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Non solo calcio, l'Irlanda

gioca alla 'gaelica'

Non solo calcio, l'Irlanda
L’Irlanda sportiva non è solo quella calcistica modello Trapattoni che sfiderà l’Italia a Bari per le qualificazioni ai Mondiali in Sud Africa del 2011. L’Irlanda ha una sua lunga tradizione sociale e culturale di sport che hanno attraversato anche da protagonisti le vicende di un intero popolo, la colonia più vicina all’impero inglese, eppure la più difficile da gestire. Sarà anche per il dna di certi giochi praticati nelle province di Munster, Leinster, Connancht e Ulster: lo scontro fisico è una delle costanti che lega l’hurling, il calcio gaelico e il più britannico, ma diffusissimo, rugby.
Due sport specchio della storia - Sono i primi due però a raccontare al meglio la storia irlandese: praticati in tutti l’isola, hanno subito la “censura” inglese e governativa perché troppo patriottici. E, come nel caso del calcio gaelico, sono rimasti macchiati di sangue. Lo ricorda la canzone degli U2 “Sunday Bloody Sunday” che racconta la domenica del 21 novembre 1920, quando l’esercito britannico, per rappresaglia dopo che quella mattina 19 agenti segreti di Londra erano stati uccisi dalla forze patriottiche guidate da Michael Collins, entrò con mezzi corazzati nello stadio di Crocke Park, a Dublino, durante una partita tra le contee della capitale e di Tipperay: fu fatto fuoco sulla folla e morirono 12 spettatori oltre al giocatore del Tipperary Michael Hogan, al quale è dedicata una tribuna. Dopo l’indipendenza ottenuta il 6 dicembre 1922, le autorità irlandesi bandirono dal campo del Crocke Park qualsiasi sport britannico, un divieto caduto tre anni fa, quando nell’impianto fu riammesso il rugby in occasione del match di 6 Nazioni proprio contro l’Inghilterra. E vinto dall’Irlanda.
Le regola del calcio gaelico - Il calcio gaelico è praticato da squadre di 15 giocatori che calciano o colpiscono di pugno una palla rotonda su un campo d’erba per segnare indirizzandola tra i pali di una particolare porta ad H, come quella del rugby, che nella parte sotto la traversa assomiglia a quella del calcio vero e proprio. Se la palla passa sopra la traversa, vale un punto e viene alzata una bandiera bianca. Se invece passa sotto e finisce in rete, si tratta di un goal che vale tre punti e viene alzata una bandiera verde.
Il calcio gaelico, con le sue regole di gioco, ha influenzato – e parecchio – il football australiano.
L’hurling, il nemico pubblico inglese - Anche l’hurling ha avuto i suoi guai con la legge. Tra gli sport di squadra più veloci al mondo in termini di rapidità di gioco, è simile all’hockey su prato e ad altri sport praticate in altre regioni gaeliche: allo shinty scozzese, al cammag dell’isola di Man e al bandy gallese. Uno sport fatto di corsa e botte. Al punto che già nel tredicesimo secolo la statuto di Kilkenny vietava l’hurling per colpa dell’eccessiva violenza. Nel 1587 William Gerrarde, Lord Chancellor del gabinetto inglese (una delle cariche più prestigiose nella politica londinese, ndr), si lamentava perché i coloni inglesi nelle piantagioni della provincia di Munster lo praticavano. E nel ‘900, a ridosso dell’indipendenza, se qualche ufficiale dell’esercito di Sua Maestà beccava gli irlandesi in un campo d’erba intenti a sfidarsi, non erano esclusi scontri armati.
Le regole -
Anche in questo caso le squadre sono composte da 15 giocatori, più tre riserve, che impugnano una mazza, detta hurley o camàn, costruita tradizionalmente con la radice di un frassino e che misura tra i 64 e i 97 centimetri. L’obiettivo è di segnare più punti dell’avversario. Quando la palla è in campo, può essere giocata colpendola o sollevandola con la mazza in aria, per essere colpita al volo o raccolta in mano per non più di 4 secondi o quattro passi.
I giocatori possono essere contrastati ma non colpiti con la mazza. Tirare la maglia, lottare, spingere o sgambettare sono comportamenti vietati. Esistono molti modi per cercare il contatto, i più famosi sono:
- il blocco: un giocatore tenta di fermare un tiro avversario bloccando la palla tra la sua mazza e quella dell'altro;
- il gancio: un giocatore attacca l'avversario da dietro tentando di bloccare la mazza dell'avversario con la propria al momento del colpo;
- la spinta laterale: due giocatori che cercano entrambi la palla possono scontrarsi con le spalle per vincere il tackle.
Giusto per farsi un’idea di come gli irlandesi, calcisticamente parlando, non siano abituati a tirare indietro il piede. Gli inglesi lo sanno bene.
Dario Mazzocchi

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