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L'intervista a Luciano Moggi: "Pronto a combattere"

L'ex dg dopo la condanna: "Volevo menare qualcuno, ma vado avanti. La Juve mi ha ferito. Il daspo? Mi han preso per ultrà"

L'intervista a Luciano Moggi: "Pronto a combattere"
Luciano Moggi, 24 ore fa il giudice Teresa Casoria sentenziava: “Moggi Luciano condannato a 5 anni e 4 mesi”. Come si sente?
"Come l’altroieri. Pronto a combattere. Provo rabbia, non sconforto".

Non faccia il duro, non se l’aspettava...
"No, è vero, non me l’aspettavo. Tutto avrei pensato tranne questo. Anzi, le dirò, io credevo all’assoluzione e non lo dico con arroganza".

La Juve ha pubblicato un comunicato sul suo sito ufficiale tre minuti dopo la sentenza. Hanno fatto in fretta...
"Si vede che sono degli indovini".

La ferisce questo comunicato?
"Non l’ho letto, ma mi hanno riferito tutto. Diciamo questo: è difficile dire che la Juve era estranea visto che io lavoravo per loro e riferivo all’amministratore delegato dell’Fc Juventus Antonio Giraudo.  Io ero il direttore generale, lo sa?".

Sì, lo so. E lei lo sa che la Juve comunque chiede la restituzione dei due scudetti revocati?
"Lo so. È giusto: quegli scudetti la Juve li ha vinti con merito e infatti li mette in bella mostra nel nuovo stadio. Il problema è che qualcosa per far vincere quei due titoli l’ho fatta anch’io".
 
È il divorzio ufficiale dalla Signora?

"Non bado a queste cose, devo passare sopra a tutto, anche a questo, altrimenti non vado avanti. E comunque ormai  sono abituato a certe cose".

La Juve era la sua casa: l’hanno abbandonata.
"E io continuerò a fare il tifo per i bianconeri. Sono juventino dentro e questo non me lo può togliere nessuno".

Però le hanno tolto la possibilità di andare allo stadio. Le hanno dato il cosiddetto Daspo. Cito da Wikipedia: “Misura per contrastare la violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive”.
"Si vede che mi hanno preso per un ultrà".

Sia sincero: ha paura di non poter tornare a fare il suo lavoro?

"Al momento sono nauseato dal calcio, preferisco continuare a scrivere e a esprimere i miei pensieri".

Mi dica la prima cosa che ha pensato al momento della condanna.

"Ero furioso, avrei voluto menare qualcuno".

C’è chi dà la colpa ai suoi avvocati. Hanno sbagliato qualcosa?

"Non potevano fare di più di quel che hanno fatto: era una sentenza scritta. Diciamo che forse loro e io dovevamo capire che quando è stata chiesta la ricusazione del giudice Casoria, qualcosa è cambiato. Non c’era tranquillità. Chi ha deciso si è fermato alle impressioni del 2006".

Ha ricevuto molte telefonate e messaggi?

"Oggi ho ricaricato il telefono tre volte, a mezzogiorno avevo 200 sms sul contatore del cellulare, ora sono già 360. Ringrazio tutti: amici, tifosi, colleghi".

Le ha scritto anche qualcuno della Juve?
"Hanno scritto e chiamato, ma meglio non fare nomi...".

In termini economici tutta questa vicenda le costa molto?

"Parecchio. Solo per comprare le intercettazioni “dimenticate” ho speso svariate migliaia di euro".

Carraro è stato assolto.

"Interessante".

In che senso?
"Ci sono delle intercettazioni carine che lo riguardano, ma così va il mondo evidentemente".

Anche Fabiani è stato assolto.
"Sono contento per lui".

Mi dica la verità: quanto le dà fastidio avere la fedina penale sporca?

"Non è sporca, siamo solo all’inizio, e comunque non lo sarà neanche in futuro. Io combatto".

Dopo la sentenza ha passato la serata con i suoi cari?

"No, sono andato a ballare...".

di Fabrizio Biasin

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