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Solo un'impresa su dieci ha il welfare aziendale, 'colpa' della crisi economica

Sostenibilita

Milano, 18 apr. (Adnkronos/Labitalia) - Solo un'azienda su 10 possiede il welfare aziendale,...
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Milano, 18 apr. (Adnkronos/Labitalia) - Solo un'azienda su 10 possiede il welfare aziendale,...

Milano, 18 apr. (Adnkronos/Labitalia) - Solo un'azienda su 10 possiede il welfare aziendale, sebbene una ricerca effettuata da AstraRicerche e Duepuntozero Doxa, su un campione di 840 manager e 672 italiani, dichiari che il 92% dei lavoratori e l'85% dei manager ritiene che avere il company welfare in azienda sia utile per migliorare il benessere e la produttività dei lavoratori e quindi dell'azienda.

E' quanto emerge dalla conferenza 'Welfare in azienda: tra conciliazione, benessere e produttività', organizzata da Manageritalia a Milano. Molti, però, non sanno precisamente in cosa si traduce il company welfare in azienda.

Il welfare aziendale consiste in quelle pratiche organizzative e di servizi che consentono di migliorare la vita in ufficio, in famiglia e nella quotidianità. Più nello specifico si tratta della possibilità di scegliere il part time o, il congedo, telelavoro, congedo parentale, per quanto riguarda i bisogni individuali. Per i bisogni sociali si traduce nella possibilità di avere farmacie o parfarmacie in azienda, servizi finanziari, prevenzione salute familiari, asilo nido baby sitter e disbrigo paratiche.

Questo modello virtuoso, in realtà non è molto semplice da applicare. Su 840 manager intervistati via web a marzo, alla domanda perché la propria azienda non applicasse il welfare aziendale, il 26% ha risposto dicendo che non è il momento opportuno, dunque 'incolpando' la contingenza economica, ma, il 20% dichiara di non averci mai pensato, dunque, la mancata applicazione non è solo frutto della crisi economica globale bensì di uno scarso interesse in merito. Proseguendo, il 15% afferma che costa troppo e il 7% non lo ritiene utile. Eppure questo dato cozza con le risposte fornite dal 92% dei lavoratori intervistati. Inoltre l'applicazione di questo metodo, consentirebbe secondo il 78% dei manager e l'80% dei dipendenti, di pagare i lavoratori in modo più utile e economico, andando oltre l'aspetto monetario.

Franca Maino, ricercatrice in scienza politica presso il dipartimento di studi del lavoro e del welfare dell'università degli studi di Milano, dice che la politica del welfare che si è avuta a partire dagli anni '90 si è rivelata inefficace poichè ''nonostante 15 anni di riforme per la spesa sociale'' la situazione ''non è cambiata'', i vari squilibri tra investimenti e rendimenti non sono ancora stati sanati.

Ma a faticare per applicare il company welfare risultano le pmi a causa dei costi elevati, è quanto dichiara il 70% dei manager e il 79% degli italiani. Ma, a fronte, emerge anche un dato che potrebbe essere significativo, il 76% dei manager e il 68% dei dipendenti dichiara che questa forma aziendale non viene applicata per motivi culturali, dunque si tratterebbe di svecchiare le politiche che hanno governato le aziende fino adesso.

Un ruolo importante per l'applicazione potrebbero essere i sindacati, come dice Marisa Montegiove, vice presidente federale Manageritalia e responsabile gruppo donne manager Manageritalia Milano, a margine della conferenza ''il ruolo del sindacato è fondamentale, lo abbiamo visto anche dai risultati di questa ricerca che abbiamo fatto''.

E parlando in particolare di Manageritalia prosegue sottolineando che ''specialmente negli ultimi tempi ha mostrato una grande sensibilità verso quelle che sono le problematiche del lavoro, e di quelli che sono i nostri problemi di categoria, le nostre aspettative, abbiamo cercato di guardare fuori dal nostro mondo perché come manager riteniamo di aver un ruolo nel sociale, e dunque parlando di company welfare, ovviamente utilizziamo i manager, nostri associati, per estendere queste politiche''.

Diversi sono gli esponenti intervenuti alla conferenza:Luigi Catalucci, presidente Manageritalia Milano; Marisa Montegiove, vice presidente federale Manageritalia e responsabile gruppo donne manager Manageritalia Milano; Giovanna Rossi, professore ordinario di sociologia della famiglia e dei servizi alla persona; Franca Maino, ricercatrice in scienza politica presso il dipartimento di studi del lavoro e del welfare dell'università degli studi di Milano; Linda Luara Sabbadini, direttore dipartimento per le statistiche sociali e ambientali Istat e Edvige Della Torre, gruppo donne manager responsabile progetto company welfare. A seguire esempi di diverse modalita' di applicazione del company welfare in azienda.

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