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Se Gasperini imita Rafa Benitez: "Moratti fu scorretto con me"

L'ex tecnico dei nerazzurri al patron: "Non ha difeso le mie idee". Il brutto vizio dei mister cacciati. Oggi l'Inter scende in campo a Lille

Se Gasperini imita Rafa Benitez: "Moratti fu scorretto con me"
Inter bersaglio mobile, sotto attacco da statistiche ed ex allenatori, e tafaziana nel cercare alibi all’imprevedibile avvio di stagione.  Giusto per batter un altro record negativo, il club nerazzurro ha la peggior difesa del campionato, 13 reti subite. Dopo 6 giornate, solo in un’occasione aveva preso più gol, 17: era il 1930, il nome ancora Ambrosiana. Dunque non sta in piedi la disperata difesa del presidente Moratti, che dalle colonne della Gazzetta invoca una presa di coscienza arbitrale contro i torti subiti, contro quei «quattro rigori inventati, e due anche decisivi».

La disamina del complesso momento la fornisce lo sfogo a “Controcampo-Linea notte” di Gian Piero Gasperini, ospite di Guardiola a Barcellona per una quattro giorni di apprendimento ed, evidentemente, non certo latore di buona pubblicità: «Se io e Moratti avevamo idee diverse perché mi ha scelto? - dice Gasp - Il mercato non è andato come si pensava, non pensavo andasse via Eto’o. Avevo immaginato un attacco formato dal camerunese, Pazzini e Palacio, non ho preteso Sanchez, Tevez o Lavezzi. Eto’o via da Milano perché non andava d’accordo con me? Sono state dette tante fesserie e questa è una delle più grandi. La cosa grave era far credere che il problema fosse la difesa a tre e che sarebbe bastato mettere i giocatori al loro posto per risolvere i problemi: questa è stata anche una mancanza di rispetto verso la mia persona. Ancora prima di cominciare il campionato - prosegue l’ex mister - la società e il presidente mi avevano già delegittimato: si parla spesso di progetto ma in realtà il progetto non c’è mai stato». Dichiarazioni che fanno il paio con quelle più recenti di Benitez, un altro rimasto scottato nel rapporto con Moratti.

Musica più gradevole la suonano Mourinho e Leonardo, in toto fedeli alla linea; musica in grado di favorire l’ennesima ripartenza potrebbe essere quella della Champions. Stasera a Lilla (arbitra Webb, quello di Madrid...) Ranieri ritrova Sneijder, e con lui (si augura) idee e concretezza in zona gol, che insieme alla difesa groviera e alla condizione fisica deficitaria sono le grandi piaghe di questa Inter. Vincere in Francia non è semplice, ma lo impongono la classifica e il mister («serve intelligenza, risorgeremo»). Altrimenti, suonerà il de profundis.

di Tommaso Lorenzini

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Commenti all'articolo

  • vsaracc

    18 Ottobre 2011 - 14:02

    ..ma quando maturerà nei pensieri nelle azioni..a volte sembra un bambino pizzicato con le mani nella marmellata. Insegue il primato di Zamparini come trita allenatori !!! accidenti le ha proprio tutte !!! dove mnette le mani distrugge.

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  • Lorenzo1508

    Lorenzo1508

    18 Ottobre 2011 - 14:02

    Non è dentimarci che mena la danza bensì Lucianone! E' lui il mafioso che fa ballare arbitri e giocatori; e anche presidenti a quanto pare! Mamma mia che essere ignobile! Altro che Moggi!

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