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In Serbia all'Italia basta l'1-1 Ora ci manca solo un bomber

Euro 2012, azzurri già qualificati e al risparmio a Belgrado. In gol Marchisio. Il commento di Zazzaroni: tutto bene, ma davanti...

In Serbia all'Italia basta l'1-1 Ora ci manca solo un bomber
Basta un'Italia al risparmio per uscire indene dal campo di Belgrado: 1-1 con la Serbia, grazie al gol lampo di Marchisio dopo 54" e al pari di Ivanovic al 26'. Azzurri di Prandelli già qualificati ad Euro 2012 e ancora imbattuti nel girone.

Il commento di Ivan Zazzaroni

Finalmente un ostacolo alto, l’unico del girone - e non si offenda Prandelli il cui lavoro resta prezioso - affrontato nel posto sbagliato, il Marakana di Belgrado, ma con la testa giusta e in un momento sostanzialmente positivo: la Serbia che aveva l’obbligo di prendere punti per puntare al passaggio indiretto (con le migliori seconde) avrebbe potuto mettere in difficoltà i nostri nella corsa alla promozione da prima, se Ivan e i suoi fratelli non le avessero rovinato esistenza e percorso a Marassi.

Prandelli ha preso spunto dall’ultimo Conte, l’Unto della Signora, tanto nella composizione della linea difensiva (Chiellini a sinistra, Barzagli e Bonucci i centrali, Maggio alla Lichtsteiner) quanto nel primo risolutore, Marchisio, che ha trovato il vantaggio dopo appena un minuto sfruttando un’assistenza di Rossi, a sua volta pericolosissimo al settimo.
Altra vita miglior vita a centrocampo - rispetto, che so, alla trasferta slovena - con i tre più in forma del campionato - Marchisio, Pirlo, meno preciso del solito, e De Rossi - presentati insieme a Montolivo, trequartista di raccordo e qualche disaccordo. Il quartetto ha palleggiato e difeso con efficacia anche ai ritmi più alti limitando i cambi di posizione ma non di compiti.

Tenuto conto di precedenti e convenienze, ho la sensazione che il ct abbia trovato proprio a Belgrado, e al di là del risultato finale, la base dell’Italia, che è quella del primo tempo: del resto, l’alternante Cassano (conservo dubbi su di lui a livello internazionale) e Rossi, al quale serve come il pane un riferimento centrale, hanno giocato insieme per la quinta volta nelle ultime sei uscite e l’assenza di Motta, così come quelle di Balotelli, Pazzini e Balzaretti hanno fatalmente rafforzato la posizione di chi è stato impiegato.
Non è ancora un’Italia iper-competitiva e non so se mai lo sarà: oggi gioca però su più temi, ha qualità di battuta, centimetri, chili e l’esperienza che serve. Inoltre può contare su alcune alternative in grado di garantire potenza, freschezza e spregiudicatezza (stay foolish): Ogbonna lo immagino titolare nella fase finale degli Europei, in prospettiva è superiore anche a Ranocchia, e poi ci sono Balotelli, Giovinco e Pazzini (non dimentico Borriello), aspettando Campagnaro che nel ruolo di esterno basso è più a proprio agio di Maggio, attualmente senza rivali dalla metà in su: e non venitemi a dire che il Napoli gioca a tre perché Campagnaro (stay hungry) nella quattro s’è formato e compiuto.

di Ivan Zazzaroni

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