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La telefonata

Feltri a Belpietro: legge fascista, politici cialtroni

 

La legge che prevede la galera per i reati a mezzo stampa "è una legge fascista, iniqua e assurda che nessuno ha mai voluto cambiare: esiste solo in Italia, in qualsiasi altro paese occidentale è stata abolita da tempo". Così il fondatore di Libero e editorialista del Giornale Vittorio Feltri, commenta alla Telefonata di Maurizio Belpietro, in onda su Canale 5,  la sentenza della Cassazione che  ha confermato 14 mesi di carcere al direttore del Giornale Alessandro Sallusti. E attacca il sistema politico italiano, fatto di "cialtroni" che "se ne infischiano della libertà di stampa e di pensiero" e non hanno "mai fatto nulla per cambiare una legge assurda". In galera, continua, "non ci finisce nessuno di quelli coinvolti negli scandali delle Regioni, è assurdo che ci finisca un giornalista".

L'auspicio "Mi auguro che entro 30 giorni il ceto politico, vergognoso, riesca a fare quello che non ha fatto in 60 anni, e cioè cambiare questa legge", insiste Feltri, "un decreto si fa in 5 minuti: nel giro di 3 mesi si può trasformarlo in legge, magari perfezionandola poi". E spiega provocatorio: "Basta copiare un qualsiasi codice di un Paese europeo o occidentale. L’Italia è rimasta come la Corea del Nord, cosa di cui dovrebbero preoccuparsi non solo i giornalisti e i politici, ma anche gli stessi cittadini italiani che non sentono come bene primario la libertà di pensiero ed espressione". Quindi parla di "accanimento giudiziario": il "vero problema è di non mettere nelle mani dei magistrati delle armi improprie, e questo lo può fare solo il potere legislativo"

 

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Commenti all'articolo

  • rossini1904

    28 Settembre 2012 - 09:09

    Caro Feltri, non sono d'accordo. Una volta tanto non diamo la colpa di ciò che è accaduto ai politici. I responsabili sono soltanto i magistrati che hanno voluto applicare con cieco rigore una legge indubbiamente illiberale. Quante volte abbiamo visto che i magistrati, quando vogliono, e soprattutto per gli amici e per coloro per i quali "batte il cor di Federigo" le leggi le interpretano, le piegano, le modificano, le disapplicano. Basti pensare a quello che fanno in tema di immigrazione clandestina. In questo caso è stato applicato un cieco rigore ed è stata emessa una sentenza che non ha precedenti sia per l'entità della pena, sia per l'irragionevole rifiuto di applicare l'istituto della sospensione condizionale della pena che tutti i giorni i giudici concedono a cani e porci. Ma se il giornalista fosse stato Ezio Mauro, o Bartoli o Travaglio o Santoro, la sentenza sarebbe stata la stessa?

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  • sardapiemontese

    27 Settembre 2012 - 17:05

    ti seguo da tanti anni e sono d'accordo con te quasi sempre.....hai ragione quando dici che la colpa è di questi politici cialtroni...ma non solo......purtroppo la magistratura c'è dentro fino al collo in quanto a responsabilità....solo in italia si permettono di interpretare le leggi o, addirittura di boicottarle se a lor signori non piacciono....potrei farti tanti esempi ma credo tu lo sappia meglio di me.....

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  • raucher

    27 Settembre 2012 - 12:12

    Ma nessuno rileva che questa situazione assurda si è verificata perchè il giudice diffamato , non si è accontentato della sentenza di 1° grado che prevedeva un risarcimento pecuniario ed è ricorso in appello? Intransigenza ?

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  • Veraleks

    27 Settembre 2012 - 10:10

    ha ragione su tutta la linea.

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