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Scommesse, Masiello confessa "Il mio autogol era voluto"

Calciomarcio, arrestato l'ex barese ed altre due persone. Nel ministro più incontri. Abete: "Tolleranza zero e tempi rapidi nei processi"

Scommesse, Masiello confessa "Il mio autogol era voluto"

Nuovi arresti a scuotere il mondo del calcio. Gli ordini di custodia cautelare sono stati emessi nell'ambito dell'indagine sul calcio scommesse condotte dalla procura della Repubblica di Bari. I carabinieri del comando provinciale del capoluogo pugliese stanno eseguendo dei provvedimenti restrittivi, tra i quali uno nei confronti di un calciatore di serie A. In manette anche Andrea Masiello, ora all'Atalanta, che è stato arrestato dai carabinieri (guarda il gol incriminato del derby Bari-Lecce del 15 maggio 2011).  Lo stesso Masiello, ha ammesso davanti ai magistrati poche ore prima dell'arresto di aver segnato apposta l'autogol nel derby contro il Lecce. "Quando il risultato era sullo 0-1 ho sfruttato un'occasione che mi si è posta per poter cristallizzare definitivamente l'esito di sconfitta per il Bari e poter quindi ottenere il pagamento promessomi, realizzando così l'autogol con cui si è concluso l'incontro".

Abete: "Tolleranza zero" - Sulla vicenda è interventuo il presidente della Figc, Giancarlo Abete, che ha annunciato "tolleranza zero e processi sportivi in tempi rapidi per fare pulizia e individuare tutte le responsabilità: entro fine aprile, come già detto, arriveranno i primi deferimenti della Procura federale sul filone dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Cremona, e sono già programmate nuove audizioni".

Altri arresti - Le forze dell'ordine hanno condotto in carcere anche due amici scommettitori di Andrea Masiello, Giovanni Carella e Fabio Giacobbe, che sono ritenuti complici delle combine di alcune delle partite disputate dal Bari nello scorso campionato di Serie A. L'accusa ai tre è quella di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva.

Match nel mirino - Nel dettaglio sono una ventina le persone indagate a Bari nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse. Tra di loro ben nove ex calciatori biancorossi, coinvolti nella persunta combine di nove partite dello scorso campionato di Serie A. Tra le partite finite nel mirino degli inquirenti c'è anche il derby di Puglia, Bari-Lecce, finito 0-2 (con un clamoroso autogol di Masiello) e che permise ai giallorossi di centrare la salvezza proprio nello scontro contro i rivali del Bari, che erano già retrocessi in Serie B.

Gli indagati - Tra gli ex calciatori biancorossi indagati a Bari ci sono Daniele Portanova (difensore titolare del Bologna), Alessandro Parisi (Torino), Simone Bentivoglio, Marco Rossi, Abdelkader Ghezzal, Marco Esposito, Antonio Bellavista e Nicola Belmonte. E ancora, nel registro degli indagati sono stati scritti anche i nomi del factotum barese Angelo Iacovelli, tre ristoratori (Nico De Tullio, Onofrio De Benedictis e Francesco De Napoli), tutti ritenuti complici dei calciatori. Indagati anche altri amici dei giocatori: Arianna Pinto, Giovanni Carella, Fabio Giacobbe, lo 'zingaro' Victor Kondic, Leonardo Picci e l'albanese Armand Caca.

 

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Commenti all'articolo

  • labirinth

    02 Aprile 2012 - 17:05

    recuperare 30 metri, prendere un tiro a volo e mandarla a 10 centimetri dal palo , per me è un minimaradona. Siamo sicuri che la scommessa fosse su quella partita?

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  • Borgofosco

    02 Aprile 2012 - 10:10

    Sta emergendo quello che gli spettatori più attenti avevano carpito nei comportamenti di alcuni calciatori che pareva giocassero per i loro avversari. Comportamenti che si sono visti a Catania, però compiuti da un guardialinee, da chi pareva volesse ad ogni costo interrompere azioni regolari di una squadra oppure favorire reti dell'altra squadra. Se questo è il calcio e questi sono gli attori(meglio definirli malfattori) che lo rappresentano allora questo spettacolo immorale è giunto al suo epilogo. Il facile ed effimero arricchimento, derivato dal denaro 'trovato' in modo illecito nell'esercizio della propria professione, è sempre stato il tallone d'Achille dello spettacolo calcistico. Le conseguenze hanno comportato il collegamento di avidi e vanitosi con ambienti malavitosi. A volte i protagonisti, del calcio, avevano comportamenti più che sospetti. Che la malavita tentasse di acquisire questi 'citrulli' era prevedibile. Sta iniziando la fine di questo spettacolo sportivo?

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