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Calciomarcio, talpa in Lega Doni: L'ho fatto per l'Atalanta

Nell'inchiesta di Cremona spuntano nuovi nomi e altre 10 partite sospette. E Doni: "Volevo riportare la squadra in A"

Calciomarcio, talpa in Lega Doni: L'ho fatto per l'Atalanta

Con il procedere delle indagini e degli interrogatori lo scandalo del calcioscommesse si allarga a macchia d'olio. Nell'interrogatorio di martedì 27 dicembre davanti al pm e del venerdì precedente davanti al Gip di Cremona, il calciatore del Piacenza Carlo Gervasoni ha parlato di altre dieci partite sospette rispetto a quelle già note alla magistratura, tre delle quali di serie A. Inoltre in una intercettazione telefonica tra tal Maurinho e Nicola Santoni, amico di Doni ed ex preparatore dei portieri del Ravenna, si parla di "tre azzurri" che arrivano a scommettere fino a 102mila euro al mese: due difensiori e un centrocampista che giocano o hanno giocato in nazionale (si tratta però di un colloquio tra due scommettitori che potrebbero aver millantato; a sostegno delle loro affermazioni non c'è snessuna prova). Durante i due colloqui con i magistrati, Gervasoni avrebbe fatto i nomi di una ventina di giocatori che potrebbero essere coinvolti nel giro delle partite truccate. Ma non tremano solo i calciatori perché c'è un'altra scovolgente rivelazione. Cristiano Doni e anche l'ex calciatore Stefano Bettarini potevano contare su un "talpa" all'interno della sede della Lega calcio di Milano in grado di passare loro sottobanco informazioni utili per il processo davanti alla giustizia sportiva.

I testimoni chiave - Gervasoni diventa quindi sempre più il testimone chiave nel procedimento. Già nel precedente interrogatorio aveva fatto i nomi di oltre 20 calciatori complici insieme a lui nelle combine. E si presume che, anche nel colloquio odierno con i magistrati, il calciatore abbia fatto nuove importatnti ammissioni. Intanto, anche l'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni, continua il suo fiume di rivelazioni nell'ambito dell'inchiesta 'Last Bet' sul calcioscommesse.

Gli incontri di Serie A - Le tre nuove partite di serie A che entrano nell'inchiesta sono Palermo-Napoli, Napoli-Chievo e Inter-Chievo: è quanto emerge dalle migliaia di atti allegati. Del primo incontro non si era mai parlato, ma le altre due erano già entrate nell'indagine. A coinvolgere la sfida tra rosanero azzurri è stato Massimo Erodiani (arrestato lo scorso giugno) nel corso dell'interrogatorio davanti al pm Roberto De Martino. Erodiani spiega: "Le partite truccate non si vengono a sapere se non la domenica mattina...proprio per non sputtanarle". Il teste però spiega di non sapere se la combine fosse andata in porto: "Non possiamo darlo per certo, però con il risultato che fanno loro la partita è finita 2-1 per il Palermo, al primo tempo già".

"L'ho fatto per l'Atalanta" - Emergono anche le prime indiscrezioni su quanto dichiarato da Doni  durante interrogatorio di garanzia della scorsa settimana: il centrocampista nerazzurro ha ammesso di aver "aderito" all'iniziativa illecita delle scommesse "solo per la passione che mi legava alla mia squadra e la speranza di poterla portare all'obiettivo di quella stagione". Insomma, a suo dire, l'ex capitano nerazzurro avrebbe partecipato alla combine delle partite dei nerazzurri, solo con lo scopo di aiutare l'Atalanta a risalire in Serie A. "Io per l'Atalanta ho sempre giocato - ha ammesso, alla presenza del Gip Guido Salvini e del procuratore della Repubblica Roberto Di Martino nell'interrogatorio di garanzia di venerdì scorso - e non ho guadagnato nulla dai fatti che ho raccontato".

La talpa - Su Doni emergono altri dettagli che coinvolgono anche Bettarini e Manfredini, l'altro giocatore dell'Atalanta coinvolto nello scandalo. Stando agli atti, una dipendente della Lega Calcio riferiva ai tre "particolari dell'inchiesta diversamente a loro sconosciuti", fornendo così "preziosi consigli sulla strategia da riferire ai propri legali per contrastare le accuse del procuratore federale". La donna "non nasconde di poter arrivare facilmente a raggiungere gli appartenenti alla Commissione per indirizzare la sentenza in favore dei calciatori, anche se poi non emerge alcun elemento che possa avvalorare questa sua possibilità. E' comunque indubbio che la stessa - recitano gli atti -, appartenendo comunque all'organo federale della Lega Calcio, possa di conseguenza facilmente riconoscere alcuni membri della Commissione giudicante".

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