnovato parte dei suoi pilastri, a partire da Thiago Silva, passando per Boeateng fino ad arrivare a Ibrahimovic. I giocatori nuovi, che Carletto non ha mai allenato e che si giocano una maglia da titolare, sono tanti: Van Bommel, Mexes (quando rientrerà), Aquilani, Nocerino, Emanuelson, Robinho, Cassano, El Shaarawy.

Eppure, il Milan di Allegri non sembra aver cambiato idea di gioco rispetto a tre anni fa. I rossoneri giocano a ritmi bassissimi, cercando di imporre la loro idea di partita, un calcio ragionato e orizzontale. I risultati di questo inizio di stagione non sono soddisfacenti. Quindi, lancio una provocazione. Premesso che mister Allegri merita la fiducia e ha dimostrato di saperci fare, perché non pensare di riportare Carlo Ancelotti (disoccupato, lo vediamo a commentare le partite su Sky) sulla panchina del Milan? Prima o poi, lo dicono in tanti, accadrà. Ma allora perché non tagliare i tempi mettendo le chiavi di una squadra lenta in mano al maestro assoluto del gioco a bassi ritmi? Il telaio dei rossoneri è cambiato, l'anima non altrettanto. Mandar via Allegri sarebbe certo una mossa azzardata, una bocciatura che il mister non merita affatto. Ma facendo i conti con la realtà dei rossoneri, Ancelotti potrebbe essere perfetto. Voi cosa ne pensate? Commentate l'articolo e fateci sapere la vostra opinione.

di Andrea Tempestini

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Commenti all'articolo

  • galberio

    03 Ottobre 2011 - 17:05

    mi é piaciuto il tono ironico del titolo; caso l´abbia interpretato in modo errato.... scusate. Allora. Il gioco del Milan di ieri era quello di Ancellotti: 1-avanti molto adagio, con infiniti passaggi laterali o all´indietro 2-lasciare il tempo agli avversari per potersi piazzare per benino 3-tutta la squadra nella metá campo avversaria, cosí gli avversari formano una rete fittissima 4-oramai lo sanno a memoria le altre squadre; rintanarsi in difesa in undici, prendere palla, e lanciare lungo, dietro ai terzini 5-sempre attaccare sulla sinistra 6-tenersi un portiere come Dida, che non usciva dalla porta neanche se cadeva lo stadio 7-arrivati ai tre quarti, convergere immediatamente al centro Per chi crede che il titolo non sia ironico, ricordo che senza Ancellotti, evitando rigorosamente i punti 1- 2- 3- e 4-, Allegri ha trasformato la squadra: abbiamo fatto piú gol di tutti e ne abbiamo preso meno. E questa, é la regola per vincere! (in tutti gli sport, o mi sbaglio?)

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  • Borgofosco

    03 Ottobre 2011 - 12:12

    Il ritorno dell'amato ed indimenticabile Carlo Ancelotti sarebbe una notizia che squarcerebbe la tristezza e lo squallore di questo inizio giornata. Da tempo ho smesso di credere che Allegri possa essere il conduttore di un futuro grande Milan. Drammaticamente, per i tifosi rossoneri, questo lo si è chiaramente capito ieri sera. Mai nella lunga carriera di Carlo ho visto schierare dal 'contadino di Reggiolo' una formazione iniqua come quella schierata ieri sera da Allegri. La scusante della ristrettezza della rosa dei titolari non può giustificare il mancato impiego di Aquilani e di El Shaarawy. Per non parlare del mancato utilizzo, da subito, di Antonini in sostituzione di Abate. Carlo Ancelotti non avrebbe mai stravolto la sua squadra e messo giocatori fuori ruolo per contrastare l'avversario di turno. Il Milan ha precise caratteristiche che vanno oltre le scelte dell'allenatore. Rinnegarle non è da trainer del Milan.

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  • Borgofosco

    03 Ottobre 2011 - 12:12

    Il ritorno dell'amato ed indimenticabile Carlo Ancelotti sarebbe una notizia che squarcerebbe la tristezza e lo squallore di questo inizio giornata. Da tempo ho smesso di credere che Allegri possa essere il conduttore di un futuro grande Milan. Drammaticamente, per i tifosi rossoneri, questo lo si è chiaramente capito ieri sera. Mai nella lunga carriera di Carlo ho visto schierare dal 'contadino di Reggiolo' una formazione iniqua come quella schierata ieri sera da Allegri. La scusante della ristrettezza della rosa dei titolari non può giustificare il mancato impiego di Aquilani e di El Shaarawy. Per non parlare del mancato utilizzo, da subito, di Antonini in sostituzione di Abate. Carlo Ancelotti non avrebbe mai stravolto la sua squadra e messo giocatori fuori ruolo per contrastare l'avversario di turno. Il Milan ha precise caratteristiche che vanno oltre le scelte dell'allenatore. Rinnegarle non è da trainer del Milan.

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