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Luis Enrique per la panchina Allegri per il tricolore

Roma-Milan alle 18, big match in Serie A. Il tecnico giallorosso deve salvarsi dall'esonero. Per quello rossonero è partita scudetto

Luis Enrique per la panchina Allegri per il tricolore
Massimiliano Allegri la definisce «sfida scudetto». Per il Milan, quella di stasera in casa della Roma è «la gara dell’anno». Dopo aver ritrovato regolarità e punti, con una vittoria all’Olimpico si torna di diritto in pole per il tricolore. Il centrocampo, nonostante l’assenza di Clarence Seedorf (ancora guai al ginocchio destro), rassicura: torna Van Bommel, Nocerino e Boateng sono nel loro periodo di gloria e Aquilani è il grande ex della gara. In difesa si rivede Nesta, mentre i dubbi sono sempre gli stessi: Cassano-Robinho e Zambrotta-Taiwo. Mexes non è convocato per una microfrattura alla mano. E anche Inzaghi ancora non è pronto: «Quando sarà in grado di garantirmi minutaggio sarà protagonista», assicura Allegri.

ATTACCO CERCASI
Come conferma il mister, è ora che anche gli attaccanti segnino (sei degli ultimi otto gol sono di centrocampisti), ma è anche compito della difesa evitare di subire così tanti gol: «Abbiamo preso 8 gol in tre partite. Per vincere lo scudetto bisogna avere la migliore difesa», ammonisce il tecnico toscano, che non si fida del momento no dei giallorossi: due ko di fila, nonostante «Luis Enrique stia facendo molto bene. Ha solo bisogno di tempo».

L’ex Barça, intanto, spera di vedere la Roma di mercoledì sera a Genova, nonostante l’amara sconfitta nel finale: «Io non devo guardare solo al risultato, ho visto la migliore prestazione da quando sono qui. Ci manca solo la finalizzazione e dobbiamo avere più concentrazione». Ma lo spagnolo non può più perdere, ha vinto solo 3 volte su 8 gare e la sua squadra è a metà classifica a 11 punti. È tornato disponibile Pjanic, che ha buone possibilità di giocare, mentre Totti sarà ancora in tribuna. «Sarà difficile perché il Milan ha acquisito regolarità e sta bene». Alla domanda sull’incontro con Tassotti, che gli rifilò una gomitata sul volto nel 1994 durante Italia-Spagna dei mondiali Usa, Luis Enrique tranquillizza: «Gli stringerò la mano senza problemi». Ieri anche lo stesso Tassotti ha ricordato al Corriere della Sera: «Ho fatto una grossa stupidata di cui ero già pentito un minuto dopo. Se mi capiterà di incrociarlo sono disponibile a fare la pace, a chiedergli scusa. Sono sempre stato disponibile».

POSSIBILE CRISI

Impossibile per l’allenatore spagnolo non ricevere domande sul suo futuro: «Non sono preoccupato di nulla, perché non succederà niente. Quando andrò via da qui, arriverà un altro allenatore e la Roma sarà forte lo stesso». Certo, la panchina non sarà in pericolo, forse non si parlerà neppure di esonero, ma una terza sconfitta di fila porterà almeno a una pesante riflessione su certe scelte tecniche.

di Gaia Frigerio

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Commenti all'articolo

  • Borgofosco

    29 Ottobre 2011 - 12:12

    La Roma sino ad oggi ha espresso il miglior calcio visto in questo scorcio di campionato. Il Milan ha un organico molto più competitivo ed alla lunga, se ritrova compattezza difensiva, potrebbe spuntarla. Ci attendiamo una partita bella sotto il profilo estetico. Non necessariamente dev'essere coronata da molte realizzazioni. Infatti negli ultimi due confronti il risultato è stato di parità e senza gol. Tuttavia gli spettatori hanno ammirato due gare divertenti e piacevoli (per i milanisti il secondo 0-0 ricorda la conquista dello scudetto). Come al solito speriamo che vinca lo sport e la sportività.

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