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Elezioni a stelle e strisce

Michelle prova a salvare Obama:
parla del programma?
No, di Barack bambino

Acccolta dagli applausi della folla, la First Lady scende in campo alla Convention democratica e "soffia" la platea del marito

Dopo la repubblicana Ann Romney, è stato il turno di Michelle, che raccontando il passato difficile di Barack cerca di commuovere gli Usa

"Grazie, grazie, ma ora fatemi iniziare”. Vestita di rosa, spalle scoperte, Michelle Obama è la protagonista assoluta della Convention democratica di Charlotte (e, un po' come Clint Eastwood in quella Repubblicana, mette in ombra in candidato alla presidenza). Arrivata sul palco al ritmo di "Signed, sealed, delivered" di Stevie Wonder, la moglie di Barack Obama si è rivolta all’America con toni orgogliosi e patriottici. Michelle, raggiante più che mai, ha cercato di raccattare un po' di entusiasmo: i sondaggi, infatti, negli ultimi tempi non accreditano il martio di sicura vittoria, come invece accadeva soltanto poche settimane fa.

Un discorso al passato - “Negli ultimi anni, come First Lady, ho avuto lo straordinario privilegio di viaggiare in tutto il paese. Ovunque sono stata, tra le persone che ho incontrato, nelle storie che ho sentito, ho visto l’aspetto migliore dello spirito americano”. Michelle ha raccontato la storia di un uomo e di una donna molto simili, due anime gemelle che si sono amate da sempre credendo nei valori del sogno americano. E Michelle ha chiesto al popolo americano di far continuare il sogno di Obama. Quando gli spettatori la interrompono al grido di "four more years" (altri quattro anni), la signora Barack incanta la platea raccontando il profondo legame con il marito: "lo amo così come è, la prima volta che ci siamo incontrati le scarpe che aveva erano mezza taglia più piccola". Non ha mai avuto dubbi, ero certa che sarebbe stato uno straordinario presidente". Insomma, la signora Obama per cercare consensi preferisce concentrarsi sul "difficile passato" del marito piuttosto che sui programmi per la prossima presidenza (il primo mandato di Obama, infatti, ha ampiamente deluso le attese messianiche degli Stati Uniti che lo avevano eletto).

First lady a confronto
- Come aveva fatto Ann Romney a Tampa, anche Michelle tocca tematiche familiari, parlando della sua famiglia e di quella di Barack "che non avevano molte risorse economiche, ma che ci hanno insegnato qualcosa di grande valore, l’amore incondizionato, la possibilità che avevamo di raggiungere quello che per loro era stato impossibile". Poi la signora Obama ha ricordato suo padre, al quale venne diagnosticata la sclerosi multipla quando lei e il fratello erano "ancora molto giovani". 

Charlotte

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Commenti all'articolo

  • antikomunista10

    05 Settembre 2012 - 16:04

    Il retorico, e a tratti ridicolo, discorso della moglie dell'"abbronzato" non servirà a nulla. Nel campo avverso ci sono due VERI AMERICANI come Romney e Ryan che sapranno riportare l'America ai suoi veri valori : libertà e democrazia. L'antidemocratica riforma sanitaria dell'"abbronzato" che invade la libertà individuale sarà immediatamente cancellata (Ryan) e la ricetta vincente di Reagan (meno tasse e meno inutile "stato sociale") promossa da Romney sono garanzia di assoluta vittoria. Ma la stoccata decisiva l'ha data Chuck Norris: " votare Obama vuol dire portare l'America VERSO IL SOCIALISMO (per gli americani sinonimo di COMUNISMO)". E la signora dai capelli stirati (ha ragione SARITABONI) torni a fare l'avvocato.

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  • saritaboni

    05 Settembre 2012 - 14:02

    deve essere stato salato. Trasformare dei capelli lanosi e gretti in una chioma da signora bianca non deve costare poco. Mi piacerebbe conoscere il vero lato umano di questi statisti. Se ruttano dopo il pasto, se si grattano gli attributi la mattina, se pisciano fuori dal buco e se qualche volta scorreggiano come i nostri mariti.

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  • Tasso1000

    05 Settembre 2012 - 13:01

    Guerra e politica poi sono quasi la medesima cosa. Bella mossa quella di Michel Obama, che ha compreso i suoi spettatori: un gruppo di romantici sognatori che quando gli vengono raccontate storie d'amore passate pendono dalle labbra dell'oratore. Avrà più effetto questa entrata di Michel più di ogni altro tentativo di Obama di accaparrarsi consensi.

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