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Rivelazioni

Franco Bechis: Dibba, Minzo, i pm e quella operazione alla mano

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Appena saputo del voto che al Senato ha salvato Augusto Minzolini dalla applicazione della legge Severino, Alessandro Di Battista (che amici e fan chiamano Dibba) si è precipitato a fare una conferenza stampa con altri esponenti del M5s. Pizzicato all'uscita grondava indignazione per quello che era accaduto. Poi si è calmato concedendosi a due ragazzi incontrati per strada che reclamavano un selfie con lui.

Con il cronista ha ripreso lo sfogo, noncurante della battuta (allusivamente greve) sulla mano slogata e vistosamente fasciata da tempo. Con l'intervistatore discute di quel che è accaduto, e mostra di non credere alle annunciate dimissioni del senatore di Forza Italia: "ci vogliono mesi". Ha qualche incertezza quando il cronista gli dice il suo parere sulla condanna di Minzolini: "un errore giudiziario". Dibba: "se lo ritieni tu...", ma è pur vero che la legge è legge per tutti anche quando è sbagliata. Minzolini è stato condannato da un collegio giudicante di cui faceva parte Giannicola Sinisi un ex parlamentare del Pd ( precisamente eletto all'epoca sia deputato che senatore sotto l'insegna dell'Ulivo e già sottosegretario del governo di Romano Prodi).

Su questo punto anche Di Battista pensa che un magistrato ha diritto di buttarsi in politica, ma dovrebbe essere vietato successivamente il suo ritorno a giudicare: "una legge che lo impedisca era pure nel programma del M5s, è stata approvata in Senato ed è ferma alla Camera perché non viene calendarizzata dal presidente della commissione Giustizia, la Pd Donatella Ferranti che è magistrato in aspettativa". Però secondo Dibba questo non motiva il salvataggio di Minzolini: "se hanno deciso che la legge Severino va buttata, allora facessero tornare senatore pure Silvio Berlusconi", dice sfidando il Pd con cui ce l'ha perché stanno bloccando ogni cosa in attesa del loro congresso "che è una riunione di un associazione privata che i cittadini debbono subire". Solo alla fine Dibba parla della fasciatura della sua mano: "va avanti da tempo, perché mi hanno operato mettendo pure un chiodo". E svela pure chi gliela ha salvata: "un professore bravissimo, che si chiama Fanfani ed è proprio parente di quel f

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • gianni modena

    17 Marzo 2017 - 08:08

    ah dibba perche' non chiedi le dimissioni della raggi che non ne ha azzeccata una ??? questo ti renderebbe credibili ,ma fin che chiedi dolo le dimissioni degli avversari ne' tu ne' i tuoi compagni di merende sarete mai credibili compreso il grillo parlante che cambia le regole in corsa ,.

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