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A Roma si manifesta per salvare le energie pulite

Sostenibilita

Roma, 18 apr. - (Adnkronos) - ?Più sole e meno carbone?. Fotovoltaico: perchè bloccarlo ora?...
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Roma, 18 apr. - (Adnkronos) - ?Più sole e meno carbone?. Fotovoltaico: perchè bloccarlo ora?...

Roma, 18 apr. - (Adnkronos) - ?Più sole e meno carbone?. Fotovoltaico: perchè bloccarlo ora? ?Sono solo alcuni degli striscioni presenti alla manifestazione del settore rinnovabili che ha riempito la piazza di Montecitorio a Roma contro il tagli agli incentivi previsti dai decreti del ministero dello Sviluppo Economico. Associazioni ambientaliste, imprenditori e sigle di rappresentanza del settore, tutti insieme per chiedere al governo di riaprire il confronto sui decreti. Il Governo e in particolare il ministro Passera, spiega il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini, "hanno sbagliato nel metodo approvando i decreti senza alcun confronto con le associazioni di settore, e nel merito perché i testi sono pieni di impedimenti burocratici e di barriere agli investimenti che avrebbero l'effetto di fermare i successi realizzati in questi anni". (FOTO -

La situazione, secondo la nuova Assosolare è già critica adesso senza gli ulteriori tagli: "Sono tre mesi che non si fanno nuovi impianti fotovoltaici. Già con le tariffe di oggi, dunque, non ce la facciamo, figuriamoci con un ulteriore taglio del 50%" spiegano i due coordinatori della nuova Assosolare, Gianni Chianetta e Massimo Sapienza scesi anche loro in piazza. Con questi decreti, aggiungono, "si parla di circa 60 mila occupati a rischio". Per non parlare poi dei problemi relativi al registro per gli impianti piccoli: "Siamo nel paese della burocrazia. Il registro viene applicato ad impianti di piccola taglia, ossia di 12Kw mentre ad oggi il tetto è di 1000 Kw". Per capire: "si deve iscrivere al registro anche un impianto fotovoltaico di una villetta bifamiliare".

Situazione leggermente diversa per l'eolico. "Non manifestiamo contro i tagli agli incentivi, ma manifestiamo contro i tagli retroattivi agli incentivi"afferma Simone Togni, presidente Anev sottolinenado che "purtroppo nella bozza di decretro in discussione sono state introdotte retroattivamente delle previsioni e in particolare non viene più garantito il pagamento dell'energia elettrica che gli operatori dell'eolico hanno prodotto lo scorso anno". Per Togni "questo atteggiamento è grave e configura un rischio default del nostro Paese".

Il settore dell'eolico, aggiunge Togni, "oggi conta 40.000 posti di lavoro nel nostro Paese. Con questi decreti ne sono a rischio già 5.000 nei prossimi due mesi, ai quali si aggiungeranno le ripercussioni sull'indotto. Dobbiamo far comprendere al Governo che non investire sull'eolico vuol dire non investire sul futuro". La mobilitazione continuerà nelle prossime settimane per chiedere a Parlamento e amministrazioni regionali di impegnarsi per la modifica dei decreti, in particolare nel passaggio decisivo in conferenza Stato-Regioni. "Ho parlato con l'assessore regionale del Piemonte, Massimo Giordano, che coordina lo Stato-Regioni per il settore energia e gli ho chiesto che la conferenza faccia quello che il governo non ha avuto il coraggio di fare. Riapra la trattativa con le realtà del settore, valuti le richieste e stabilisca di cambiare il decreto altrimenti si rischi di paralizzare un settore" afferma Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell'Ambiente e presidente della Fondazione Univerde aggiungendo che non si possono ignorare le richieste degli italiani: "Il 90% dei nostri connazionali vuole più energia solare e la maggioranza boccia il taglio degli incentivi".

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