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L'abitacolo

Franco Bechis mostra le prove. Cercò massoni ed islamici: incastrato papà Boschi

Nemmeno l'autore della più fantasiosa spy story avrebbe potuto immaginare un 2014 a Banca Etruria come quello che ha visto protagonisti l'allora presidente Lorenzo Rosi e il suo vice Pier Luigi Boschi, papà di Maria Elena, ministro delle Riforme istituzionali nel governo di Matteo Renzi. La loro banca affogava, e in parte avevano contribuito anche loro al disastro. La Banca d'Italia premeva perchè si cercasse una via di uscita unendosi a un gruppo bancario più importante. Rosi e papà Boschi si sono messi prima a cercare un direttore generale della banca. Invece di dare un mandato a una società di cacciatori di testa, hanno preferito bussare al massone della porta accanto, Valeriano Mureddu, che per altro era il vicino di casa di papà Renzi. Questo ha portato i due da Flavio Carboni, che si è messo a caccia del manager giusto. Poi c'era da cercare il partner bancario. E manco a dirlo, papà Boschi e Rosi sono andati di nuovo dall'improbabile massone di turno (Lorenzo Di Martino) a chiedere lumi. Un tributarista, che si chiama professore ma solo perchè ha preso un titolo di studio non riconosciuto in una improbabile università associata al Burkina Faso. Il prof ad honorem ha messo in contatto papà Boschi e Rosi con un sedicente fondo di investimento del Qatar, il Qvs. Che avrebbe voluto trasformare la Banca dell'Etruria nella prima banca islamica in Italia... La spy story è stata scoperta dall'inviato di Libero, Giacomo Amadori, che in questa puntata de L'Abitacolo la racconta al telefono a Franco Bechis... Una storia che se non fosse tragica sarebbe tutta da ridere: un ottimo soggetto per il prossimo film di Checco Zalone...

di Franco Bechis
@FrancoBechis

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