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BREXIT

Conseguenze e possibili scenari futuri del Brexit

Conseguenze e possibili scenari futuri del Brexit

 

È passato poco più di un mese dal terremoto causato dall'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea: la Brexit.

Dopo una prima fase di turbolenze economiche e politiche, la sterlina è crollata e David Cameron si è dimesso, la situazione è andata pian piano migliorando lasciando presagire che tutto sarebbe tornato alla normalità. Ma come sta reagendo veramente l’economia europea? Quali paesi hanno risentito di più di questa importante decisione? Abbiamo chiesto un parere ad Emanuele Rigo, trader analista di AvaTrade (broker finanziario internazionale), un parere personale su quale sia la situazione attuale, in che direzione si sta dirigendo l’Europa e in particolare l’Italia.

Emanuele, quali sono state le conseguenze principali di questo famoso referendum?

Sicuramente incertezza. La mattina seguente al referendum l’Europa intera (e non solo) si è svegliata senza più alcune certezze che la caratterizzavano da tanti anni. Nel 1973 il regno Unito è entrato a far parte della Comunità economica europea (Cee) e nel '92 firmò il trattato di Maastricht (il Regno unito è uno dei paesi fondatori), e nonostante non avesse aderito alla moneta unica era comunque parte integrante del continente con un notevole peso politico-economico.

 

Che ripercussioni ha avuto la Brexit dal punto di vista politico?

Una forte instabilità politica ha scosso i vari paesi europei andando a rafforzare alcuni partiti anti-Europa. Questo rischia di provocare maggiore apprensione perché se tali partiti andassero al potere si rischierebbe di indebolire ancora di più' l'esistenza di un’Europa unita. 

 

Dal punto di vista economico invece?

Dal punto di vista economico le ripercussioni sono state importanti. Mario Draghi ha dichiarato che la Brexit potrebbe costare all’Eurozona fino allo 0.3% del PIL il che non aiuta la ripresa di un continente già in affanno.

La sterlina è quella che ha subito le perdite maggiori, il cambio GBP/EUR da 1.31 precedente al referendum è attualmente a 1.19. Peggio ancora la situazione della sterlina nei confronti del dollaro (scesa ai minimi da 30 anni). Una valuta debole avrà comunque il beneficio di aumentarne le esportazioni.

La prima vittima del "leave" è dunque proprio l'economia inglese a punto di entrare in una crisi simile a quella della bolla finanziaria del 2009.

L'euro dopo una prima fase di rafforzamento sul dollaro sembra iniziare ad accusare il colpo, attualmente è stabile intorno alla soglia del 1.10, importante fase di tenuta che se dovesse essere rotta potrebbe avvicinare il dollaro alla tanto nominata parità.

Per il momento comunque regna la cautela e non sono previste grosse manovre economiche per dare un segnale forte all’economia. Anche la BCE pochi giorni fa ha deciso di lasciare tassi e QE invariati in quanto, per il momento, preferisce valutare meglio gli sviluppi della Brexit. 

 

Cosa pensi che succederà nel futuro prossimo?

Credo che sarà importante vedere quali posizioni decideranno di prendere i vari governi nazionali per normalizzare la situazione. Per adesso si è vista una volontà generale di intervenire per sostenere il sistema bancario (L’UE potrebbe appoggiare il governo Italiano nel sostegno alle banche in crisi di liquidità). Se i governanti riusciranno a dare risposte adeguate ai propri cittadini a livello europeo, in particolare su temi come welfare, immigrazione e crescita economica allora la credibilità di un continente unito aumenterà e questo aiuterà a superare la situazione di stallo attuale.

E l’Italia?

Escludo che l’Italia possa intraprendere un cammino simile a quello del Regno Unito.

La situazione economica in Italia era già abbastanza critica già da prima del referendum: la crescita economica è minima, la disoccupazione altissima e le sue merci non sono più competitive come una volta. La Quitaly (l’addio dell’Italia all’Euro) darebbe un ulteriore colpo dal quale sarebbe difficile riprendersi. Credo che ci vorrà almeno un anno per smaltire gli effetti della Brexit e ritrovare una certa stabilità, fino ad allora l’economia non regalerà grosse sorprese.

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Commenti all'articolo

  • burago426

    03 Agosto 2016 - 00:12

    non siamo competitivi?Con un salario dimezzato in confronto al costo della vita raddoppiato?Un kg di mele costava 2000 lire e 500 quelle in offerta. Secondo voi se lo paragoniamo allo stipendio di oggi le troviamo ad un euro circa e 25 cent quelle in offerta?Certo di no.Se poi ci mettiamo pure che chi lavora oggi sono in maggioranza stranieri che guadagnano ancora la metà di noi, allora chi ciula?

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  • burago426

    02 Agosto 2016 - 23:11

    Se i governanti riusciranno a dare risposte adeguate ai propri cittadini a livello europeo, in particolare su temi come welfare, immigrazione e crescita economica allora la credibilità bla bla bla.E quindi?Dovremmo prenderci più migranti pensare come assisterli tutto sul nostro groppone e dare bonus ed incentivi alle famiglie straniere?Magari pagando a caro prezzo andando in pensione a 75 anni?

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  • Vittori0

    01 Agosto 2016 - 17:05

    ...che peso si sono tolti gli inglesi!!

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