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Nove figli da nove donne

Giocatore di football rovinato

Nove figli da nove donne
  Nove figli da mantenere sono davvero tanti. Se poi ognuno di loro ha una madre diversa, dotata di avvocato, che vince la causa per gli alimenti, far quadrare il bilancio è davvero dura. Il papà da record è Travis Henry (foto), ex stella del football americano che giocava in Nfl tra Buffalo, Tennessee e Denver. La sua carriera di genitore è cominciata quando, diciannovenne, ebbe un erede dalla prima moglie (di sei anni più vecchia). Altri due pargoli arrivarono da relazioni negli anni del college, all'Università del Tennessee. Il conteggio è salito vertiginosamente negli anni del professionismo: così nel 2006 il signor Henry era padre di nove figli sparsi per tutti gli Stati Uniti. Ora, che non gioca più a football, il trentenne deve 170mila dollari l'anno in assegni di mantenimento. Troppi, visto che ha sperperato quasi tutta la sua fortuna in regali, gioielli, case, auto e alimenti per suoi ragazzi. Adesso sospetta che almeno qualcuna delle sue compagne l'abbia "fregato": «Dicevano di prendere la pillola, ma regolarmente iniziavano una gravidanza». Il giocatore, che negli ultimi anni ha avuto problemi con la legge che hanno messo fine alla sua carriera agonistica (facendo sfumare un contratto da 25 milioni di dollari in cinque anni coi Denver Broncos), precisa: «Comunque sia, amo ognuno dei miei bambini».

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Commenti all'articolo

  • cicciorana

    13 Marzo 2009 - 12:12

    Innanzitutto: chapeau alla frase finale della pillola, riassunto ideale e graffiante di una storia d'altri tempi. A ben guardare, il nostro Henry è un idolo: dovendo riscattare una carriera interamente spesa per la causa di squadre INGUARDABILI (la Denver post Elway è forse la peggiore squadra del 2000, quantomeno fino all'avvento dei Detroit Lions versione 2008), l'eroe si è distratto sfornando a ripetizione, per poi accusare qualcuna delle sue concubine di averlo raggirato con inganni degni di un Arsenio Lupin. Che dire: un idolo, che per un attimo ci fa dimenticare il processo di Perugia, le perizie pschiatriche di Erika De Nardo e, perchè no, gli sproloqui ormai quotidiani, manco fosse un daytime di Amici della De Filippi, di Mourinho José. Storie del genere non potevano che arrivare dall'America e dal football.

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