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Senaldi: Monti forse cadrà, ma il problema dell'Italia è la Merkel

Il videocommento del vicedirettore di Libero, Pietro Senaldi

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"L'insofferenza degli italiani verso Monti è palpabile, il primo a rendersene conto è lui stesso", spiega il vicedirettore di Libero, Pietro Senaldi. Lo comprendono anche i leader dei partiti, che provano a smarcarsi. Ci sono poi dei sondaggi che condannano il prof: la formazione politica che gli staccherà la spina guadagnerebbe l'11% di consensi. Ma se è più vicina la possibilità che Monti non arrivi a fine legislatura, resta lontanissima quella di andare al voto prima della scadenza naturale. Il punto è che tutti hanno capito che il problema dell'Italia non era Berlusconi, e che Monti non ha la bacchetta magica per mettere le cose a posto (anzi). Tutti hanno capito che il vero problema dell'Italia è Angela Merkel.

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Commenti all'articolo

  • Jury Koval

    14 Giugno 2012 - 09:09

    I miei soldi li ho portati da circa un'anno in Germania. A quuesto punto di chi governa in Italina non me ne frega più niente. Destra, sinistra, centro, Grillo. Tutti incapaci. Meglio la Germania.

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  • Angela70

    14 Giugno 2012 - 09:09

    e adesso come andra' a finire? con una nuova guerra?

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  • liberi_tutti

    14 Giugno 2012 - 09:09

    Il problema non è la Merkel. I trattati sono stati firmati in tempi non sospetti, ma, poi come al solito, gli italiani dicono di sì e poi fanno l'esatto contrario. Se firmi una parità di bilancio al 2013, quella devi raggiungerla, ma non nel 2213! Se approvi le riforme, quelle le devi fare. E' questo che ripete la Merkel da anni. Quindi non si deve incolpare la Merkel, la via più facile e comoda. Ma solo i politici italiani: ci sono riforme da fare che colpiscono direttamente la loro casta (riduzione drastica di parlamentari, eliminazione delle province, piattaforma di acquisto unica per settore sanitario-medico, eliminazione di auto blu, accorpamento di regioni) e altre caste (giuridica, industriale, bancaria ecc.). Ma questi politici non vogliono farlo perché andrebbero a colpire il proprio bacino di voti. Quindi l'Italia rimane ferma al palo e non fa niente mentre la Germania continua ad insistere sul rigore e sulle riforme già adottare 10 anni fa.

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