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No dell'India ai cerificati ETS per gli aerei

Sostenibilita

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Nuova Delhi, 12 apr. -(Adnkronos) - La decisione europea di 'tassare' le emissioni di Co2 provocate dagli aerei che sorvolano lo spazio aereo della Comunità, attraverso l'acquisto da parte delle compagnie interessate dei certificati ETS, continua a suscitare proteste. Ad aggiungersi all'elenco dei contrari il Governo indiano che ha formalmente vietato alle compagnie aeree di acquistare i certificati. Il ministro dell'Ambiente di Nuova Delhi, Jayanthi Natarajan, ha affermato ieri che ''la decisione europea di fatto mette in crisi gli accordi internazionali sulle misure da prendere per fronteggiare il problemi derivanti dal cambiamento climatico''. Secondo il ministro quella degli Ets è ''una misura unilaterale'' che avrebbe dovuto essere discussa tra tutti i Paesi interessati.

La replica europea è venuta da Isaac Valero-Ladron, uno dei portavoce della Comunità che nel ribadire che sono ormai più di 10 anni che all'Onu si discute del problema, ha aggiunto che ''l'Europa sta già procedendo in una politica di riduzione delle emissioni più di ogni altro Paese e l'introduzione dei certificati ETS non può essere semplicemente visto come una misura unilaterale perché comunque va verso la direzione di una riduzione delle emissioni auspicata da tutti''.

La nuova normativa europea sulle emissioni prevede che ogni compagnia aerea paghi una multa di 100euro per ogni tonnellata di anidride carbonica emessa ed a fronte della quale non abbia restituito il certificato ETS precedentemente acquistato. In caso di recidiva la UE si riserva di vietare i suoi aeroporti alle compagnie non in regola. La contestazione alla misura europea nasce anche dal fatto che la tassa si applica conteggiando anche le emissioni degli aerei avvenute fuori dal territorio europeo.

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