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Mercato, i consigli di Moggi Con Tevez Milan è a posto

I consigli di big Luciano: un difensore per la Juve, due centrocampisti per l'Inter. Per l'Udinese sta per arrivare il guaio Coppa d'Africa

Mercato, i consigli di Moggi  Con Tevez Milan è a posto

Partiamo dall’unico comandamento che regola il mercato invernale: i giocatori buoni chi li ha se li tiene. Postulato: se son prossimi alla scadenza meglio accelerare la cessione per guadagnare qualche soldo. Altra verità: la fretta al mercato di gennaio spesso è cattiva consigliera. Ebbe troppa fretta la Juve con Toni, più avveduto l’ingaggio di Matri, ma entrambi non salvarono Delneri. A Genova l’addio a Cassano e Pazzini costò alla Samp la retrocessione in B. Ora i consigli ai club di A in rigoroso ordine di classifica.

JUVENTUS Il Milan, rivale per lo scudetto, è meglio attrezzato e va combattuto con le qualità principali della squadra di Conte: grinta, rabbia e collettivo. L’idea Borriello, prestito con diritto di riscatto, è stata bloccata in un primo tempo dall’ennesimo no di Amauri. Il brasiliano chiede un triennale da 2,4 milioni di euro, rispetto agli 1,8 stanziati dal Genoa, Preziosi rifiuta e va su Gila. In uscita anche Toni, Krasic e Iaquinta, che chiede una cessione definitiva. La squadra potrebbe mancare di un difensore centrale in panchina e di un’alternativa a Lichtsteiner, l’obiettivo è Caceres, un ritorno, che però il Siviglia valuta troppo, 12 milioni rispetto agli 8-9 che la Juve vuole spendere. Alla fine comunque Borriello e Caceres arriveranno. Attenzione particolare al doriano Palombo e al 21enne Alan Dzagoev, in scadenza col Cska e voglioso di lasciare il calcio russo. Idea Pizarro dalla Roma.

MILAN La bomba Pato al Psg è stata già disinnescata da Galliani. Il “papero” resta al Milan. Ancelotti dovrà farsi venire un’altra idea. Non era un affare da farsi, troppo giovane è ancora Pato, rinunciarci sarebbe stato un azzardo. Anche se un problema di fondo c’è, oltre al dialogo difficile tra giocatore e Allegri (un signor allenatore), resta quello di un feeling complicato con Ibra. Zlatan duetta meglio con Robinho, che però segna poco. Il Milan resta quindi su Tevez e rinuncia a Maxi Lopez che andrà probabilmente alla Fiorentina. Con Tevez in squadra lo scudetto è quasi una formalità.

UDINESE  Il “calcio disumano” come lo vede Guidolin per le tre partite in una settimana, viene complicato dalle prossime assenze per la Coppa d’Africa. I Pozzo però sanno quel che fanno: ci sono i giovani da valorizzare e un allenatore che è un maestro della materia. In caso di partenza di Floro Flores si pensa a Emiliano Alfaro, 23 anni, punta esterna del Liverpool Montevideo, con passaporto comunitario.

LAZIO Con Cissè in odore di uscita (ma lui vuole rimanere), si cerca un nuovo partner per Klose: c’è chi ipotizza Inzaghi, molto sponsorizzato dal fratello, ma l’idea non piace alla tifoseria. Kozak in uscita. Destinazioni possibili: Bologna, Lecce, Cesena e Samp, che metterebbe sul piatto Palombo. Sarebbe il rinforzo chiesto da Reja a centrocampo. Si riparla di Ezequiel Cirigliano, talento argentino 19enne del River, definito il nuovo Mascherano. Nella trattativa la Lazio inserirebbe Carrizo. Preziosi invece offre Kucka.

INTER  La rimonta è possibile ma non oltre il terzo posto. Con Sneijder ancora fuori, ormai un caso, Maicon che fatica e l’età media avanzata, occorre intervenire sulla fascia esterna sinistra e a centrocampo. L’ idea è Vargas della Fiorentina. Saltato Kucka, si sonda tra Paulinho del Corinthians, Casimiro del San Paolo, Diego Perotti del Siviglia e Jefferson Farfan, peruviano dello Schalke 04. Da Porto Alegre rimbalza la notizia che il club nerazzurro è sul centrale Juan Jesus, un ruolo che  Ranieri ha necessità di coprire.

NAPOLI De Laurentiis ha sorpreso tutti con Edu Vargas, il cileno che somiglia a Lavezzi, con una visione più accentuata della porta (dicono...). Trattativa condotta in gran segreto, conclusa sbaragliando la concorrenza (dicono...). Se non nasconde un tentativo di cessione di uno dei tre tenori, Lavezzi ad esempio, sempre nel mirino dell’Inter, è un rinforzo di rango per la panchina  napoletana. Gli azzurri  hanno bisogno di attrezzarsi anche in difesa, se Britos non riuscirà subito a entrare in squadra. In mediana resta il quiz Donadel, mai visto per infortunio.

ROMA Con buona pace di Luis Enrique e di Baldini il progetto rivoluzionario è già saltato. La Roma è tornata a reggersi sui senatori e su un’idea stabile di formazione. Se De Rossi rifiuterà il contratto principesco offertogli  dallo sceicco del City, la Roma avrà cominciato la sua nuova vita, ma qualcosa occorre, un jolly difensivo e un centrocampista. Si pensa al difensore del Vasco Da Gama Dedè, seguito anche dalla Juve.

CATANIA Gli etnei splendono a tratti, ma mai si oscurano. Curioso il dato di 4 ko in casa e due soli fuori, ma il consuntivo è buono. Sicura la partenza di Maxi Lopez. Il club non si scompone per le alternative e il campo d’azione resta il mercato argentino, quello non costoso degli emergenti. Complimenti a Pulvirenti e Lo Monaco per le scelte che sanno fare, compresa quella di mister Montella.      

PALERMO  Mister Mutti ha cominciato bene, con un pareggio tonificante che poteva essere una vittoria. Zamparini è passato ai fatti: già arrivati i primi rinforzi,  il centrocampista argentino Vazquez, 23 anni, e il nazionale uruguaiano Rios, pupillo di Tabarez, in forza alla squadra messicana del club Tijuana, età di esperienza,  29 anni. I rosanero cercano anche un difensore e un attaccante. Piace l’ex milanista El Sharaawy.

GENOA Mister Marino arriva e si ritrova Gilardino. Preziosi si è svenato, 1,4 milioni di euro fino al 2016, opzione per un altro anno a 1 ml. Si cerca un esterno offensivo. Dal Portogallo rimbalza la notizia dell’ingaggio del centrocampista Amorim dal Benfica.
(continua)

di Luciano Moggi

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Commenti all'articolo

  • Borgofosco

    02 Gennaio 2012 - 12:12

    Nella partita di Natale, scelta da Pirlo sulle reti Mediaset, ho rivisto con estremo piacere quella che consideravo la miglior squadra europea di quel periodo. Peccato che quella squadra partecipasse al torneo italiano dove i gusti e le valutazioni erano diverse in rapporto ai colori delle strisce verticali. Luciano Moggi è un grande conoscitore, forse il migliore, del calcio italiano. E' entrato in tutti i meandri del potere calcistico nazionale,forse, condizionandolo. Per volontà del team, per cui tifa, è fuori dagli attuali giochi di potere calcistico. Rimane il miglior conoscitore di talenti ed il più abile 'mercante calcistico'. Quindi ascolto con estremo interesse i suoi giudizi e li condivido quasi sempre. L'unico dissenso con Luciano avviene proprio sulvalore intrinseco delle squadre che partecipavano ai tornei pre 'Calciopoli'. Sono convinto, da sempre, che con Moggi Dg dei rossoneri(quando Silvio lasciò il calcio per la politica) il Milan avrebbe cinque o sei scudetti in più!

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