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Tevez se ne frega del denaro: vuole soltanto i rossoneri

L'Apache rifiuta 12 milioni all'anno proposti dal Psg. Il Milan e Galliani continuano a sperare e tengono Maxi Lopez sulle spine

Tevez se ne frega del denaro: vuole soltanto i rossoneri

Corsi e ricorsi della cronaca milanista. Dopo un mese di trattative - e a dieci giorni dalla fine del mercato - in casa rossonera si rivive la stessa aria di fine dicembre, quando il Paris Saint-Germain  portò l’assalto a Carlitos Tevez. E se non fosse che l’albero di Natale è sparito da un po’, ad Adriano Galliani verrebbe da andare al supermercato a comprare il panettone.

Anche perché nel frattempo la pasticceria ha chiuso la porta in faccia al Milan. I dolci prelibati come Tevez, infatti, non si comprano con le cambiali ma con i soldoni. Come quelli messi sul piatto dagli sceicchi del Qatar che si gingillano con il Psg, anche se in serata si è parlato di accordo sfumato (Leo: «Non c’è accordo e forse non ci sarà mai»). Quasi incredibili, ma non abbastanza, le cifre sparate ieri dal tabloid inglese “Sun”: 43 milioni di sterline al giocatore (cioè 12 milioni di euro a stagione per tre anni e mezzo più un bonus di dieci alla firma) e 37 al City. Appena letto il giornale, l’agente Kia Joobrachian s’è messo su un treno per la capitale francese (dove però “L’Equipe” dava per favorita l’Inter nella corsa all’Apache), mentre Roberto Mancini ha dato il benservito al giocatore: «Chiudiamo in fretta la trattativa», il suo commento. Intanto, anche stavolta l’ufficio stampa degli sceicchi sembrava aver fatto la solita figuraccia, aprendo una pagina sul proprio sito per inviare messaggi di saluto al neoarrivato Tevez, ma si è trattato solo dello scherzo di un hacker.

E al Milan? Mentre piangono la scelta del dolce avariato (Pato ko un altro mese, nono infortunio muscolare in 25 mesi e Arsenal a rischio), i rossoneri sperano ancora nel “miracolo-Tevez” e tengono sulle spine Maxi Lopez, che si era promesso al diavolo ben prima dell’Apache. Nel frattempo, però, il Catania ha promesso l’argentino al Fulham per 10,5 milioni (1,5 di prestito più 9 di riscatto). Gli inglesi hanno accettato la proposta dell’attaccante e ora  la questione si complica. Cosa farà l’argentino? Bisognerà vedere se aspetterà il Milan rischiando di rimanere a mani vuote, o sceglierà di volare in Inghilterra, dove tutto è pronto. Il Milan ci proverà, ma il tempo perso costerà a Galliani qualcosa in più dei 9 milioni pattuiti prima di Natale con i siciliani.

Intanto, Allegri pensa al replay della sfida di Coppa Italia con il Novara e si mangia le mani per la situazione disastrata della sua infermeria. Assaggiato ieri Mesbah come terzino sinistro in alternativa ad Antonini (in dubbio dopo la botta in testa di mercoledì), il tecnico rossonero deve scegliere le quattro maglie per la partita di domani sul sintetico del Piola tra i sei mediani sopravvissuti: Merkel, Van Bommel, Nocerino, Emanuelson, Seedorf e Ambrosini. A meno di arretrare Robinho a trequartista (con El Shaarawy davanti) per dare un po’ di respiro ai suoi dopo i 120’ di Coppa Italia. Con Boateng, Aquilani e Gattuso fuori fino a metà febbraio (l’andata con l’Arsenal è il 15), i dirigenti rossoneri potrebbero però decidere di tornare sul mercato con l’obiettivo Granero, 24enne interno di centrocampo ai margini nel Real Madrid di Josè Mourinho. L’offerta del diavolo, però, è sempre la solita: prestito fino a giugno e poi si vedrà. Ma anche in Spagna è difficile fare la spesa con le cambiali.

di Domenico Secondi

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Commenti all'articolo

  • Borgofosco

    21 Gennaio 2012 - 17:05

    Difficile capire come ragionano gli operatori nel mercato calcistico italiano. Adriano Galliani, nel calcio, è un ottimo manager. Sta tentando, l'anno scorso ci riuscì, di fare le nozze con i fichi secchi. Si arrangia come può aggrappandosi al blasone che forse attualmente è la vera ricchezza della società rossonera. Alla fine arriverà Tevez? Non sappiamo quanto questo giocatore possa giovare alla causa rossonera. La cosa certa è l'ingaggio da top player che riceverà vestendo la maglia del Milan. Dopo Ibrahimovic e Cassano, abbiamo capito che al Milan le cosiddette 'teste matte' possono integrarsi in un ambiente da sempre sotto il fuoco dei riflettori della critica. La scorza dura, della società di via Turati, può far sperare che si realizzi quello che oggi appare una mera illusione:-l'approdo in rossonero dell'Apache-. Non sarebbe così sconvolgente sotto tutti i punti di vista.

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