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Addio al "dottore" Socrates Calcio brasiliano in lutto

L'ex centrocampista è morto a 57 anni per un'infezione intestinale: il mondo del calcio piange il medico del pallone

Addio al "dottore" Socrates Calcio brasiliano in lutto

Il calcio brasiliano è in lutto per la scomparsa dell'ex capitano della nazionale verdeoro Socrates, morto a 57 anni per l'aggravarsi di un'infezione intestinale. Centrocampista di grande tecnica, dotato di visione lucidissima del gioco e propensione al gol, soprannominato il 'Dottore' per la laurea in medicina, Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, questo il suo nome completo, era nato a Belem nel 1954. Iniziò la sua carriera calcistica nel Botafogo, nel 1974. Successivamente passò al Corinthians, del quale fu il capitano e con il quale vinse tre campionati e realizzò 116 reti. Sono gli anni della cosiddetta 'Democrazia corinthiana': Socrates è insieme a Wladimir e Casagrande uno dei laeader dello spogliatoio e guida l'autogestione della squadra, a fianco del tecnico Travaglini: i giocatori sono chiamati a prendere insieme tutte le decisioni, a partire dalla formazione che scenderà in campo.

Nel 1984 lo sbarco in Italia, alla Fiorentina. Tra i viola però l'avventura durò solo un anno. Chiamato a formare un centrocampo di altissimo livello insieme ad Antognoni e Oriali, Socrates non riuscì a calarsi nella realtà del calcio italiano, così lontano dai ritmi del suo paese. Nell'anno successivo ritornò in Brasile, con i colori del Flamengo. Nel 1988 passò al Santos, dove chiuse la carriera, anche se successivamente si concesse una 'postilla' in Inghilterra, con il Garfoth Town.

 Socrates indossò la fascia di capitano nella nazionale brasiliana ma non riuscì mai ad arrivare al titolo, nonostante il livello di una delle Selecao più forti di tutti i tempi: Zico, Falcao, Cerezo, Junior. Con i verdeoro il 'Dottore' prese parte ai Mondiali del 1982 e nel 1986. In Spagna il suo destino si incrociò con quello dell'Italia, nella mitica sfida finita 3-2 per gli azzurri. Socrates realizzò il momentaneo pareggio per i Carioca al 12', ma la vittoria andò alla nazionale di Bearzot, lanciatissima verso il titolo finale contro la Germania. Anche in Messico, nel 1986, i sogni di finale della Selecao sfumano presto, con i verdeoro battuti ai quarti ai rigori dalla Francia.

 

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Commenti all'articolo

  • LADONNADISION

    04 Dicembre 2011 - 13:01

    Premetto che quando venne a Firenze (non tifo per la Fiorentina) i tifosi ne furono felicissimi. Lo accolsero con u8n tifo proprio da stadio e il Patron di allora gli fece trovare una megavilla (presa in affitto) che dalle colline circostanti dominava la mia città del cuore. Il giocatore non si trovò bene, non riusci ad integrarsi, la saudade brasiliana si faceva sempre più sentire e quando a fine campionato prese le sue valigie e la sua numerosa famiglia per ritornare ai patri lidi..................dio ce ne scampi e liberi!!! la villa era diventata una stamberga, piena di sudiciume, rottamata e da rottamare. Ricordo che si aprì un contenzioso fra il proprietario e la società Fiorentina. Non ho seguito però l'andamento dello stesso.

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