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Colombia, fustigazione pubblica
per quattro membri delle Farc

La punizione decisa dalla tribù Nasa, che si oppone agli scontri tra esercito e ribelli all'interno del proprio territorio

Trenta frustate per ognuno dei quattro sospetti ribelli: avrebbero trasportato clandestinamente armi all'interno del territorio

Ci troviamo in Colombia, dove quattro uomini sospettati di essere guerriglieri delle Farc, le Forze armate rivoluzionarie che minano la stabilità del Paese sudamericano, sono stati fustigati in pubblico: per ciascuno di loro 30 durissime frustrate. Gli arrestati sono stati processati dal popolo Nasa, una piccola: per loro l'accusa è quella di aver messo in grave pericolo la loro immunità. La tribù di indios, che vive nella provincia del Cauca nel sud-ovest del Paese, non vuole che gli scontri tra ribelli e militari dell'esercito regolare si svolgano sul proprio territorio: in precedenza, esasperati per il fatto di trovarsi sulla linea del fronte tra il fuoco incrociato di miliatri e guerriglieri, alcuni di loro avevano costretto i soldati governativi colombiani a deporre le armi e ad abbandonare la propria postazione. I quattro presunti esponenti delle Farc, invece, sono stati accusati di aver trasportato armi ed esplosivi attraverso il loro territorio, da qui la condanna alla fustigazione pubblica: una pratica ammessa dalla Costituzione colombiana dal 1991.

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Commenti all'articolo

  • gianko

    23 Luglio 2012 - 21:09

    concordo in toto..ad esempio a quei cretini che imbrattano i muri con le vernici spray, non solo rifilerei sonore nerbate e li obbligherei a pulire a loro spese le case sconciate, ma per il contrappasso li porterei nelle loro abitazioni e li obbligherei a sporcare le loro pareti (ovviamente se i genitori protestassero, una bella scarica di legnate anche a loro) ormai i buonisti imbecilli/idioti/masochisti/ ecc. ci hanno rotto le palle, è colpa loro se ci ritroviamo questa genìa di stronzi per le strade

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  • biasini

    23 Luglio 2012 - 18:06

    C'è sempre da imparare. Nella civilissima Italia, la sola idea di dare quattro sane pedate a giovani sbuffoni e piccoli delinquenti, fa inorridire i buonisti in servizio permanente attivo, con codazzo di preti, frati e suore. Si preferisce tenere in galere simili a lager, peggio delle stalle dei maiali, i condannati a pene detentive. "La passion predominante", come direbbe Leporello, è il detenuto in attesa di giudizio.Bene: ripristinando le pene corporali in pubbliche gogne,oltre al resto molto economiche, si rimetterebbero sulla retta via molti di coloro che oggi finiscono per delinquere abitualmente e gravemente. A quando un ravvedimento collettivo?

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