Cerca

alpini

Libero CD

DA CAPORETTO AL PIAVE

Anno 2017

LE CANZONI DELLA GRANDE GUERRA NEI MIEI RICORDI

“Se avete fame guardate lontano, se avete sete la tazza alla mano sarà la neve che vi disseterà”. Quando ho imparato questa canzone Monte Canino, avevo cinque anni e mio padre, mi ricordava che la cantavo con lui sul sellino della bicicletta mentre mi portava sul traghetto sull’Adige a Villa Bartolomea, dove insegnava nel pomeriggio ai contadini analfabeti. Eravamo alla fine degli anni cinquanta. Quel viaggio in bicicletta, a primavera inoltrata, era per me una grande attesa ed una grande gioia e mio padre mi cantava per tutto il tempo, tra un silenzio e una sbuffata, le canzoni della Grande Guerra. Questi ricordi e queste canzoni mi hanno sempre dato un senso di appartenenza e di identità profonda e questo mi dava sicurezza e serenità. Mio nonno, che era il patriarca, il nostro capo tribù, aveva combattuto sul Piave, ma non parlava mai delle guerra, nemmeno se richiesto con insistenza, però ricordo che cantava quelle canzoni nella grande festa della trebbiatura, quando dopo che tutti avevano consumato una lauta cena e prima del ballo, c’era il momento della sacralità. Gli adulti si mettevano intorno al tavolo con i musicanti da un lato, una fisarmonica, una chitarra ed un mandolino. Le donne mettevano a letto i bimbi più piccoli e tornavano, prendendo quelli più grandicelli in braccio e si sedevano sulle panche e su piccoli sgabelli in religioso silenzio. Le canzoni erano sempre quelle: Il testamento del capitano, Era una notte che pioveva, Bombardano Cortina, Sul ponte di Perati, La tradotta, Ta Pum. Ma ogni volta era un’emozione nuova, grande e intensa, perché succedeva sempre qualcosa di miracoloso: si fermava la notte, i bicchieri, i latrati dei cani, le zanzare, il canto dell’upupa, le lucciole, il pianto dei bambini. Tutto accadeva lì in quel momento. I volti degli uomini si trasformavano e le loro voci di solito roche e familiari, diventavano suadenti ed eteree e un impercettibile miracolo accadeva lì in quell’istante. Occhi rugosi, come fessure, guance scavate dalla fatica, che si rigavano di lacrime parallele che correvano giù lente e indecise. Una specie di eucarestia contadina, dove il sangue e il pane ritornavano vivi. I sentimenti erano intatti e le ferite si riaprivamo e riprendevano a parlare. Le immagini terribili e grandiose della guerra nei loro volti erano visibili come su un grande schermo. Qualcuno si alzava vinto dall’emozione e si allontanava con la scusa di andare a pisciare. Qualcuno beveva un bicchiere di vino tutto d’un fiato per far fermare le lacrime. Ma la platea era trasportata da una nuvola di commozione e quell’adunanza era in un viaggio nell’aria estiva immobile su per una grande scala a pioli di pietà e di memoria.

Massimo Bubola

TRACKLIST

1. Il testamento del capitano (tradizionale) 3’53”
2. Bombardano Cortina (tradizionale) 2’29”
3. Era una notte che pioveva (tradizionale) 3’35”
4. La tradotta (tradizionale) 3’54”
5. Tapum (tradizionale) 4’12”
6. Da Caporetto al Piave (M. Bubola) 5’52”
7. Sul Ponte di Perati (tradizionale) 3’58”
8. Ponte de Priula (tradizionale) 3’52”
9. Monte Canino (tradizionale) 3’42”
10. Sui Monti Scarpazi (tradizionale) 4’06”
11. Adio Ronco (tradizionale) 3’28”
12. Andremo via (M. Bubola - S. Ferro / Eccher Ed.Mus. Srl) 3’31”

TOTAL TIME: 46’54”

prezzo finale 6,50