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Forte impegno di Informatici senza Frontiere contro il 'digital divide'

Sostenibilita

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Roma, 13 apr. (Adnkronos) - "La comunità internazionale si mobiliti per garantire ai paesi poveri l'accesso alle tecnologie. Solo così si avrà la democrazia digitale". Questo l'invito lanciato da Kofi Annan nel 2005, in occasione della conferenza generale Onu. A sette anni di distanza, la diffusione delle conoscenze informatiche ha fatto grandi passi in avanti, complici soprattutto social network, smartphone, tablet e compagnia bella. Eppure, ancora oggi circa un terzo degli italiani non ha accesso alle tecnologie informatiche: si tratta soprattutto di over 60 (15 milioni di individui) e fasce deboli o disagiate della popolazione, dai detenuti ai tossicodipendenti.

Un'intera popolazione che si contrappone alla nuova generazione di ''nativi digitali'', cioè chi fin dai primi anni ha dimestichezza con le tecnologie. Le stime sono di Informatici senza Frontiere (Isf), onlus che si occupa proprio di 'digital divide' (divario digitale), cercando di colmare la distanza tra chi utilizza normalmente la tecnologia e chi invece è tagliato fuori "per motivi anagrafici o economici", spiega all'Adnkronos Antonio Savarese, responsabile comunicazione di Isf.

Convinti che le tecnologie informatiche possano offrire opportunità concrete di crescita e miglioramento nella vita di tutti, domani 14 aprile gli Informatici senza Frontiere si riuniranno a Pisa in occasione dell'assemblea nazionale che ospiterà il seminario ''Equo e digitale'', nel quale illustreranno problemi e vantaggi dell'utilizzo delle moderne tecnologie nella realizzazione di progetti di volontariato.

Nati nel 2005 per iniziativa di un gruppo di manager veneti del settore informatico con il pallino del volontariato, gli Informatici senza Frontiere agiscono in situazioni di emarginazione e difficoltà, in Italia e nei Paesi in via di sviluppo, con corsi di alfabetizzazione informatica nelle carceri, negli ospedali, tra persone che vivono situazioni di emarginazione e disagio e realizzando sistemi informativi in realtà particolari.

Tra i loro progetti, "quello con Telecom Italia, 'Navigare insieme' - spiega Savarese - che vede ragazzi di tutta Italia insegnare agli anziani ad usare il pc e a navigare. I 'nonni' poi possono utilizzare le palestre informatiche nelle quali Telecom Italia mette a disposizine i pc per esercitarsi".

Poi c'è il progetto nato nel reparto di lungodegenza infantile dell'ospedale di Brescia, dove i bambini possono utilizzare un'aula informatica per comunicare con parenti e amici, giocare o seguire a distanza le lezioni scolastiche (Scuole senza Frontiere); o quello dedicato agli ospedali rurali africani, dove sono stati realizzati software open source, semplici e gratuiti, come "Open Hospital" che permette a piccole realtà ospedaliere di gestire il flusso dei pazienti e dei medicinali.

Da una parte, quindi, Informatici senza Frontiere si occupa di realizzare supporti Itc (sistemi informativi, sviluppo software, realizzazione di reti) in realtà disagiate; dall'altra, di avviare attività di formazione informatica. Tra queste, c'è il progetto di Scampia ''Il giardino dai mille colori'' realizzato in collaborazione con le Suore della Misericordia per 'rubare' alla strada i bambini tra i 6 e i 9 anni, insegnando loro le basi dell'informatica. E poi corsi per detenuti e nelle comunità di recupero.

Oggi Isf conta circa 300 soci da tutta Italia e oltre 5.000 persone che partecipano a vari livelli al progetto. Per sostenere le loro iniziative si può agire in diversi modi: devolvendo alla onlus il 5 per mille (http://www.informaticisenzafrontiere.org), donando il proprio tempo, se si hanno conoscenze informatiche, oppure regalando i pc dismessi o malfunzionanti che Isf rimette in sesto e utilizza nei progetti.

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