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Fra manipolazione e percezione le sfide della robotica industriale

Fra manipolazione e percezione le sfide della robotica industriale

Parma, 16 mar. (Labitalia) - RoDyMan ha imparato a fare la pizza e a infornarla, mentre Tomm è in grado di smistare le arance riconoscendo quelle da scartare. Non parliamo di operatori umani, ma di robot creati per raccontare, attraverso il gioco, le sfide e l’avanzamento delle capacità nell’ambito produttivo. Temi che trovano ampio spazio all’interno di 'Robot Forum', l’evento sulla robotica che, oggi a Parma, darà l’opportunità di riflettere sul futuro della robotica industriale, attraverso la presentazione di progetti di ricerca italiani e le esperienze di altri paesi europei, che hanno come obiettivo quello di studiare le innovazioni in ambito di manipolazione e controllo, sensoristica e percezione, per migliorare l’interazione uomo-robot sia dal punto di vista cognitivo sia da quello fisico.

Tra le sfide che la ricerca applicata in robotica si trova ad affrontare, infatti, c’è la centralità dell’uomo: i robot sono un aiuto a supporto dell’uomo e il loro obiettivo è quello di creare nuova occupazione e migliorare il lavoro. Secondo uno studio commissionato dall’International Federation of Robotics (Ifr), nel mondo, saranno infatti tra i 10 e i 14 milioni i posti di lavoro generati dai robot nel 2020.

Una prospettiva quanto mai rassicurante se si tiene conto che l'Italia è il secondo mercato europeo per la robotica ed è fra le prime dieci nazioni al mondo per tasso di robotizzazione (sono 155 i robot ogni 10mila addetti). Ma, per essere realmente d’aiuto, i robot del futuro devono avere una capacità di manipolazione, di visione, di comprensione dell’ambiente circostante pari a quelle umane, così da poter effettuare operazioni sempre più sofisticate e supportare l’operatore.

La pratica di fabbrica e di montaggio può sembrare molto semplice, ma inserire viti, montare la gomma, incastrare componenti, selezionare cosa afferrare da cassoni, capire in autonomia se il montaggio è riuscito sono tutte operazioni 'intelligenti' e difficili per i robot. Fino ad oggi. Le capacità di manipolazione di oggetti morbidi, che cambiano forma, infatti, apre scenari di utilizzo prima impensabili per macchine automatiche.

RoDyMan, progetto guidato da Bruno Siciliano, dell’Università di Napoli Federico II, è un robot dalle sembianze antropiche con una capacità di modellazione e manipolazione paragonabili a quelle umane. Tomm nasce, invece, dal progetto olandese Factory in a Day creato con l’obiettivo di supportare le pmi, fornendo sistemi robotici dotati di pezzi customizzati stampati in 3D, implementabili in un giorno a costi ridotti e perciò adottabili anche dalle imprese più piccole in momenti di carico eccessivo.

Nel progetto Four-by-Three, coordinato da Iñaki Maurtua della fondazione spagnola Tekniker, è la creazione di un robot on demand per i propri scopi di fabbrica, a offrire nuove opportunità di utilizzo. Una composizione di raffinate capacità sensoriali, facilità di programmazione e utilizzo, sicurezza, che testimoniano il grande movimento a livello europeo: come testimoniano i risultati di Focus, il progetto Eu che supervisiona i risultati effettivamente generati dalla ricerca applicata, che saranno presentati a 'Robot Forum' per dare uno sguardo sulle varie iniziative di innovazione.

A 'Robot Forum', poi, non mancano i centri di ricerca italiani che studiano le tecnologie di grasping intelligente, di visione, di micromanipolazione, di ragionamento. Remo Sala, del Politecnico di Milano, affronta il tema della visione artificiale, mentre la micromanipolazione e la sfida dell’assemblaggio di componenti microscopici sono al centro dell’intervento di Irene Fassi. dell’Itia Cnr. Marco Gabiccini, del centro E. Piaggio dell’Università di Pisa, parla di ‘Grasping with Soft Hands’.

La centralità dell'uomo è discussa con le tecnologie della realtà aumentata per incrementare l’efficienza nel montaggio da Gino Dini, dell'Università di Pisa. Le grandi opportunità della robotica collaborativa dal punto di vista della facilità di addestramento e controllo sono i temi dell’intervento di Cesare Fantuzzi e Cristian Secchi, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, mentre sul tema della sicurezza in robotica e coinvolgimento degli operatori fa il punto Federico Vicentini, sempre dell'Itia Cnr.

In Italia sono molte le realtà che si dedicano alla ricerca applicata in robotica: il Cluster Fabbrica Intelligente ha l’obbiettivo di aggregarle, creando opportunità di trasferimento tecnologico, sostenendo un’imprenditorialità intelligente e sostenibile, supportando attività di previsione tecnologica a livello regionale, nazionale, internazionale nel settore della fabbrica intelligente e la crescita del capitale umano. 'Robot Forum' è perciò l’occasione per mostrare come l’uso della robotica e la sua progressiva antropomorfizzazione siano un vantaggio incalcolabile per le pmi del manifatturiero italiano, chiamate ad affrontare la sfida di fabbriche che diventano intelligenti e di mercati che si fanno sempre più competitivi.

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