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Tevez va al Psg: c'è l'accordo Inter con un pugno di mosche

L'Apache da Ancelotti per 29 milioni più 8 di bonus: manca il suo ok. Niente nerazzurro per Carlitos. Libero lo aveva detto...

Tevez va al Psg: c'è l'accordo Inter con un pugno di mosche

Fine della telenovela che ha tenuto banco per tutta questa finestra di calciomercato invernale: Carlitos Tevez andrà al Paris Saint Germain. Il club parigino ha raggiunto un accordo con il Manchester City per l'acquisto dell'Apache, e a questo punto manca soltanto l'ok del giocatore. La notizia è stata fatta trapelare da fonti della dirigenza e della proprietà del club francese. L'intesa, nel dettaglio, prevede un contratto di tre anni e mezzo per il 27enne che è stato a lungo corteggiato anche da Inter e Milan. Tevez è atteso a Parigi per domani, mercoledì 18 gennaio, per rispondere all'offerta. Al Manchester City, secondo quanto si è appreso, andranno otto 29 milioni di euro subito più otto di bonus, cifre alle quali i due club meneghini non possono permettersi di competere.

L'arma di distrazione - Se il Milan aveva di fatto rinunciato a Tevez dopo il gran rifiuto di Pato di trasferirsi al Paris Saint Germain, la società forse più delusa dall'esito dell'operazione è l'Inter, ringalluzzita dalla vittoria nel derby di domenica. Moratti, dopo la stracittadina, aveva rilanciato per l'Apache, puntando forte sul suo acquisto. Su Libero, negli ultimi giorni, avevamo adombrato però il sospetto che la manovra per l'acquisto di Tevez da parte dell'Inter fosse più che altro una manovra per distrarre i tifosi da una nuova deludente finestra di calciomercato: si fa un gran parlare di lui pur sapendo che non sarebbe arrivato. E i fatti hanno poi confermato questa teoria...

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Commenti all'articolo

  • Borgofosco

    18 Gennaio 2012 - 15:03

    La facile demagogia sul 'caso' Tevez, contrasta fortemente con la realtà che, almeno il modo del calcio è auto referente e non 'spilla' quattrini alle casse dello Stato. I 'ricchi scemi' spendono i loro soldi. A volte falliscono, fanno tarocchi, ma, almeno la giustizia sportiva, quando lo scopre, li condanna a pene sportive e pecuniarie. Il mondo 'pallonaro' vive di suo e questo forse indispettisce i moralisti inseriti, a flotte, nel partito dei qualunquisti. L'Italia sta andando talmente a gonfie vele, in tema economico, che possiamo permettere di far fallire anche una industria prolifica come quella del pallone. Tevez è un campione che molte squadre vorrebbero poter acquisire. Lui aveva scelto il Milan e non ne ho ben capito il perché. Tuttavia Galliani, che è un ottimo dirigente, doveva fare di necessità virtù. Le hanno tentate tutte, anche con la complicità dell'Inter. Ma, anche nel calcio, il potere del danaro da sempre ragione a chi lo possiede!

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  • FRABAVA

    18 Gennaio 2012 - 10:10

    ...spero che almeno questa volta, a differenza delle altre, abbiate il coraggio di pubblicare un mio commento. Ma ne dubito fortemente !!

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  • FRABAVA

    18 Gennaio 2012 - 10:10

    ...vi segnalate per la vostra piccola meschinità. Il solito articolo anti inter !!! Come se la figura barbina nel caso Tevez, l'avesse fatta la società di Moratti e non quella del vostro padrone di Arcore Fate sempre più ribrezzo !! Bravissimi, continuate cosi' !!!

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  • ghorio

    18 Gennaio 2012 - 10:10

    Vista la delusione dalla politica(si parla, si parla, senza atti concreti, salvo tasse a dismisura) e delle vicende economiche ,dove la Merkel fa il bello e cattivo tempo, con l'Ue pavida che l'asseconda, avveturiamoci nello sport per criticare l'enfasi su questo Tevez. Se fosse così grande , non si capisce perchè la squadra di Mancini lo vuole cedere. Non mi pare che nella classifica dei migliori giocatori ci sia questo Tevez, la stessa nazionale argentina, nonostante Nessi, arranca. A questo punto forse i giornalisti sportivi dovrebbero farsi un esame di coscienza e lo stesso dicasi dei vari Milan e Inter. Adesso arriva la squadra francese che vuole spendere 30 milioni di euro. La morale è una sola: nel mondo del calcio c'è sperpero di danaro e i responsabili siamo noi tutti noi che andiamo allo stadio o guardiamo le partite alla tv. Bisognerbbe cessare di farlo, in modo che dirigenti e giocatori capiscano il valore dei soldi, magari con qualche mese a pane e acqua. Giovanni Attinà

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