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Conto alla rovescia

La tempesta Isaac arriva su New Orleans:
panico nel ricordo della furia Katrina

Non è ancora un uragano, ma la perturbazione fa paura. Obama: "Stato d'emergenza". Il sindaco: "Niente obbligo d'evacuazione"

La maledizione dei repubblicani: come nel 2005 convention oscurata su tv e giornali

La tempesta tropicale Isaac è sempre più vicina al Golfo del Messico e al fiume Mississippi, con venti che soffiano a 110 chilometri orari ed è destinata a diventare un uragano. La Florida, che ha subito ingenti danni (dopo Haiti e Cuba, provocando 19 vittime), vede così la luce in fondo al tunnel mentre tema ancora New Orleans: messa in ginocchio cinque anni fa da Katrina (che provocò 1.800 morti, saccheggi e davastazioni), la culla del jazz si prepara all'arrivo dell'uragano atteso nella notte tra martedì e mercoledì. Il sindaco della città della Louisiana, Mitch Landrieu, ha escluso per il momento un ordine di evacuazione obbligatoria, almeno fino a che Isaac non si trasformerà in uragano di livello 3. Attualmente Isaac è una tempesta tropicale e potrebbe trasformarsi in uragano per il prolungato contatto con le acque calde del Goldo del Messico, ma secondo gli esperti difficilmente supererà il livello 1, o nella peggiore delle ipotesi il livello 2. "Non ci aspettiamo un evento analogo a Katrina - ha spiegato Landrieu -, con gli argini che si rompono". In Louisiana, lo stato di emergenza a livello federale è stato dichiarato ieri dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. In attesa della conta dei danni, Isaac complica la vita ai repubblicani, che proprio come 4 anni fa si trovano a dover far convinvere la loro convention con un allarme-catastrofe naturale. Ma a Tampa si va avanti. 

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