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L'ultimo saluto a Simoncelli: migliaia di amici a Coriano

I funerali del campione della MotoGp scomparso in Malesia. Con lui la Gilera 250 con cui vinse il Mondiale e la Honda di questa stagione

L'ultimo saluto a Simoncelli: migliaia di amici a Coriano
Ore 9.12, teatro Corte di Coriano, apre la camera ardente per dare l’ultimo saluto a Marco Simoncelli. Fuori un centinaio di persone in attesa, che nel corso della giornata diventeranno diverse migliaia. La bara del campione è al centro della sala. Ai lati due moto: la Gilera 250 con la quale il Sic aveva vinto il mondiale e la Honda MotoGp di quest’anno. Alle spalle del feretro una foto gigante con Marco che sorride. I funerali sono fissati per oggi alle 15 nella chiesa di Santa Maria Assunta a Coriano. All’interno saranno ospitati solo famigliari, amici stretti e autorità. Tutti gli altri potranno assistere alla funzione dai maxischermi di Coriano e di Misano, dove le autorità devieranno la folla di gente prevista: si parla di oltre 60 mila persone. Annunciate le presenze di Valentino Rossi (che sarà al fianco della famiglia) e Alberto Tomba. Con ogni probabilità non ci sarà Marco Melandri, che ieri è andato a far visita alla famiglia di Simoncelli. «Sono venuto a salutare Marco, a salutare un amico. Non so se sarò al funerale ci sarà tanta gente. È giusto che lo salutino anche gli altri». Toccante la testimonianza di Aldo Gandolfo, portavoce del team Gresini. «Con Dovizioso erano rivali, ma Andrea mi ha chiamato dicendomi: “Sono due giorni che piango”».

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Commenti all'articolo

  • Borgofosco

    27 Ottobre 2011 - 13:01

    Solo un ragazzo di siffatta semplicità e qualità morale poteva 'scatenare' affetti spontanei e genuini che vengono dalla gente, dal popolo sportivo. Lo sport come agonismo, rivalità, competizione. Lo sport come rispetto e lealtà verso avversari che non sono e mai saranno nemici. Quei valori di cui tanti, forse troppi ragazzi di oggi, non ne hanno capito appieno il significato. Allora quando si avranno dubbi su banali e futili rivalità sportive che, soprattutto nel calcio, sfociano in violenze, si penserà al guascone di Coriano che soleva dire. "hoibò se non si deve lottare per vincere è meglio stare a casa" - e continuava- " Io non sono mai stato squalificato ed in pista non sono mai stato scorretto". La competizione è il sale dello sport. Il riconoscimento cheviene da Dovizioso, suo accanito competitore gli fa onore! Nessuno poteva dubitare, come hanno fatto beceri in Spagna, della lealtà sportiva di Marco. Egli era è resterà per sempre l'essenza dello sport!

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  • ro26

    27 Ottobre 2011 - 12:12

    La morte di Marco è una perdita per tutta l'umanità. Ragazzo unico e irripetibile. Un gigante nel fisico e nell'animo. Il mondo ha bisogno di persone così.

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