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Supersfida Milan Barcellona Ibra and C: Messi alla prova

Andata dei quarti di finale di Champions. L'esame si Zlatan: in Italia mi sento a casa, ci serve la partita perfetta

Supersfida Milan Barcellona Ibra and C: Messi alla prova

C’è Milan-Barcellona, la partita che dà il voto alla stagione rossonera. Perché lo scudetto è importante, ma l’Europa in via Turati ha sempre un valore particolare. E l’uomo col peso specifico maggiore, Zlatan Ibrahimovic, ci mette la faccia.  Ibra si presenta alla conferenza stampa della vigilia e fa capire di essere pronto a tutto per raggiungere le semifinali: «Il calcio difensivo non mi piace, ma se serve per un buon risultato va bene», dice lo svedese senza mezzi termini. Zlatan sa di giocarsi tutta la sua credibilità internazionale nella sfida contro il mondo perfetto che lo ha respinto e ne approfitta per rinnegare l’esperienza spagnola. «L’Italia e la mia seconda casa, il mio futuro è qui», dice Ibra prima di illustrare il programma di stasera: «Se qualcuno avesse conosciuto i difetti del Barcellona, l’avrebbe battuto...», scherza lo svedese, «ora non si può perdere, serve una partita perfetta».

Coraggio -
Approfondisce il concetto Massimiliano Allegri, sfrontato quanto Josè Mourinho - l’ultimo allenatore a dare una cocente delusione ai blaugrana - ma deciso a non seguire le orme dello Special One: «Non dobbiamo avere paura, dobbiamo giocare con coraggio come nella seconda partita del girone», ricorda Allegri, «per passare il turno bisogna fare gol. Per le nostre caratteristiche difficilmente potremmo giocare come quell’Inter: loro erano più fisici, noi  fatichiamo a difendere vicino all’area, lo abbiamo fatto contro la Juve per 5’ e abbiamo preso gol».

Statistiche - Affidarsi alle statistiche è un gioco da perdere la testa: il Milan non ha mai perso nei quarti europei, ma il Barça passa questo turno da cinque anni consecutivi. Cinque vittorie a testa e quattro pari nella storia, con la perla del 4-0 di Atene per il Milan ma l’ultimo scontro diretto a eliminazione vinto dal Barça: la semifinale 2006 persa per un gol annullato a Shevchenko, dopo lo 0-1 dell’andata a San Siro. Un risultato forse irribaltabile oggi contro la squadra di Guardiola:  «La prima è la partita più importante», assicura Allegri, «non si può sbagliare per poi giocarci la qualificazione a Barcellona. Mi sarebbe piaciuto affrontare il Barça con la squadra al completo, ma a livello mentale la squadra sta bene».

Assenze
- Avanti all’attacco, quindi, rispettando la filosofia aziendale. Le assenze di Adriano (non convocato) e Abidal (forse operato domani) aiuteranno Bonera a concentrarsi su Iniesta. E il Milan potrà sfondare con Nocerino proprio sul fronte sinistro dei blaugrana, dove si piazzerà l’eterno Puyol. Ma sarà l’attacco rossonero, innescato dal talento di Seedorf, a dover fare la differenza contro Mascherano - che resta un centrocampista adattato e dovrà vedersela con la velocità di Robinho - e Piquè, che è rientrato nelle grazie di Guardiola ma non è ancora al top della forma. É passato tanto tempo dalla foto galeotta che ritraeva Gerard e Zlatan in una posa affettuosa a Barcellona. L’appuntamento tra i due si rinnova per le 20.45 (su Sky visibile anche in 3D), ma stavolta non ci sarà spazio per l’amicizia: Ibra non può guardare in faccia a nessuno.
di Francesco Perugini

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Commenti all'articolo

  • granchiorossonero

    28 Marzo 2012 - 16:04

    Oh si, e' tutto vero , Zlatan e' un fuoriclasse , non si discute , ha una enorme media realizzativa ,piu' di Sheva e Van Basten, classe da vendere. E' insostituibile ,e' mitico e bla bla...peccato che nelle partite topiche il nostro eroe scompaia, dando di se' un'immagine sbiadita ,fumosa e spesso irascibile.Vediamo se stasera sara' pronto a smentirmi. E' facile fare il duro contro il Chievo o il Cesena. Baci.

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  • Borgofosco

    28 Marzo 2012 - 14:02

    Ci sono cose nel calcio che non sono spiegabili con la logica. Zlatan Ibrahimovic è un mistero che si sta svelando mano a mano che passa il tempo. Eppure Freud forse ci spiegherebbe che la sua presunta arroganza altro non è che una timidezza mal celata. Lo si vede quando risponde alle domande provocatorie e quando abbassa gli occhi quasi a cercare una risposta logica alle solite stupide domande. Lo svedese è un fenomeno, con quel fisico e quelle movenze, forse mutuate dalle tecniche di arti marziali, rende semplici cose apparentemente impossibili ai comuni calciatori. Ha trovato il suo habitat nel Milan che ha grandi tradizioni di centravanti fantastici : Gunnar Nordahl e Marco Van Basten su tutti. Ma ciò che stupisce è che Zlatan ha anche movenze e visione di gioco alla Schiaffino o Rivera. Un fenomeno svedese venuto a rinverdire la grande tradizione del trio più famoso della storia rossonera: Gren, Nordahl e Liedholm!

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