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SuperMario Balotelli fa lo show: così i Fratelli d'Italia volano alto

Primo goal di Balo in azzurro: spettacolo. Pazzini fissa il 2 a 0. Discreto esordio per Abate. Contro la Polonia un successo

SuperMario Balotelli fa lo show: così i Fratelli d'Italia volano alto
Fico, però. Al terzo - o forse era il quarto - pallone toccato, e dopo una mezz’ora di inaspettate ma non terribili sofferenze, Balo ha indovinato il destro perfetto dalla lunga distanza segnando il primo gol in azzurro. Come al solito non ha gioito - giusto un bacio alla maglia - e non perché abbia trascorsi polacchi ma perché Supermario è fatto così: different and superior. Dunque, la cura Mancini funziona anche fuori dall’Inghilterra (la doppietta nel derby di Manchester il punto di svolta?) e Prandelli ne sfrutta gli effetti più positivi.

Abbiamo finalmente un attaccante giovane, un ’90, tecnico, mobile e in grado di fare la differenza, e questa è la prima buona notizia giunta da uno stadio pieno di gente (scusate la sottolineatura, ma non ci sono più abituato), uno che alterna capolavori a assenze, genialità a errori grossolani. Uno da colpi, un estemporaneo, l’imprevedibile. Abbiamo Balotelli e, in più, una serie di ottimi centravanti pronti a assecondarne le giocate (Pazzini, Matri, Osvaldo, Rossi), e poi un grande portiere, un centrocampo di palleggio discretamente dinamico e maturo (certo, verticalizza ancora pochino), qualche buona soluzione alternativa sul piano tattico (Maggio, Pepe, Nocerino e Giovinco, ieri assente) e una fase difensiva non trascurata ma ugualmente “emozionante”.

Siamo una Nazionale più che accettabile, insomma. Ma come direbbe Trapattoni se allenasse la Polonia, “nie mów,kota, jesli nie maszgo w garsci”, non dire gatto... La qualificazione l’abbiamo conquistata con un filo d’anticipo e tanti bei numeri, l’ottimismo ha immediatamente sorpassato le tante diffidenze, la bella figura nella fase finale degli Europei (il gatto) la otterremo soltanto se riusciremo a ricevere risposte più convincenti e definitive da gente come Criscito, Chiellini, Ranocchia, Montolivo, Abate (prestazione accettabile: è più nel ruolo rispetto a Maggio) e anche Motta.Lo ammetto: fatico ancora a capire i confini dell’Italia di Prandelli. Ne sottolineo spesso le imperfezioni, ne riconosco i tanti limiti ma non le potenzialità, non tutte.

di Ivan Zazzaroni

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