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Nel mondo 30 milioni di elettro-ciclisti, un trend sempre più in crescita

Sostenibilita

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Roma, 11 apr. - (Adnkronos) - Caro benzina, assicurazione e tasse spingono il mercato delle bici elettriche; in Italia lo scorso anno se ne sono vendute circa 50 mila ed anche per quest'anno le prospettive sembrano positive. Un trend che non è solo del nostro paese ma che ha contagiato tutto il mondo dove entro quest'anno si dovrebbe arrivare a 30 milioni di biciclette a pedalata assistita.

Secondo il rapporto della Pike Research ''Biciclette Elettriche - Opportunità sui mercati mondiali, Ostacoli, Innovazioni tenologiche e Domanda'' il boom della bici elettrica nasce dalla crescente urbanizzazione, dalla congestione delle grandi necessità e dalla necessità di potersi spostare spendendo poco. Sul mercato la parte del leone la fa e la farà la Cina dove nel 2018, su un totale mondiale di 47 milioni (ma uno scenario più aggressivo prevede il circolante a 51 milioni), ci saranno 42 milioni di e-bicycle. Un numero che porterà la Cina ad assorbire l'89% del mercato. Il business, a livello mondiale, sarà di 6,9 miliardi di dollari quest'anno e crescerà fino 11,9 miliardi nel 2018.

Il mercato è molto ampio ed i prezzi, relativamente contenuti favoriscono l'ingresso di nuovi soggetti. In Italia è abbastanza diffusa la bici ''trasformata'', si acquista un kit, batteria, motore e cavi, che si monta con una relativa facilità sulla bici normale; il costo varia dai 400 ai 900 euro ma, in questo caso, conviene comprare direttamente un modello elettrico, magari rivendendo la bici ''muscolare'' che continua ad avere una grande richiesta. Sempre restando sui prezzi, ci sono anche biciclette elettriche super accessoriate e firmate che arrivano fino a 3000 euro.

A parte il design, la differenza di prezzo la fa la batteria, quella a piombo, ormai quasi in disuso, pesa di più, dura e costa di meno. Quelle agli ioni di litio invece pesano meno, durano e costano di più. La differenza è nell'ordine di 3/400 euro. Una buona batteria comunque conviene per due motivi: consente autonomie più lunghe (fino a 90 chilometri in alcuni casi) e pesa molto meno, una bella differenza che si apprezza quando si resta a secco di carica e si deve spingere sui pedali. Una biciletta elettrica con batterie al litio pesa infatti circa 25 chili, una con batterie al piombo può arrivare anche a pesare 10 chili in più.

Attualmente, da un punto di vista legislativo, non ci sono norme particolari che regolino la circolazione delle e-bicycle, gli unici vincoli sono la velocità che non può essere superiore ai 25 chilometri all'ora ed il motore che non deve avere più di 250 watt di potenza; le turbo modifiche -diffusissime- sono quindi vietate e possono portare al sequestro del mezzo. Per uscire fuori dai dubbi, c'è da ricordare che la bicicletta elettrica in Italia si chiama bicicletta a pedalata assistita non a caso: il motore elettrico deve funzionare solo come coadiuvante della pedalata. Se il motore fa andare la bicicletta anche quando non si pedala allora la bici si trasforma in motoveicolo, con tutto quelle che ne deriva. Attenzione quindi ai kit provenienti dall'estero, magari dai quei paesi dove non ci sono limitazioni di potenza, montarli sulla bici è illegale.

L'assicurazione non è obbligatoria, ma è meglio farla, sia per assicurare la bici contro il furto (in crescita) che contro i danni a terzi. Il costo è sui 70/80 euro all'anno. Non è obbligatorio neanche il casco ma sarebbe opportuno che lo diventasse: l'Italia è al terzo posto in Europa per numero di ciclcisti morti sulle strade, ben 263 nel 2010, il 6% del totale delle vittime dei pirati della strada. Peggio di noi solo la Germania, con 462 morti e la Polonia con 280.

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