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Con l'adozione dei decreti per le rinnovabili il colpo di grazia alle aziende

Sostenibilita

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Roma, 13 apr. (Adnkronos) - L'adozione dei decreti attuativi "sarà il colpo di grazia alle aziende del comparto delle rinnovabili e dell'efficienza energetica che rischieranno in molti casi il fallimento, con le evidenti e pesanti ricadute occupazionali, e darà l'addio definitivo ai capitali stranieri che in questo contesto certamente non sceglieranno il nostro Paese, pregiudicandone lo sviluppo". E' la posizione di Anev, Aper e Ises Italia che in un comunicato congiunto lamentano il mancato confronto con il Governo, atteso prima dell'invio dei decreti alla Conferenza Unificata Stato Regioni e all'Aeeg per i pareri di competenza.

Le tre associazioni per le rinnovabili sottolineano di aver chiesto da tempo al Governo un confronto, tanto da aver "già organizzato un incontro con i ministeri competenti per il 18 aprile prossimo", si legge nel comunicato. A questo si aggiunge che "i provvedimenti annunciati, se venissero adottati, non consentirebbero certo di passare dal 26% al 35% di energia elettrica da fonti rinnovabili (nel 2020), ma addirittura rischiano di invertire la tendenza".

"Infatti - proseguono le tre associazioni - non solo non è stata prevista nessuna misura di semplificazione volta a ridurre gli 'extra costi' subiti dal settore a causa della burocrazia, ma addirittura sono stati introdotti ulteriori meccanismi quali le aste, i contingenti annuali di potenza per i nuovi impianti e per i rifacimenti di quelli esistenti, l'introduzione dei registri anche per gli impianti di piccola taglia, l'imposizione di gabelle aggiuntive per il funzionamento del Gse, oltre, e non meno importante, a livelli di incentivazione insufficienti".

Misure che "contrastano palesemente con gli obiettivi europei sia in tema di energie rinnovabili sia di efficienza energetica, e ancor di più con quelli annunciati dal Governo", alle quali si aggiunge il "rinvio del pagamento dei Certificati Verdi riferiti alla produzione elettrica effettivamente immessa in rete negli anni passati, pagamento che deve essere effettuato a giugno di quest'anno e che, come ha dichiarato il Capo Dipartimento del Mise Senni, sarebbe da attribuire a 'un problema di cassa', quasi a voler ipotizzare uno stato di insolvenza del Gse".

Al comunicato congiunto, aderiscono altre 11 associazioni di categoria, Legambiente e Greenpeace.

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