Cerca

Calciomarcio, il rigore di Doni Spunta il nome di Mauri

Gervasoni ai pm: "Doni mi disse che avrebbe tirato centrale, così segnò". Dubbi sul laziale, Ventola e i fratelli Cossato

Calciomarcio, il rigore di Doni Spunta il nome di Mauri

Carlo Gervasoni è sempre più l'uomo-chiave dell'inchiesta cremonese sul calcio-scommesse. Il giocatore del Piacenza, "super-pentito", sta vuotando il sacco davanti agli inquirenti. A cominciare dal ruolo di Cristiano Doni, capitano dell'Atalanta che si sarebbe accordato con lui su come tirare (e realizzare) un rigore in Atalanta-Piacenza dello scorso 19 marzo. Finì 3-0, e Doni segnò due rigori e l'accordo con Gervasoni, spiegano le carte della Procura, "riservava particolare riguardo alle modalità con cui Doni potesse tirare un rigore (in modo centrale) così che il portiere del Piacenza avrebbe fatto in modo, come effettivamente avvenuto, di non parare". E mentre l'ex preparatore dei portieri del Ravenna Nicola Santoni ha ritratatto sul coinvolgimento nel giro di scommesse degli azzurri Gigi Buffon, Fabio Cannavaro e Rino Gattuso ("Mai conosciuti", ha ammesso in Procura) e gli stessi pm hanno ribadito che anche se Buffon&Co fossero accaniti scommettitori non ci sarebbe ombra di reato, proprio Gervasoni nel suo interrogatorio di ieri ha fatto spuntare qualche altro nome e dettaglio sulle partite combinate in serie A.

Mauri e Ventola - Il primo nome è quello di Stefano Mauri, centrocampista della Lazio che sarebbe stato in contatto con il gruppo degli Zingari per indirizzare il risultato di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio. Un ruolo chiave, secondo Gervasoni, l'avrebbe rivestito un altro giocatore coinvolto nell'inchiesta, Alessandro Zamperini, suo amico e attivissimo nel cercare di corrompere e unire al giro altri calciatori, a cominciare dal difensore del Gubbio Farina, l'uomo che ha contribuito a far scoppiare la seconda parte dell'inchiesta cremonese). Lo stesso Zamperini, però, ha negato di aver avuto contatti in questo senso con Mauri. Ma Gervasoni ha parlato anche di altri colleghi. Dall'ex Inter e Novara Nicola Ventola, che il 30 novembre 2010 avrebbe combinato il isultato di un Novara-Chievo di Coppa Italia. Spuntano poi i nomi di Cristian Bertani (per una gara tra Novara e Ascoli) e l'ex piacentino Cesare Rickler, oggi al Bologna, proprio per la gara tra Atalanta e Piacenza, quella dei rigori di Doni. Gervasoni ha citato anche i due ex calciatori del Chievo, i fratelli Federico e Michele Cossato, che eserciterebbero ancora "influenza" sui giocatori coinvolti nel giro di scommesse. Oggi a Cremona verrà ascoltato un altro giocatore arrestato, Luigi Sartor. Gli inquirenti sarebbero alla ricerca dei possessori di alcuni conti cifrati.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Borgofosco

    31 Dicembre 2011 - 01:01

    Spero che la Lazio sia estranea a queste vicende. Far tornare in mente i fatti del 1980, unitamente a quelli di 'Calciopoli', riproporrebbero i traffici che coinvolsero allora, come oggi, calciatori e dirigenti di fama nazionale. Se, quanto letto nell'articolo si confermasse, questo sport rischierebbe 'morte certa'. L'egoismo e l'avidità sono mali che affliggono molti personaggi . Questo non è possibile giustificarlo semplicemente con le modeste conoscenze, per alcuni calciatori, della realtà di un mondo diverso, da quello virtuale ed effimero, da loro vissuto. Forse è vero, circolano troppi soldi che, dati a 'bambini viziati', li possono indurre a scriteriati comportamenti. Non si spiegano altrimenti le avidità di chi guadagna, in un anno, quello che altri forse guadagneranno, così come i laureati precari, nella loro vita lavorativa. Neppure si può giustificare chi ha sperperato lauti guadagni ed oggi si fa portatore di malaffare. Severità e pulizia se si vuole salvare il calcio!

    Report

    Rispondi

blog